Non hai il crocefisso? Multa da 500 euro
18/11/2009 6 commenti
Per “edifici pubblici” si intendono però, è lo stesso sindaco a spiegarlo, “anche i pubblici esercizi quali ristoranti e bar e tutti i titolari di una licenza statale”, non solo scuole ed edifici amministrativi. Praticamente qualsiasi luogo che non sia un’abitazione privata. Tra un paio di settimane i vigili urbani del paese cominceranno con i controlli. Chi non avrà ottemperato all’ordinanza e si vedrà somministrato un verbale da capogiro potrà contestarlo in diversi modi: in via informale andando al palazzo comunale per spiegare le sue ragioni “Se per esempio uno vende i kebab ed è di dichiarata fede musulmana – spiega il sindaco – non ci sono obiezioni”. In tutti gli altri casi o per chi non ha intenzione di dover spiegazioni per quanto riguarda il proprio credo religioso, non resta che ricorrere al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia Romagna oppure al Presidente della Repubblica.
http://ilcarattere.wordpress.com/2009/11/17/il-conto-e-salato-per-i-ristoranti-senza-crocefisso/
«Il crocifisso obbligatorio anche nei bar»
Nei giorni scorsi il sindaco deciso di obbligare gli edifici pubblici comunali e non, dalla scuola al poliambulatorio, ad appendere il crocifisso e dal 27 novembre i trasgressori saranno sanzionati con 500 euro di multa. «L’ordinanza era l’unico modo di imporre a tutti i nostri valori – spiega il sindaco – Voglio prevenire la presa di distanza di qualcuno dalle nostre radici».
Per ora gli unici a poter essere sanzionati sono i responsabili degli edifici pubblici, il direttore delle poste o la dirigente scolastica. Ma nel paese del santo, dove ogni domenica pullman carichi di fedeli si riversano alla messa, il crocifisso è su tutte le pareti da tempo. Al poliambulatorio ce n’è uno piccolo e bianco di ceramica; in ogni stanza del Comune se ne trovano di ogni foggia e dimensione, dal legno d’ulivo allo smalto di Assisi e c’è già persino in posta. «In municipio ne mancavano due, li abbiamo comprati in questi giorni», racconta un’impiegata comunale soddisfatta. E il Comune ha comprato un crocifisso anche per l’u nica aula della scuola primaria dove non c’era, quella della prima elementare. Difficile poi che le critiche all’ordinanza vengano dall’opposizione, in quota Forza Nuova, che di questa battaglia ha fatto una bandiera.
«E’ giusto imporlo per obbligo» afferma la maestra Elena Ruzza e come lei sembrano pensarla la maggioranza dei paesani, a partire dalla nonna Augusta Bertolazzi, che vede l’ordinanza come «un modo per mantenere le tradizioni».E Yuri Dell’Arte chiede: «Non è giusto togliere il crocifisso dalle pareti, ma imporlo per forza era necesssario?».
La vicepreside dell’Istituto comprensivo di Casorate, dal quale dipendono i due plessi di Trivolzio commenta: «Non c’è mai stata alcuna remora nell’esporre il crocifisso». Il fastidio, nella cattolica Trivolzio, si respira più per la sentenza della Corte Europea che ritiene lesivo del diritto di ogni genitore a educare i figli secondo le proprie concezioni religiose. «Non è vedere il crocifisso che impedisce di essere laico – conclude la l’insegnante di religione – Se ne ha paura perché impone il confronto con la coscienza».


Secondo me è abuso d’uffico! Ma c’è anche una buona dose i idiozia in tutto questo.
Sì… se avessi un ristorante di mia proprietà, nessuno potrebbe obbligarmi a esporre altro che non siano le circolari dello Stato Italiano (quindi, la licenza e il divieto di fumo, in quanto per LEGGE sono obbligatoriamente da esporre). Io farei ricorso al Tar E all’UE e mi beccherei i 5000 euro!
Mhauhuauahha ommadonna, questi son pazzi!SCHIACCIA L’INFAME!
Tra gli esercizi commerciali potremmo includere anche i Sexy Shop?
Certo! Pure il negozio di arti magiche!
Che bello!!!
Un crocefisso… di fronte alla sezione bondage!
si sentirebbe a casa