In God we trust

Orripilata e allibita ho ascoltato il servizio del TG1 sulle dichiarazioni odiene del beneamato Papa Benedetto XVI che, dal pulpito, proclama di stimare gli Stati Uniti d’America come esempio perfetto di LAICITA’ dello Stato dove le tradizioni religiose vengono valorizzate e trovano il giusto posto nella società LAICA.
 

Shifata (credo che anche i vicini abbiano sentito le mie urla di disapprovazione), mi sono lanciata su Internet e ho fatto un piccolo collage della FOTTUTA LAICITA degli USA:
 
 Come si legge sul retro dei Dollari americani: "In God We Trust" (In Dio noi crediamo), alla facciazza di Atei e di altre Fedi religiose.
Lo stesso vale per le monetine (giusto per lavare ulteriormente il cervello alla gente):  Bella e chiara Laicità.
Da Wikipedia:

In God We Trust (in italiano: Confidiamo in Dio) è l’attuale motto nazionale degli Stati Uniti d’America. È stato adottato nel 1956 al posto di E pluribus unum (in italiano: Da molti, uno riferentesi ai tanti Stati confluiti negli USA).

http://it.wikipedia.org/wiki/In_God_we_trust

 

Ricordo poi che in America di Giura sulla Bibbia ai processi.

Veniamo ora ai vari inni e obblighi civili nella Patria della Laicità.

Giuramento di fedeltà alla bandiera

Il giuramento di fedeltà alla bandiera: "Io giuro fedeltà alla Bandiera degli Stati Uniti d’America, e alla Repubblica che essa rappresenta, una Nazione guidata da Dio, indivisibile, con libertà e giustizia per tutti", dovrebbe essere recitato stando sull’attenti rivolti verso la bandiera con la mano destra sul cuore. Quando non sono in uniforme, gli uomini dovrebbero rimuovere ogni copricapo non religioso con la mano destra e trattenerlo sulla spalla sinistra, con la mano sul cuore. Le persone in uniforme dovrebbero rimanere in silenzio, rivolte verso la bandiera, e fare il saluto militare.

http://www.americanpizzaparty.com/zone/curiosity/art/flag-code.html

 

"Dio benedica l’America"

E’ un americano patriottico brano originariamente scritto da Irving Berlin nel 1918 e rivisto da lui nel 1938, come cantato da Kate Smith (diventando la sua firma canzone). It is sometimes considered an unofficial national anthem of the United States. [1] The song served as the inspiration for another anthem, Woodie Guthrie ‘s " This Land Is Your Land ", which was written in response to it. Talvolta è considerato un non ufficiale inno nazionale degli Stati Uniti. [1]

Dio benedica la terra che ci ha dato nascita!
ma questo si sa. /
Dio benedica la terra, di tutta la terra, /La felice e libera. /E dove la terra come la nostra può coraggiosi /Lo splendore del giorno. / E non trovare suo figlio di uno schiavo?/ Dio benedica l’America! / Dio benedica la terra, la terra amata / Per sempre e per Aye! / Dio benedica la terra che ci ha dato la nascita./ Dio benedica l’America! 

http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en|it&u=http://en.wikipedia.org/wiki/God_Bless_America&prev=/translate_s%3Fhl%3Dit%26q%3Ddio%2Bbenedica%2Bl%2527america%26tq%3DGod%2Bbless%2Bthe%2BAmerica%26sl%3Dit%26tl%3Den

 
Ecco l’Inno Americano (parte di Esso):

LO STENDARDO LUCENTE DI STELLE

Benedetta dalla vittoria e dalla pace, la nazione salvata dal cielo
renda lode alla Potenza che ci ha creati e preservati come nazione.
Indi vincer dobbiamo, ché giusta è la nostra causa,
e questo sia il nostro motto: “Abbiamo fede in Dio.”

http://www.tuttoamerica.it/storia/inno_americano_it.htm

E poi, la Laicità perpetuata dallo Stato negli ultimi anni, su quel sacro suolo di rispetto verso la Scienza, la verità e la LAICITA’ che a Benedetto fa venire un orgasmo emozionale ogni volta che ci pensa (si sarà mica preso una cotta omosessuale per Bush?!?!):

1)L’insegnamento sul ‘disegno intelligente’ venne imposto agli studenti prima di seguire i corsi sull’evoluzione. La dichiarazione da sottoporre agli studenti dice che la teoria di Charles Darwin "non è un fatto" e ha "vuoti" che non sono stati ancora spiegati.
http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/scuola_e_universita/servizi/darwin/sentenza/sentenza.html

2)Nuova picconata di Bush alla cultura scientifica: il creazionismo versus l’evoluzionismo

rapporti e documenti prodotti dalla Casa Bianca erano vere e proprie manomissioni e contraffazioni di studi, utilizzati per dimostrare tesi indimostrabili scientificamente.

il presidente ha dato una nuova picconata alla cultura scientifica degli Usa manifestando il suo sostegno all’insegnamento del "disegno intelligente", il creazionismo accanto alla teoria evoluzionistica di Darwin.

aderendo alla campagna lanciata da gruppi religiosi conservatori per estendere a tutti i distretti scolastici l’insegnamento del creazionismo accanto alla teoria evoluzionistica (http://intelligentdesignnetwork.org/).

Un sondaggio della Gallup dello scorso novembre mostrava risultati a dir poco sorprendenti sull’argomento: il 46% degli statunitensi crede che sia stato un dio a creare gli uomini, contro solo un terzo che crede che esistano delle prove sufficienti per sostenere la teoria di Darwin, un altro 38% rispetta il darwinismo ma e’ convinto che una divinita’ e’ comunque intervenuta in qualche maniera. Un altro sondaggio della CBS mostrava che il 55% dei cittadini Usa non crede all’evoluzionismo, un dato in controtendenza rispetto al resto del mondo industrializzato dove l’80% accetta l’evoluzionismo (con punte del 96% in Giappone, ma anche con un 75% nella cattolica Polonia).
Risultati da imputare ad un rapporto controverso tra Darwin e gli Usa: Negli anni ’20 le sue teorie furono praticamente vietate in molti degli Stati, nel 1968 la Corte suprema dichiaro’ incostituzionale la messa al bando dell’evoluzionsimo.
I creazionisti tornarono all’attacco anche grazie al sostegno della presidenza Reagan

http://staminali.aduc.it/php_artshow_4653_2_ta_l25.html

3) Soldato fa causa all’ esercito «Discriminato perché ateo»

Non sono infrequenti le pressioni da parte di ufficiali evangelici

http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/28/Soldato_causa_all_esercito_Dis criminato_co_9_080428058.shtml

 

Questa è solo una mia piccola sellezione di quello che mi è venuto in mente in 15 minuti sulla LAICITA’ dello stato AMERICANO.

Ovvio che Benedetto XVI lo ammiri e lo elogi: gli Stati Uniti d’America sono uno degli ultimi stati TEOCRATICI al mondo (o meglio, nel mondo civile), dove tutto è in mano alle lobby religiose potentissime, dove si giura legalmente su Dio (!!!!!!) e dove uso soldi Divini (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!). Dove c’è ancora la pena capitale… oh! Ma forse di questo Benedetto s’è scordato!

Ma FOTTITI!

Chi o Come?

Ho seguito, emozionata, l’abiura di Galileo pronunciata durante il programma Crozza Italia.
Nel 2008, per un’atea, ma per CHIUNQUE, è ovviamente un’oscenità, la negazione di qualsiasi Ragione, Verità e Scienza.
Oggi me la sono riletta, e, oltre all’assurdità generale cui fu condannato Galileo, mi ha colpito una frase.
Riporto tutta l’Abiura:
 

Abiura di Galileo Galilei

Letta il 22 giugno 1633 

 

Io Galileo, fìg.lo del q. Vinc.o Galileo di Fiorenza, dell’età mia d’anni 70, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro l’eretica pravità generali Inquisitori; avendo davanti gl’occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l’aiuto di Dio crederò per l’avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la S.a Cattolica e Apostolica Chiesa. Ma perché da questo S. Off.o, per aver io, dopo d’essermi stato con precetto dall’istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere ne insegnare in qualsivoglia modo, ne in voce ne in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d’essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Sacra Scrittura, scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto l’istessa dottrina già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto d’eresia, cioè d’aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo e imobile e che la terra non sia centro e che si muova; Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d’ogni fedel Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non fìnta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla S.ta Chiesa; e giuro che per l’avvenire non dirò mai più ne asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simil sospizione; ma se conoscerò alcun eretico o che sia sospetto d’eresia lo denonziarò a questo S. Offizio, o vero all’Inquisitore o Ordinario del luogo, dove mi trovarò.

 

Giuro anco e prometto d’adempire e osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte; e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da’ sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate.

 

Così Dio m’aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le proprie mani.

 

Io Galileo Galilei sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 22 giugno 1633.

Io, Galileo Galilei ho abiurato come di sopra, mano propria.

 

La frase che mi ha colpito è quella sottolineata: "…crederò (…) tutto quello che tiene, predica e insegna la Santa Cattolica e Apostolica Chiesa." Galileo fu obbligato non a credere a DIO, ma a quello che la CHIESA diceva. Dio, nel caso specifico, era solo un aiuto, il MEZZO per credere ALLA Chiesa. Non il contrario.

Tale affermazione si ricollega alle riflessioni che mi hanno colta in questi giorni.

Oggi è forse più importante il MODO che il COSA?

Vale a dire, il MODO in cui si prega, si crede o si arriva a Dio è più importante di Dio stesso?

 

Tale riflessione è nata leggendo come i primi apologisti definivano la propria nuova fede: non Religione, ma Filosofia, riconoscendo al termine Religione un obbligo Cultuale che troppo spesso si allontanava dai veri CONTENUTI. I primi Cristiani infatti rigettavano l’idea di una Rituale Fisso, che tradotto, vuol dire che rifiutavano un Canone e una Ripetizione vuota di esso.

Lo si vede anche presso gli Ebrei: la stesura per iscritto della loro tradizione orale fu molto tarda, e fu dettata dal timore che tali tradizioni si perdessero (per le continue invasioni, per gli esilii lontani dal Tempio, ecc). Forte però era il timore che, una volta scritte, diventassero macigni dogmatici fini a sè stessi, diventassero "toppo fissi", non più in evoluzione con il pensiero teologico ebaico che tanto spesso li aveva cambiati. Gli ebrei risolsero con le correnti di II d.C. di reinterpretazione per liberi accostamento delle parole scritte nei testi, in modo tale da poterli reinterpretarli e riadattarli alle nuove necessità dogmatiche e civili (con alcune regole, ovviamente. Consiglio Bibbia, una Biografia per comprendere meglio)..

 

La Chiesa invece è NATA come Religione del Testo, nonostante proprio i Padri Fondatori volessero ovviare a tale problema chiamandola Filosofia e non Religione. Con l’andare dei secoli, comunque, il canone si stabilizzò e divenne l’UNICO accettabile, i rituali e i culti rinacquero (e divennero come quelli pagani: la mera ripetizione di gesti e formule) e da filosofia si ritonò a parlare di Religione.

Oggi, l’attenzione non è più sul Conoscere Dio, nè sull’Arrivare a Lui, ma solo sul MODO in cui lo si deve fare.

 

Diciamolo, le differenze tra Protestanti, Evangelici, Cattolici, Islamici, Ebrei ecc non sono sul DIO che pregano (E’ LO STESSO!!!!!), ma solo sul MODO con cui lo fanno (tralasciando estremisti ecc).

 

E il Modo è il cavallo di battaglia, in questo caso, della Chiesa.

Non bisogna credere a Dio, ma a quello che la CHIESA dice su di lui e su quello che la CHIESA indica come Via.

L’Atto di Fede Cattolico è l’apoteosi della negazione di qualsiasi RAGIONAMENTO del SINGOLO su DIO:

"Mio Dio, perchè sei verità infallibile

credo tutto quello che hai rivelato

e la santa Chiesa ci propone a credere (…)"

Quindi non SOLO quello che DIO ha detto, ma quello che la CHIESA dice di credere… distinguendo le due cose, si pone l’attenzione sul fatto che se Dio ha Rivelato certe cose, e la Chiesa ne propone altre (non solo quelle rivelate, altrimenti la formula della preghiera sarebbe stata diversa), allora certe cose che la Chiesa propone non sono state Rivelate da Dio.

Non più quindi Credere a Dio e alle Sue parole, ma a quelle della Chiesa, che, concretamente, nel fedele, si ritrovano come formule magiche-propiziatorie-cultuali imparate a memoria e spesso mai capite (oppure la Chiesa crede che tutti i Fedeli, compresa la Vecchietta o l’operaio con licenza media, siano Teologi).

 

Cito spesso il Credo ai Cattolici che mi passano sotto mano per vedere se sanno cosa professano, e i risultati sono ridicoli e tragici.

Il "generato non creato dalla stessa sostanza" non è nemmeno vagamento intuito dal fedele medio che frequenta la Chiesa tutti i giorni; "credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio." il Procede crea dilemmi insormontabili; "credo la Chiesa una santa cattolica e apostolica"…. siamo di nuovo lì.

 

Siamo quindi giunti alla nuova svolta della Fede?

Non più in Dio, ma nella scelta fatta da Terzi della PAROLE con cui adorarlo?

Queste masse di fedeli, cosa sanno di Dio?

Sanno sicuramente l’Atto di Dolore e tutto il calendario dei Santi (per festeggiare gli onomastici.. di solito non sanno nemmeno vagamente chi era il Santo e che ha fatto), ma non sanno nulla di Dio. Sanno poi che la loro Fede è l’unica Vera e giusta, senza ragionare sul fatto che il Dio che loro adorano è lo stesso IDENTICO Dio di altre 2 Grandi Religioni.

Da quanto il COME è diventato più importante del COSA?

316 euro

Dal Corriere della sera:
 

NELLO YEMEN – la legge pero’ non cambia: impunite le famiglie che cedono le minorenni

La sposa bambina ottiene il divorzio

Nojoud, 8 anni, sorride, mangia una fetta di torta al cioccolato e stringe un grosso orso di peluche rosso. Festeggia il suo divorzio dal marito trentenne, deciso oggi da un giudice a Sana’a in Yemen. Nojoud Muhammed Nasser, la prima sposa bambina a chiedere il divorzio dal marito in un tribunale dello Yemen, ha vinto. È libera. Era fuggita dalla casa dello sposo il 2 aprile per presentarsi tutta sola in un tribunale della capitale. Aveva denunciato il padre, che l’ha costretta a sposarsi due mesi fa, e il marito che l’ha picchiata e forzata ad avere rapporti sessuali.

La legge in Yemen fissa i 15 anni come età minima per il matrimonio, ma non punisce le famiglie delle minorenni che le danno in spose prima di quell’età. Oggi a mezzogiorno il giudice Muhamed Al-Qadhi ha annunciato la sentenza. Ha stabilito che gli abusi del marito nei confronti di Nojoud e il fatto che non era ancora «matura» sono una ragione sufficiente per annullare il matrimonio. «Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare con lui in camera da letto — aveva raccontato la bambina —. Quando lo imploravo di avere pietà, mi picchiava, mi schiaffeggiava e poi mi usava». L’annullamento su richiesta della donna, previsto dalla sharia e dalla legge yemenita (che si basa sulla prima), si chiama «khol’e». Prevede anche che la famiglia restituisca la somma pagata dal marito come dote per le nozze. Il giudice ha ordinato alla famiglia di restituire 100.000 rial (316 euro) all’uomo. «È stato possibile grazie ai soldi inviati da lettori commossi, soprattutto dagli Emirati Arabi Uniti», spiega il reporter Hamed Thabet dello Yemen Times, che per primo ha intervistato la bambina e che ha seguito la vicenda fino alla fine.

 

 

316 euro il prezzo per abusare, picchiare, torturare e psicologicamente uccidere una bambina di 8 anni, e con lei il 50% delle "spose" in Yemen…. il 50% sono minorenni, il 50% sono tra i 7 anni e i 12….. il fottuto 50%………..

Atea

Sono Atea: sono senza Dio.
Non conosco le corenti filosofiche al riguardo, so a cosa non credo io.
 
Non credo a Dio, a Dei, a Dee, ad Angeli, a Spiriti, a Fantasmi, a Divinità, a Satana, a Demoni, a Fate, a Gnomi e via dicendo.
Non credo all’Inferno, al Paradiso, al Limbo, all’Anima, alla Vita Dopo La Morte, alla Reincarnazione, alla Trasmigrazione delle Anime, alla Resurrezione di Corpi o Anime e via dicendo.
Non credo a Rivelazioni, a Testi Sacri, a Profeti, a Messia e via dicendo.
Non credo a un Fine dell’Esistenza, alla Creazione, al Progetto Intelligente, al Piano Divino, alla Provvidenza, alla Mano di Dio e via dicendo.
Non credo a nulla che non sia umano E materiale. Quindi non credo a Energie Cosmiche, alle Predizioni, alle Visioni, ai Miracoli, alle Apparizioni, ai Tarocchi, all’Oroscopo, allo Spiritismo, ai Messaggi dall’Aldilà, alla Sfiga, alla Fortuna, al Caos, al Caso, al Fato, alla Magia e via dicendo.
Non credo in alcuna Religione, Fede, Setta, Religiosità e via dicendo.
 
Sono Anticlericale: la Religione è Solo una questione di Ignoranza Personale. Se vuoi credere fallo, ma solo dentro di te o a casa tua, mai in pubblico, mai negli avvenimenti di Stato, mai in luoghi pubblici, mai nelle scuole, nelle strade, nelle piazze, nei Senati e via dicendo.
Sono Anticlericale perchè combatto contro un’istituzione che prevarica la mia libertà in nome di suoi Privati credi soggettivi e personali che MAI potranno essere assunti a Bene Comune o Per la Maggioranza, pechè in ogni caso lederebbero a qualcuno: quindi libertà religiosa, ma a casa propria. Sono Anticlericale perchè credo che la religioni si fomenti nell’ignoranza, e che voglia tenere la MASSA nell’ignoranza, non il SINGOLO.
Sono Anticlericale perchè in Italia c’è il Clero e la Chiesa, ma sono contro qualsiasi forma organizzata di religione.
 
Detto questo, non chiedetemi più se sono agnostica, se credo nell’Aldilà e stronzate simili.
Se ci volete credere fate, ma non tiratemi in ballo.
 

Anche i Cattolici possono sposarsi?!

Perché siamo favorevoli ai matrimoni tra cattolici.

Siamo completamente favorevoli al matrimonio tra cattolici. Ci pare un errore e un’ingiustizia cercare di impedirlo. Il cattolicesimo non è una malattia. I cattolici, nonostante a molti non piacciano o possano sembrare strani, sono persone normali e devono godere degli stessi diritti della maggioranza, come fossero, ad esempio, informatici od omosessuali.

Siamo coscienti che molti comportamenti e aspetti del carattere delle persone cattoliche, come la loro abitudine a demonizzare il sesso, possono sembrarci strani. Sappiamo che a volte potrebbero emergere questioni di sanità pubblica, a causa del loro pericoloso e deliberato rifiuto all’uso dei profilattici. Sappiamo anche che molti dei loro costumi, come l’esibizione pubblica di immagini di torturati, possono dare fastidio a tanti. Però tutto ciò risponde più a un’immagine mediatica che alla realtà e non è un buon motivo per impedire loro il diritto al matrimonio.

Alcuni potrebbero argomentare che un matrimonio tra cattolici non è un vero matrimonio, perché per loro si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti al loro Dio, anziché di una unione tra due persone. Inoltre, dato che i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa, qualcuno potrebbe ritenere che permettere ai cattolici di sposarsi incrementerà il numero di matrimoni per via di “ciò che la gente mormora” o per la semplice ricerca del sesso (proibito dalla loro religione fuori dal matrimonio), andando così ad aumentare i casi di violenza familiare e le famiglie problematiche. Ma d’altra parte bisogna ricordare che questo non riguarda solo le famiglie cattoliche e che, siccome non possiamo metterci nella testa degli altri, non possiamo giudicare le loro motivazioni.

Inoltre, dire che non si dovrebbe chiamarlo matrimonio, ma in un’altra maniera, non è che la forma, invero un po’ meschina, di sviare il problema su questioni semantiche del tutto fuori luogo. Anche se cattolici, un matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia!

E con questa allusione alla famiglia, passiamo all’altro tema incandescente, che speriamo non sia troppo radicale: siamo anche favorevoli a che i cattolici adottino bambini. Qualcuno si potrà scandalizzare. È probabile che si risponda con un’affermazione del tipo: “Cattolici che adottano bambini?!? I bambini potrebbero diventare a loro volta cattolici!”. A fronte di queste critiche, possiamo rispondere che è ben vero che i bambini figli di cattolici hanno molte chances di diventare a loro volta cattolici (a differenza dei figli degli omosessuali o degli informatici), ma abbiamo già detto che i cattolici sono gente come tutti gli altri. Nonostante le opinioni di qualcuno e alcuni indizi, non ci sono tuttavia prove che dimostrino che i genitori cattolici siano meno preparati di altri a educare figli, né che l’ambiente religiosamente orientato di una casa cattolica abbia un’influenza negativa sul bambino.

Infine i tribunali per i minori esprimono pareri sulle singole situazioni, ed è precisamente loro compito determinare l’idoneità dei possibili genitori adottivi.

In definitiva, nonostante le opinioni di alcuni settori, crediamo che bisognerebbe permettere ai cattolici di sposarsi e di adottare dei bambini. Esattamente come agli informatici e agli omosessuali.

Manifesto-appello tratto dal blog spagnolo Psicofonías. Traduzione misteriosa.

http://www.nazioneindiana.com/2007/04/05/perche-siamo-favorevoli-ai-matrimoni-tra-cattolici/

Ringrazio il blog http://novoordosaeculorum.spaces.live.com/ per avermi mostrato tale fantastico testo!!!!!

Rimango cmq contraria all’adozione dei bambini da parte dei cattolici perchè condannare degli innocenti a tali culti truculenti è un’ingiustizia!!!!

 

PS: per favore, cogliete l’ironia e l’intelligenza di tale articolo.

Falsi Miti

SULLE  PERSECUZIONI ROMANE CONTRO I CRISTIANI

In primis specifico che prendo in considerazione gli anni compresi tra il I sec. e.V. e III e. V. Per seconda cosa è bene distinguere tra due tipi diversi d persecuzioni: quelle ufficiali, decise dall’imperatore romano, e quelle fatte dalla plebe (si parlerà in questo caso di linciaggio), ricordando che tali manifestazioni di violenza e intolleranza erano condannate dagli imperatori stessi come illegali. Per ovvi motivi storiografici mi concentrerò sulle prime, quelle ufficiali, spiegandone i motivi, le cause socio-politiche, le intenzioni economiche e sfatando il mito dei “milioni di martiri”. Mito perché se davvero fossero stati “milioni” non solo alcune delle provincie romane sarebbero state spopolate del tutto, ma l’impero stesso si sarebbe ritrovato senza alcuna popolazione (visto che la popolazione complessiva del mondo all’epoca non arrivava al mezzo miliardo di persone!!!).

Detto questo, un excursus sulla religio romana: non bisogna intenderla un “senso religioso” come lo è oggi, per esempio, il cristianesimo. La religione romana era un politeismo (comprendeva quindi un pantheon organizzato di divinità) non esclusivo: vuol dire che non credevano che i loro Dei fossero Veri e tutti gli altri Falsi, ma riconoscevano che ogni popolo aveva i propri Dei e miti, e che tali manifestazioni religiose fossero tutte vere (o almeno tollerabili). Non è raro infatti che, una volta conquistato uno stato, Roma assumesse nel proprio pantheon le maggiori divinità dei vinti e costruisse loro templi, per non lasciare Dei senza patria. Tanto erano convinti che ogni divinità fosse vera, che, per non far torto a nessuna di esse, avevano eretto un tempio (e istituito il culto) al Dio Ignoto! Che tradotto significa che, nel timore di dimenticarsi di qualche Dio, pregavano il Dio Ignoto che rappresentava tutti gli Dei che non conoscevano ancora! Oltre all’assunzione delle divinità, lo stato romano predicava la tolleranza verso ogni culto e religione che non andassero contro la decenza e la comune morale, come per esempio i culti orgiastici (che non furono però proibiti ma limitati) e la religione cartaginese ,che fu debellata (vi era la pratica del sacrificio di bambini, e per i romani era intollerabile).

Come mai, c’è da chiedersi, i Romani perseguitarono il Cristianesimo?

Il discorso sarebbe ampissimo e di bibliografie ce ne sono, quindi procederò con un riassunto.

Le accusa principali che si rivolgevano verso i Cristiani erano:

1.       Atti osceni: tra il popolo illetterato era comune la credenza che i Cristiani commettessero diverse nefandezze, tra cui incesto (per il loro vivere in piccole comunità chiuse), cannibalismo (per la pratica di “mangiare il corpo di Cristo”), magia (per i miracoli che decantavano) e via dicendo.

2.       Sovversione dello stato: comune era il fraintendimento nella dichiarazione di Gesù come unico Re del mondo, come loro Re. Inoltre il non riconoscimento del culto dell’imperatore minava le basi stesse della coesione dell’impero.

3.       Lesa maestà: il rifiuto di riconoscere il culto imperiale.

4.       Diserzione nell’esercito: timore dei generali che i soldati convertitesi fuggissero per non imbracciare le armi (come gli ebrei).

5.       Ateismo: l’accusa più grave e per cui era sancita la morte.

Sull’ultimo punto deve essere spiegato. Per i romani il culto che si faceva agli Dei era garanzia della loro sopravvivenza e della loro “attività” nel mondo. La loro esistenza garantiva l’esistenza stessa del mondo, degli uomini e, soprattutto, dei Romani. Il culto era la pratica che l’uomo, lo stato e l’imperatore doveva agli Dei per la propria esistenza. L’imperatore era il capo non solo politico dell’Impero, ma anche Religioso, come massima autorità tutelare del buon servizio prestato agli Dei. Anche se l’esistenza degli Dei era già stata messa in dubbio (e gli atei, greci o romani messi a morte per questo)o le credenze erano diverse, il culto agli Dei era celebrato comunque. L’importanza non era crederci quindi, ma celebrare per garantire l’esistenza umana stessa. I Cristiani e i loro apologisti in modo molto manifesto negavano completamente l’esistenza degli Dei pagani e, non paghi, li denigravano, schernivano e oltraggiavano (come si legge chiaramente negli scritti di Minucio Felice, Clemente di Alessandria, Arnobio, Atenagora, Taziano, Teofilo ecc ). Negare l’esistenza degli Dei altro non era che un’ esplicita dichiarazione di Ateismo che quindi comportava la non partecipazione ai culti e, successivamente, la messa in crisi di tutta l’esistenza umana. L’equilibrio del potere imperiale e la stabilità dell’impero quindi ,minacciati da un gruppo di “perversi” (secondo la mentalità romana) che avevano sempre più adepti, in un momento di profonda crisi istituzionale e politica. Non per niente i primi a convertirsi furono proprio i reietti della popolazione, come donne e schiavi, gli stessi che già avevano accolto con entusiasmo i culti misterici che, come il Cristianesimo, prometteva loro una vita migliore dopo la morte.

Detto questo, le persecuzioni ebbero altri motivi, che vedrò caso per caso dopo. Si trattò di sporadiche iniziative imperiali che colpirono pochi individui per volta, per un totale, in tre secoli, di poche migliaia di martiri. Martiri, ben inteso, non solo Cristiani-Cattolici, ma appartenenti anche alle miriadi di sette più o meno estremiste che si erano andate a formare nei primi anni della storia Cristiana.

In ordine cronologico ecco le varie persecuzioni:

Nerone (54-68): non è da considerare assolutamente una persecuzione, perché non vi furono editti imperiali. Fu una sommossa popolare (promossa e fomentata da nerone che cercava di discolparsi dall’accusa di aver appicato lui l’incendio) di linciaggio verso i possibili (anche se improbabili) responsabili dell’incendio che distrusse parte della città. [motivi politici]

Traiano (98-117): fece un rescritto in cui specificava che i Cristiani non dovessero essere ricercati, ma processati solo dopo che qualcuno li denunciava come tali (se si trattava di illazione l’accusatore era condannato). Dava comunque la possibilità di salvasi dalla pena capitale se i colpevoli avessero dimostrato la loro lealtà allo Stato sacrificando almeno all’imperatore (non per forza a tutti gli dei). Comunque l’editto non fu particolarmente applicato, in molte provincie non fu mai preso in considerazione. Era una “persecuzione”, poi, solo individuale, non contro I CRISTIANI o il CLERO.

Settimio Severo (193-211): proibisce nel 202 il proselitismo, per cercare di arginare il continuo deteriorarsi della cultura e dell’identità romana. I martiri furono soprattutto  neofiti e catecumeni, ma anch’essi ebbero la possibilità di salvarsi sacrificando almeno all’imperatore. Tale persecuzione comunque durò pochissimo e fu seguita da un lungo periodo di pace.

Decio (149-251): è la prima vera persecuzione, ma non era rivolta contro i Cristiani ma contro chiunque non sacrificò all’imperatore per giurare fedeltà all’impero. Fu emesso infatti un editto che obbligava ogni cittadino romano a tale pratica. Finito il sacrificio veniva rilasciato l’attestato. Il numero dei martiri fu comunque esiguo perché in un anno l’editto decadde.

Valeriano (253-260): in due editti (257 e 258) dichiara che i bene appartenenti ai capi delle Chiese dovessero essere  confiscati. Lo stesso per chiunque fosse stato scoperto Cristiano. In quel periodo lo stato era in gravi difficoltà finanziarie e oltre ai beni della Chiesa l’imperatore si rivolse contro gli avversari politici e alcuni governatori provinciali. [motivi economici]

Diocleziano (284-305): si rivolse contro i Cristiani solo gli ultimi 2 anni di regno, in un tentativo di riorganizzazione religiosa  dello stato ormai sfaldatosi. La persecuzione comunque coinvolse solo i luoghi di culto e la consegna del materiale (come libri, testi ecc)cattolico alle autorità. Per chi consegnava tali documenti decadevano le accuse.  Con Galerio comunque si annullava l’editto precedente e i beni confiscati furono restituiti e il Cristianesimo fu dichiarato Lecito.

Come si è visto le persecuzioni furono poche, e i morti poche migliaia (nell’ordine dei 2000 o 3000).

Le motivazioni dell’Impero contro i Cristiani furono molte e tutte con una ragione (giusta o sbagliata non sta a noi giudicare). L’idea che ci furono milioni di morti solo per odio non è assolutamente storica né ha alcun tipo di base! Forse i linciaggi popolari possono essere tacciati da tale accusa, ma anche in questo caso non è di mia competenza.

BIBLIOGRAFIA:

Atlante Storico Garzanti, ed. Garzanti, 1999

Introduzione alla Storia di Roma, ed. Led, 2003

Storia della Chiesa, ed. Città Nuova, 2001

Storia Criminale del Cristianesimo, ed. Ariele, 2003

Storia e Metodi della Storia delle Religioni, ed. ISU, 2004

La vita delle Prime Comunità Cristiane, ed. Borla, 2002

De Natura Deorum, ed. Bur, 2007