Falsi Miti

SULLE  PERSECUZIONI ROMANE CONTRO I CRISTIANI

In primis specifico che prendo in considerazione gli anni compresi tra il I sec. e.V. e III e. V. Per seconda cosa è bene distinguere tra due tipi diversi d persecuzioni: quelle ufficiali, decise dall’imperatore romano, e quelle fatte dalla plebe (si parlerà in questo caso di linciaggio), ricordando che tali manifestazioni di violenza e intolleranza erano condannate dagli imperatori stessi come illegali. Per ovvi motivi storiografici mi concentrerò sulle prime, quelle ufficiali, spiegandone i motivi, le cause socio-politiche, le intenzioni economiche e sfatando il mito dei “milioni di martiri”. Mito perché se davvero fossero stati “milioni” non solo alcune delle provincie romane sarebbero state spopolate del tutto, ma l’impero stesso si sarebbe ritrovato senza alcuna popolazione (visto che la popolazione complessiva del mondo all’epoca non arrivava al mezzo miliardo di persone!!!).

Detto questo, un excursus sulla religio romana: non bisogna intenderla un “senso religioso” come lo è oggi, per esempio, il cristianesimo. La religione romana era un politeismo (comprendeva quindi un pantheon organizzato di divinità) non esclusivo: vuol dire che non credevano che i loro Dei fossero Veri e tutti gli altri Falsi, ma riconoscevano che ogni popolo aveva i propri Dei e miti, e che tali manifestazioni religiose fossero tutte vere (o almeno tollerabili). Non è raro infatti che, una volta conquistato uno stato, Roma assumesse nel proprio pantheon le maggiori divinità dei vinti e costruisse loro templi, per non lasciare Dei senza patria. Tanto erano convinti che ogni divinità fosse vera, che, per non far torto a nessuna di esse, avevano eretto un tempio (e istituito il culto) al Dio Ignoto! Che tradotto significa che, nel timore di dimenticarsi di qualche Dio, pregavano il Dio Ignoto che rappresentava tutti gli Dei che non conoscevano ancora! Oltre all’assunzione delle divinità, lo stato romano predicava la tolleranza verso ogni culto e religione che non andassero contro la decenza e la comune morale, come per esempio i culti orgiastici (che non furono però proibiti ma limitati) e la religione cartaginese ,che fu debellata (vi era la pratica del sacrificio di bambini, e per i romani era intollerabile).

Come mai, c’è da chiedersi, i Romani perseguitarono il Cristianesimo?

Il discorso sarebbe ampissimo e di bibliografie ce ne sono, quindi procederò con un riassunto.

Le accusa principali che si rivolgevano verso i Cristiani erano:

1.       Atti osceni: tra il popolo illetterato era comune la credenza che i Cristiani commettessero diverse nefandezze, tra cui incesto (per il loro vivere in piccole comunità chiuse), cannibalismo (per la pratica di “mangiare il corpo di Cristo”), magia (per i miracoli che decantavano) e via dicendo.

2.       Sovversione dello stato: comune era il fraintendimento nella dichiarazione di Gesù come unico Re del mondo, come loro Re. Inoltre il non riconoscimento del culto dell’imperatore minava le basi stesse della coesione dell’impero.

3.       Lesa maestà: il rifiuto di riconoscere il culto imperiale.

4.       Diserzione nell’esercito: timore dei generali che i soldati convertitesi fuggissero per non imbracciare le armi (come gli ebrei).

5.       Ateismo: l’accusa più grave e per cui era sancita la morte.

Sull’ultimo punto deve essere spiegato. Per i romani il culto che si faceva agli Dei era garanzia della loro sopravvivenza e della loro “attività” nel mondo. La loro esistenza garantiva l’esistenza stessa del mondo, degli uomini e, soprattutto, dei Romani. Il culto era la pratica che l’uomo, lo stato e l’imperatore doveva agli Dei per la propria esistenza. L’imperatore era il capo non solo politico dell’Impero, ma anche Religioso, come massima autorità tutelare del buon servizio prestato agli Dei. Anche se l’esistenza degli Dei era già stata messa in dubbio (e gli atei, greci o romani messi a morte per questo)o le credenze erano diverse, il culto agli Dei era celebrato comunque. L’importanza non era crederci quindi, ma celebrare per garantire l’esistenza umana stessa. I Cristiani e i loro apologisti in modo molto manifesto negavano completamente l’esistenza degli Dei pagani e, non paghi, li denigravano, schernivano e oltraggiavano (come si legge chiaramente negli scritti di Minucio Felice, Clemente di Alessandria, Arnobio, Atenagora, Taziano, Teofilo ecc ). Negare l’esistenza degli Dei altro non era che un’ esplicita dichiarazione di Ateismo che quindi comportava la non partecipazione ai culti e, successivamente, la messa in crisi di tutta l’esistenza umana. L’equilibrio del potere imperiale e la stabilità dell’impero quindi ,minacciati da un gruppo di “perversi” (secondo la mentalità romana) che avevano sempre più adepti, in un momento di profonda crisi istituzionale e politica. Non per niente i primi a convertirsi furono proprio i reietti della popolazione, come donne e schiavi, gli stessi che già avevano accolto con entusiasmo i culti misterici che, come il Cristianesimo, prometteva loro una vita migliore dopo la morte.

Detto questo, le persecuzioni ebbero altri motivi, che vedrò caso per caso dopo. Si trattò di sporadiche iniziative imperiali che colpirono pochi individui per volta, per un totale, in tre secoli, di poche migliaia di martiri. Martiri, ben inteso, non solo Cristiani-Cattolici, ma appartenenti anche alle miriadi di sette più o meno estremiste che si erano andate a formare nei primi anni della storia Cristiana.

In ordine cronologico ecco le varie persecuzioni:

Nerone (54-68): non è da considerare assolutamente una persecuzione, perché non vi furono editti imperiali. Fu una sommossa popolare (promossa e fomentata da nerone che cercava di discolparsi dall’accusa di aver appicato lui l’incendio) di linciaggio verso i possibili (anche se improbabili) responsabili dell’incendio che distrusse parte della città. [motivi politici]

Traiano (98-117): fece un rescritto in cui specificava che i Cristiani non dovessero essere ricercati, ma processati solo dopo che qualcuno li denunciava come tali (se si trattava di illazione l’accusatore era condannato). Dava comunque la possibilità di salvasi dalla pena capitale se i colpevoli avessero dimostrato la loro lealtà allo Stato sacrificando almeno all’imperatore (non per forza a tutti gli dei). Comunque l’editto non fu particolarmente applicato, in molte provincie non fu mai preso in considerazione. Era una “persecuzione”, poi, solo individuale, non contro I CRISTIANI o il CLERO.

Settimio Severo (193-211): proibisce nel 202 il proselitismo, per cercare di arginare il continuo deteriorarsi della cultura e dell’identità romana. I martiri furono soprattutto  neofiti e catecumeni, ma anch’essi ebbero la possibilità di salvarsi sacrificando almeno all’imperatore. Tale persecuzione comunque durò pochissimo e fu seguita da un lungo periodo di pace.

Decio (149-251): è la prima vera persecuzione, ma non era rivolta contro i Cristiani ma contro chiunque non sacrificò all’imperatore per giurare fedeltà all’impero. Fu emesso infatti un editto che obbligava ogni cittadino romano a tale pratica. Finito il sacrificio veniva rilasciato l’attestato. Il numero dei martiri fu comunque esiguo perché in un anno l’editto decadde.

Valeriano (253-260): in due editti (257 e 258) dichiara che i bene appartenenti ai capi delle Chiese dovessero essere  confiscati. Lo stesso per chiunque fosse stato scoperto Cristiano. In quel periodo lo stato era in gravi difficoltà finanziarie e oltre ai beni della Chiesa l’imperatore si rivolse contro gli avversari politici e alcuni governatori provinciali. [motivi economici]

Diocleziano (284-305): si rivolse contro i Cristiani solo gli ultimi 2 anni di regno, in un tentativo di riorganizzazione religiosa  dello stato ormai sfaldatosi. La persecuzione comunque coinvolse solo i luoghi di culto e la consegna del materiale (come libri, testi ecc)cattolico alle autorità. Per chi consegnava tali documenti decadevano le accuse.  Con Galerio comunque si annullava l’editto precedente e i beni confiscati furono restituiti e il Cristianesimo fu dichiarato Lecito.

Come si è visto le persecuzioni furono poche, e i morti poche migliaia (nell’ordine dei 2000 o 3000).

Le motivazioni dell’Impero contro i Cristiani furono molte e tutte con una ragione (giusta o sbagliata non sta a noi giudicare). L’idea che ci furono milioni di morti solo per odio non è assolutamente storica né ha alcun tipo di base! Forse i linciaggi popolari possono essere tacciati da tale accusa, ma anche in questo caso non è di mia competenza.

BIBLIOGRAFIA:

Atlante Storico Garzanti, ed. Garzanti, 1999

Introduzione alla Storia di Roma, ed. Led, 2003

Storia della Chiesa, ed. Città Nuova, 2001

Storia Criminale del Cristianesimo, ed. Ariele, 2003

Storia e Metodi della Storia delle Religioni, ed. ISU, 2004

La vita delle Prime Comunità Cristiane, ed. Borla, 2002

De Natura Deorum, ed. Bur, 2007

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