Chi o Come?

Ho seguito, emozionata, l’abiura di Galileo pronunciata durante il programma Crozza Italia.
Nel 2008, per un’atea, ma per CHIUNQUE, è ovviamente un’oscenità, la negazione di qualsiasi Ragione, Verità e Scienza.
Oggi me la sono riletta, e, oltre all’assurdità generale cui fu condannato Galileo, mi ha colpito una frase.
Riporto tutta l’Abiura:
 

Abiura di Galileo Galilei

Letta il 22 giugno 1633 

 

Io Galileo, fìg.lo del q. Vinc.o Galileo di Fiorenza, dell’età mia d’anni 70, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro l’eretica pravità generali Inquisitori; avendo davanti gl’occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l’aiuto di Dio crederò per l’avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la S.a Cattolica e Apostolica Chiesa. Ma perché da questo S. Off.o, per aver io, dopo d’essermi stato con precetto dall’istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere ne insegnare in qualsivoglia modo, ne in voce ne in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d’essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Sacra Scrittura, scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto l’istessa dottrina già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto d’eresia, cioè d’aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo e imobile e che la terra non sia centro e che si muova; Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d’ogni fedel Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non fìnta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla S.ta Chiesa; e giuro che per l’avvenire non dirò mai più ne asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simil sospizione; ma se conoscerò alcun eretico o che sia sospetto d’eresia lo denonziarò a questo S. Offizio, o vero all’Inquisitore o Ordinario del luogo, dove mi trovarò.

 

Giuro anco e prometto d’adempire e osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte; e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da’ sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate.

 

Così Dio m’aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le proprie mani.

 

Io Galileo Galilei sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 22 giugno 1633.

Io, Galileo Galilei ho abiurato come di sopra, mano propria.

 

La frase che mi ha colpito è quella sottolineata: "…crederò (…) tutto quello che tiene, predica e insegna la Santa Cattolica e Apostolica Chiesa." Galileo fu obbligato non a credere a DIO, ma a quello che la CHIESA diceva. Dio, nel caso specifico, era solo un aiuto, il MEZZO per credere ALLA Chiesa. Non il contrario.

Tale affermazione si ricollega alle riflessioni che mi hanno colta in questi giorni.

Oggi è forse più importante il MODO che il COSA?

Vale a dire, il MODO in cui si prega, si crede o si arriva a Dio è più importante di Dio stesso?

 

Tale riflessione è nata leggendo come i primi apologisti definivano la propria nuova fede: non Religione, ma Filosofia, riconoscendo al termine Religione un obbligo Cultuale che troppo spesso si allontanava dai veri CONTENUTI. I primi Cristiani infatti rigettavano l’idea di una Rituale Fisso, che tradotto, vuol dire che rifiutavano un Canone e una Ripetizione vuota di esso.

Lo si vede anche presso gli Ebrei: la stesura per iscritto della loro tradizione orale fu molto tarda, e fu dettata dal timore che tali tradizioni si perdessero (per le continue invasioni, per gli esilii lontani dal Tempio, ecc). Forte però era il timore che, una volta scritte, diventassero macigni dogmatici fini a sè stessi, diventassero "toppo fissi", non più in evoluzione con il pensiero teologico ebaico che tanto spesso li aveva cambiati. Gli ebrei risolsero con le correnti di II d.C. di reinterpretazione per liberi accostamento delle parole scritte nei testi, in modo tale da poterli reinterpretarli e riadattarli alle nuove necessità dogmatiche e civili (con alcune regole, ovviamente. Consiglio Bibbia, una Biografia per comprendere meglio)..

 

La Chiesa invece è NATA come Religione del Testo, nonostante proprio i Padri Fondatori volessero ovviare a tale problema chiamandola Filosofia e non Religione. Con l’andare dei secoli, comunque, il canone si stabilizzò e divenne l’UNICO accettabile, i rituali e i culti rinacquero (e divennero come quelli pagani: la mera ripetizione di gesti e formule) e da filosofia si ritonò a parlare di Religione.

Oggi, l’attenzione non è più sul Conoscere Dio, nè sull’Arrivare a Lui, ma solo sul MODO in cui lo si deve fare.

 

Diciamolo, le differenze tra Protestanti, Evangelici, Cattolici, Islamici, Ebrei ecc non sono sul DIO che pregano (E’ LO STESSO!!!!!), ma solo sul MODO con cui lo fanno (tralasciando estremisti ecc).

 

E il Modo è il cavallo di battaglia, in questo caso, della Chiesa.

Non bisogna credere a Dio, ma a quello che la CHIESA dice su di lui e su quello che la CHIESA indica come Via.

L’Atto di Fede Cattolico è l’apoteosi della negazione di qualsiasi RAGIONAMENTO del SINGOLO su DIO:

"Mio Dio, perchè sei verità infallibile

credo tutto quello che hai rivelato

e la santa Chiesa ci propone a credere (…)"

Quindi non SOLO quello che DIO ha detto, ma quello che la CHIESA dice di credere… distinguendo le due cose, si pone l’attenzione sul fatto che se Dio ha Rivelato certe cose, e la Chiesa ne propone altre (non solo quelle rivelate, altrimenti la formula della preghiera sarebbe stata diversa), allora certe cose che la Chiesa propone non sono state Rivelate da Dio.

Non più quindi Credere a Dio e alle Sue parole, ma a quelle della Chiesa, che, concretamente, nel fedele, si ritrovano come formule magiche-propiziatorie-cultuali imparate a memoria e spesso mai capite (oppure la Chiesa crede che tutti i Fedeli, compresa la Vecchietta o l’operaio con licenza media, siano Teologi).

 

Cito spesso il Credo ai Cattolici che mi passano sotto mano per vedere se sanno cosa professano, e i risultati sono ridicoli e tragici.

Il "generato non creato dalla stessa sostanza" non è nemmeno vagamento intuito dal fedele medio che frequenta la Chiesa tutti i giorni; "credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio." il Procede crea dilemmi insormontabili; "credo la Chiesa una santa cattolica e apostolica"…. siamo di nuovo lì.

 

Siamo quindi giunti alla nuova svolta della Fede?

Non più in Dio, ma nella scelta fatta da Terzi della PAROLE con cui adorarlo?

Queste masse di fedeli, cosa sanno di Dio?

Sanno sicuramente l’Atto di Dolore e tutto il calendario dei Santi (per festeggiare gli onomastici.. di solito non sanno nemmeno vagamente chi era il Santo e che ha fatto), ma non sanno nulla di Dio. Sanno poi che la loro Fede è l’unica Vera e giusta, senza ragionare sul fatto che il Dio che loro adorano è lo stesso IDENTICO Dio di altre 2 Grandi Religioni.

Da quanto il COME è diventato più importante del COSA?

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10 Responses to Chi o Come?

  1. The says:

    C’è una cosa che apprezzo dell’islam!
    Le correnti principali dell’Islam non ammettono né riconoscono clero e tanto meno gerarchie dal momento che si crede non possa esistere alcun intermediario fra Dio e le Sue creature.
    La chiesa invece, crede che il loro papa sia il vicario di cristo…eppure ci sono stati certi personaggi con quel titolo!
    Il vaticano è quanto di più lontano ci sia dalla figura del cristo!
    E stabilisce regole mai dette dal cristo, perchè il magistero del papa deve essere considerato infallibile quando viene espresso ex cathedra, cioè quando il papa esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Pertanto, quanto da lui stabilito «vincola tutta la Chiesa».
    Alla fine, che tu non uccida e non rubi, non conta se non vai a messa e non ti sposi!
    La forma che supera la sostanza!

  2. Alberto says:

    Il come è naturalmente più importante del cosa. Ricordi Russell? Sono i nessi logici fra le cose che contano, non le cose. Una carica negativa è tale solo perchè ne attrae una positiva. Un Dio è tale in funzione della forma in cui viene adorato E’ per questo che io mai mi sono interessato a Dio, ma solo ed esclusivamente alla religione.

  3. Zel says:

    Ma la religione non dovrebbe mostrare il dio all’uomo?1
    Qui mi sembra che abbiano perso ogni senso invece!

  4. GIUSEPPE says:

    La religione non deve mostrare niente! E’ solo un mezzo per dominare gli ignoranti. Sempre che non si preferisca bruciarli, impalarli o impiccarli. Come regolarmente avviene ancora da tante parti.

  5. Zel says:

    LA religione è la risposta allla paura dell’uomo verso ciò che non conosce.
    Un tempo era il fulmine, e infatti fu divinizzato; ora è la morte, e infatti è nata una religione ex novo che ti promette Vita dopo la morte e ti garantisce un fine per l’esistenza.
    Quando (SE) scopriemo cosa c’è realmente dopo la morte nasceranno nuove religioni.

  6. drago says:

    ho avuto la fortuna di passare un pomeriggio a parlare con una Persona di Cultura che si intende di queste cose. Già la religione(intesa come esistenza di un Dio)  è la risposta dell’uomo a ciò che non conosce. La morte. Propria o di chi gli è accanto, evento ancora più tragico. La vita di tutti i giorni con i suoi trabocchetti infami. il futuro ovvero  l’Incognita con la I maiscuola. e davanti a ciò che non si conosce si ha paura. E’ umano. Ed è umano cercare uno scoglio al cui aggrapparsi. Ecco. La religione è uno scoglio nella tempesta della vita.
    Poi il come e il cosa….sono dotato di una testa e penso. Anche se questo si chiama relativismo. E laggiù a Roma qualcuno va dicendo che il relativismo è male. Però l’idea galileiana è la dimostrazione che il pensiero corre più veloce della mano….rimango relativista.
    provocazione polemica, sottolineo a scopo simpaticamente ironico e non offensivo. Dopo la morte non c’è nulla. Solo materia che si disgrega e diventa altra materia!

  7. Patrizia says:

    Concordo con Lord Larry e aggiungo solo due postille:
     
    1) il dio ebraico è identico a quello cattolico solo per noi che concepiamo la rivelazione dei testi sacri come apposta dall’uomo. Ma per un cattolico il proprio dio non può essere identico agli altri perchè quello altrui non si è rivelato tramite i testi con cui si è rivelato il dio cattolico. Se la portata rivelatrice di un testo appartiene al testo di per sè, allora un dio non può compiere l’errore di dimenticare testi scritti da lui. Per cui per i cattolici necessariamente si tratta di dei diversi.
     
    2) Il come è più importante del cosa nella dimensione collettiva della religione. Lo slancio religioso personale è svincolato da qualunque politicizzazione. Nel momento in cui- a partire dal IV sec – il cristianesimo/cattolicesimo viene politicizzato, la corretta interpretazione di Dio diviene istituzionalmente ad unico appannaggio della chiesa. per cui credere in lei implica il credere al dio che sponsorizza, ovvero l’unico. Capisco bene la pericolosità di tali affermazioni, ma cara zel un cattolico tale pericolo e tale insensatezza non li vede neanche. perchè per un fedele cattolico il dio in quanto tale e il dio della chiesa coincidono, e dunque la chiesa – quando parla di Dio – non può sbagliare, è infallibile. come lo è il pontefice quando parla ex cathedra.
     
    ciau ciau, e guarda che forse i primi di giugno sto a milano…. festa grande!!!! ahahah

  8. Patrizia says:

    aggiungo:
    quando dico che credere nella chiesa implica il credere al dio che sponsorizza, intendo chiaramente dire anche l’inverso. Credere nel dio implica di per sè credere nella chiesa. IL COME E IL COSA SONO INSCINDIBILI NELLA RELIGIONE, POICHè è ISTITUZIONALIZZATA. PUOI SCINDERLI NEL SENSO RELIGIOSO PERSONALE MA NON NELLA RELIGIONE ORGANIZZATA.

  9. GIUSEPPE says:

    Mi pare di capire che ci sono testi sacri e "testicoli"= testi di minore importanza, per convincere l’essere umano che v’è qualcosa al di là della morte. Fra il cristianesimo e l’Islam preferirei quest’ultimo, per le prospettive più allegre dell’aldilà. Il poeta satirico settecentesco Batacchi sintetizzava così la permanenza dei fedeli islamici in un paradiso popolato di fascinose Urì: "mangiavano, bevevano e fottevano / fottevano, mangiavano e bevevano".
    Simpatico, no?

  10. Giorgio says:

    Argomentazione tanto giusta quanto tsconfortante.
    Personalmente preferisco appuntare la mia attenzione su "…Eppur si muove."

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