I soldi sono miei e guoi a chi li tocca

Nonostante i milioni di esempi di volontariato e aiuto che il terremoto in Abruzzo ha suscitato in tutto i mondo (l’Albania, paese tutt’altro che agiato, ha donato 50 mila euro per la ricostruzione di L’Aquila), c’è anche chi se n’è fregato altamente, acaparrandosi i propri soldi e mandando a quel paese chi di soldi non ne ha nemmeno per comprare il pane.
Ebbene sì, è più importante pagare gli addobbi della Chiesa di Piane D’Archi, che devolvere le donazioni ai bisognosi, nonostante tutto il paese si sia schierato contro l’avaro parroco.
 
 Il terremoto
  Gli addobbi che vorrebbe mettere il Don
Ecco le notizie (come sempre, da più fonti):
 

Piane d’Archi (CH): niente soldi della festa agli sfollati

Avevano raccolto 10.000 euro per una festa religiosa, che in seguito al terremoto è stata però cancellata. I fedeli cattolici di Piane d’Archi, in provincia di Chieti, hanno pensato che sarebbe stato giusto devolvere quella somma ai terremotati. Il parroco ha però detto loro di no: secondo quanto riporta il sito del Messaggero, il parroco ha detto che su quei soldi i cittadini non hanno più alcun diritto, anche perché la chiesa ha già aiutato i terremotati. I fedeli hanno protestato con una lettera, invitando la popolazione a “disertare tutte le funzioni e a dire basta a questa arroganza e cattiveria”, e il parroco a lasciare il paese. Controreplica del parroco: la lettera è “sgarbata, falsa e disonesta”, e i fondi sono già stati destinati alla festa del Cristo Salvatore.

http://www.uaar.it/news/2009/04/16/piane-archi-ch-niente-soldi-della-festa-agli-sfollati/

PIANE D’ARCHI. Una lettera anonima, una email firmata e una telefonata con don Michele Sorino della parrocchia di Piane D’Archi. Tutto ruota intorno ad un «piccolo capitale», come lo chiama il don: 10 mila euro raccolti nella frazione (400 anime) per la festa pasquale.
Quando i cittadini hanno proposto di devolvere la somma in favore dei terremotati abruzzesi il parroco si è opposto.
«Quando si dona una torta al nonno», ha detto don Michele a PrimaDaNoi.it, «è il nonno che la gestisce».
Ogni anno in paese si raccolgono i soldi per la festa del cosiddetto “ottavo di Pasqua”.
«Quest’anno», racconta Leonardo Vitullo, un cittadino di Piane D’Archi, «la raccolta è stata interrotta in anticipo a causa del terremoto, ma si è comunque arrivati ad una somma ingente che i cittadini avrebbero voluto devolvere in favore dei terremotati. Il parroco però», continua Vitullo, «quando il comitato organizzatore ha illustrato la proposta, ha rifiutato sostenendo che quei soldi sono necessari per la chiesa di Piane D’Archi. Al termine della messa di Pasqua il prete ha quindi comunicato che la festa non ci sarebbe stata, che sui soldi donati i cittadini non avevano più alcun diritto e che è lui l’unico a poter decidere cosa fare di quella somma. Ha, inoltre, aggiunto che quei soldi ai terremotati non servono in quanto la chiesa ha già pensato ad aiutarli».
E nella piccola frazione da qualche giorno sta circolando anche una lettera anonima che racconta più o meno la stessa vicenda. «Non sappiamo chi l’abbia scritta», assicura Vitullo.
Nel testo compaiono espliciti riferimenti ai maghi televisivi denunciati dal programma “Striscia la notizia”: Don Michele Sorino viene paragonato al maestro Do Nascimento, mentre la suora che con lui convive è paragonata a Vanna Marchi.

DON MICHELE: «LA TORTA E’ DI CHI LA RICEVE»

Pronto don Michele, cos’è questa storia dei 10 mila euro non donati agli sfollati?
«Lei dà credito alle lettere anonime?», risponde infastidito il parroco, con la sua voce fine al telefono.
Veramente la chiamo perché abbiamo ricevuto una email, firmata.
«Se lei è una giornalista deve raccontare come sono andate veramente le cose e per prima cosa le dico che le lettere anonime non vanno commentate ma solo cestinate».
Poi il presule si convince a raccontare la sua versione dei fatti.
«Ho deciso insieme al comitato cosa fare di quella somma di denaro. Il comitato, per motivo di lutto ha deciso di non fare la festa e rimandarla al prossimo anno. I soldi raccolti verranno utilizzati per quella manifestazione. E’ un atto di giustizia. Noi raccogliamo i soldi per un fine», racconta ancora don Michele con molta fermezza, «e quel fine va rispettato. Sarebbe contro la legge universale cambiare la destinazione d’uso».
Ma i cittadini avrebbero preferito devolvere quei soldi ai terremotati, come gesto di solidarietà…
«Ma lei lo sa che il proprietario è chi riceve non chi ha dato? Se lei regala la torta al nonno sarà il nonno a gestirla. Non possono saltare fuori persone adesso che dicono “ah.. perché non diamo quei soldi agli sfollati…”»
Quindi i 10 mila euro serviranno per l’anno prossimo? «Posso dirle informalmente che restano a disposizione della parrocchia e magari verranno utilizzati per altre feste, prima tra tutte quella di Santa Rita il prossimo 22 maggio».
Don Michele ha anche assicurato che se i suoi fedeli vorranno lui è disposto ad aprire una nuova raccolta fondi: «possiamo metterci insieme e fare questa raccolta, motivando il fine fin dall’inizio, però».
Già domenica prossima, come disposto dal Vescovo Bruno Forte, le offerte verranno devolute agli sfollati.

Alessandra Lotti 16/04/2009 12.59
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/print.php?storyid=20234

 Festa di Santa Rita

 Gli sfollati del terremoto

Chieti, fedeli vogliono donare fondi festa agli sfollati, ma il parroco dice no

CHIETI (16 aprile) – Hanno accusato in una lettera il loro parroco di «azioni che neanche un criminale avrebbe il barbaro coraggio di commettere». Il motivo del contendere la decisione dei fedeli di Piane d’Archi, frazione di Archi, piccolo centro del Chietino, di donare agli sfollati i 10.000 euro raccolti per una festa religiosa, poi annullata causa terremoto. Don Michele però si è opposto e spiega: «Non sono contro i terremotati. Ma faremo una specifica raccolta domenica prossima».

Quando il comitato organizzatore ha illustrato la proposta, il parroco ha detto che su quei soldi i cittadini non hanno più alcun diritto, anche perché la chiesa stessa ha già aiutato i terremotati. Don Michele giudica la lettera «sgarbata, falsa e disonesta» spiegando che è contrario a dirottare i soldi raccolti perché già destinati alla festa del Cristo Salvatore. «Ci sarà – annuncia – una raccolta specifica domenica prossima, come previsto in tutte le parrocchie della diocesi».

Gli autori della lettera invitano la popolazione a «disertare tutte le funzioni e a dire basta a questa arroganza e cattiveria», invitando don Michele ad «andarsene via».

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app … ;desc_sez=

Piane d’Archi (Chieti) – “Prete o ladro? E’ arrivato il momento di dire basta. Il nostro caro parroco compie azioni che neanche un criminale avrebbe il barbaro coraggio di commettere”. E’ la denuncia anonima di alcuni cittadini di Piane D’Archi, frazione di Archi (Chieti), che, con una lettera, criticano duramente il proprio parroco, Don Michele Sorino, per non aver voluto donare circa 10mila euro, raccolti nell’ambito dell’organizzazione di una festa comunale, agli abruzzesi colpiti dal tragico sisma dello scorso 6 aprile.

Ogni anno in paese si raccolgono i soldi per la festa del cosiddetto “ottavo di Pasqua”. Quest’anno la raccolta è stata interrotta in anticipo a causa del terremoto, ma si è comunque arrivati ad una somma ingente che i cittadini avrebbero voluto devolvere in favore dei terremotati. Il parroco però, quando il comitato organizzatore ha illustrato la proposta, ha rifiutato sostenendo che quei soldi sono necessari per la chiesa di Piane D’Archi. Al termine della messa di Pasqua il prete ha quindi comunicato che la festa non ci sarebbe stata, che sui soldi donati i cittadini non avevano più alcun diritto e che è lui l’unico a poter decidere cosa fare di quella somma. Ha, inoltre, aggiunto che quei soldi ai terremotati non servono in quanto la chiesa ha già pensato ad aiutarli.

Gli autori della lettera invitano la popolazione, a detta loro “sdegnata, schifata e amareggiata”, a “disertare tutte le funzioni e a dire basta a questa arroganza e cattiveria”, invitando Don Michele Sorino ad “andarsene via”.

“La domenica dopo Pasqua – si legge nella lettera – nel nostro paese c’è la festa, e per questa ricorrenza si raccoglie del denaro, c’è gente che è rimasta senza casa e la cosa migliore da fare è dare un aiuto concreto. Ma Do Nascimento con l’aiuto occulto di Vanna Marchi fa tutto il contrario di quello che qualsiasi persona con un briciolo di umanità farebbe”. Nel testo compaiono espliciti riferimenti ai maghi televisivi denunciati dal programma “Striscia la notizia”: Don Michele Sorino viene paragonato al maestro Do Nascimento, mentre la suora che con lui convive è paragonata a Vanna Marchi.

http://lorenzodolce.blogspot.com/

Bell’esempio di Carità e Povertà…

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