La storia del mio ateismo

Mi è stato chiesto più e più volte come sono diventata atea e quando.

Così, stufa di doverlo spiegare a piccoli frammenti a miriadi di persone diverse, ecco qui la mia storia.

Sono diventata atea esattamente il giorno della mia Prima Comunione, in terza elementare, a Maggio.

Come tutti, avevo frequentato il catechismo, fatto la Prima Confessione in seconda elementare, e mi ero preparata trepidante ed emozionata al Vero Incontro con Gesù. Ero chirichettina e pretendevo di andare alla messa in prima fila, per essere la “prescelta” nel portare “i doni all’altare”, come si usa nella chiesa su in montagna, dove passavo tutti i week end.

Il giorno della Prima Comunione, vestita un po’ alternativa ma con il cerchiettino in testa (suppellettile che odiavo), seguì tutta la cerimonia (di cui non riuscivo a capire una singola parola… ma, pensavo, avrei avuto un’illuminazione dopo la comunione) e mi misi in fila con tutte le altre bambine per la Comunione. Arrivò il mio turno, mangiai l’ostia e… NIENTE. Nessuno fulminazione, nessuna “forza divina” che mi invadeva… niente. “Ne prendo atto: mi hanno detto un sacco di bugie su sta cosa”… a 9 anni non si è completamente idioti! Guardai le mie compagne: tutte a piangere come fontanelle… “Che esagerate”. E lì ebbi una fulminazione: non piangevano perché avevano “sentito” Gesù, ma per SUGGESTIONE! Dovevano piangere, è così che si usava ed era così che ci avevano detto che avremmo dovuto reagire! E loro, brave percorelle, seguivano il gregge senza pensare con la propria testa. Finita la noiosissima solfa del prete, chiesi alle mie amiche se avevano sentito Gesù: “No” mi dissero; “Perché avete pianto allora?” “Perché ci avevano detto che doveva andare così, che ci saremmo commosse per il dono ricevuto”… bene, confermarono quello che avevo intuito.

Il primo giorno del catechismo esposi tutto quello che era accaduto alla catechista, che fu in grado di dirmi solo “O non hai pregato abbastanza, o capirai quando sarai grande”… “Come quando sarò grande?! Mi fate fare una cosa che non posso capire, mi fate restare male perché non la capisco, e poi mi dite che non la POSSO capire e che devo aspettare?! E allora perché non me la fate fare da grande in modo che la capisca subito senza sentirmi stupida?!” E con questa uscita mi beccai la prima convocazione dei genitori dal prete.

In quinta elementare mi trasferì in provincia, e il prete della nuova chiesa mi proibì di fare ancora la chirichetta (che ormai vedevo come semplice ruolo prestigioso più che spirituale): mi disse che le donne non devono stare vicino all’altare perché è stata colpa di Eva se l’umanità è stata condannata; quindi, proseguì, Dio vuole che noi stiamo in disparte e che lasciamo le cose sacre agli uomini. Risposi a tono “Quindi Dio mi discrimina perché sono femmina! Che stronzo!”… seconda convocazione dei miei dal prete, il primo giorno nel nuovo oratorio.

In prima media finalmente i miei iniziarono ad aprire gli occhi: 5 note sul diario prese nell’ ora di religione nel primo quadrimestre. E tutte per la stessa questione: il don  ci spiegava che Dio non è come Gesù, che era un maschio: Dio è puro spirito senza corporeità e definizioni anatomiche. Al ché affermai: “Allora, se non è un maschio, lo chiamerò Dea e mi riferirò a lei solo in termini femminili”… fu il “dramma”… note e urlate (anche dai miei) per “vilipendio alla religione”… quando mi chiesero perché mi comportavo così risposi “Se non è né maschio né femmina posso chiamarla come voglio, e se non lo accetta allora è una Dea idiota”. I miei smisero di mandarmi sia a catechismo che all’ora di religione, perché ormai era chiaro cosa pensassi di tutta quella roba.

Alle superiori eravamo solo in 4 in tutta la scuola (o quasi) a non fare religione, così iniziai a essere infastidita … “Perché non la fai? Perché non credi? Ma lo sai che la Bibbia condanna quelli come te?” e via dicendo … avevano ragione, non potevo definirmi Atea se non conoscevo quello che rinnegavo. Cambiai il mio stato in “agnostica” e in prima superiore mi lessi tutto l’Antico Testamento in 15 giorni. Iniziai a controbattere a quello che mi dicevano, pure in casa, dove mia madre era diventata catechista. Più studiavo le oscenità dell’Antico Testamento più mi gongolavo del fatto che la maggior parte dei credenti si definisse tale solo per comodità e non perché sapeva realmente cosa andavano in giro ad affermare… iniziai a tormentare tutti con la storia di Lot, che prima cerca di dare in pasto le proprie figlie verginelle a una folla inferocita, e poi se le scopa lui, mettendole incinta. Metà della gente non sapeva nemmeno chi fosse Lot, l’altra metà non aveva mai sentito quella storia.

In terza superiore vidi il film “Stigmate” che parlava di “Vangeli Apocrifi”: “Cosa?!?!? Ma non sono 4 e solo 4 i Vangeli mai scritti?!”.. beata ignoranza. Mi precipitai in libreria e mi comprai il mio primo libro sul tema “I Vangeli Apocrifi”… ne rimasi ammaliata. Lo divorai in 3 giorni (e mi innamorai del Vangelo di Tommaso) e corsi in biblioteca a cercare altro … trovai la MIA “Bibbia”: “Piccola storia del diavolo”, di Minois … lo lessi tutto in 3 ore … dopo una settimana ne citavo intere pagine a memoria. Da quello passai agli studi di demonologia di Alfonso di Nola e iniziai a frequentare le librerie esoteriche, che erano le uniche con materiale di critica e studio sui testi sacri del cristianesimo. Divorai “Il Diavolo” e passai a “Piccola Storia dell’Inferno”; da lì al “Tractatus Satanicus” e alla “Bibbia Satanica” di La Vey… più studiavo, più mi convincevo del mio ateismo. Ritornai a definirmi atea e finalmente iniziavo a conoscere abbastanza bene la bibbia, gli apocrifi (intanto mi ero letta anche i libri apocrifi dell’Antico Testamento) e la storia di alcune dottrine teologiche. Iniziai a discutere, soprattutto, delle diverse visioni del male all’interno dell’Antico Testamento.. l’evoluzione della figura di satana, da braccio destro di dio a malvagio antagonista, fino a neo-demiurgo.  Discutevo con i miei, con gli amici e con i preti che bazzicavano casa mia (i miei ne conoscono davvero troppo)… c’era chi mi apprezzava (il Don Bianchi: “Il problema del Cristianesimo è che da una risposta a una domanda che l’uomo non si è mai fatto … e solo gli idioti ci cascano”… mi sono sempre chiesta perché fosse finito a fare il prete …) e chi diceva ai miei di darmi dei limiti, che mi stavo rovinando la vita e che la Chiesa tollera ma non perdona… “Francamente, pensavo, la Chiesa avrà di meglio da fare che stare dietro a una 14enne isterica”.

Alle lezioni di Bioletica in quarta superiore conobbi il mondo dei Razionalisti e degli Utilitaristi e mi sentì finalmente a casa: non ero solo io a pensare che le uniche cose vere sono quelle dimostrabili e oggettive. Elaborai il mio personale ateismo, che parte dalla considerazione che se non fossi nata in un paese religioso, non avrei mai pensato all’esistenza di un divino… nulla rendere accettabile l’ipotesi dell’esistenza di un sovra umano, visto che non c’è nulla che ne suggerisca l’esistenza. Ergo, non prendo in considerazione la domanda “Dio esiste?” perché a priori è da irrazionali porsela … se non c’è nulla che giustifichi nemmeno l’ipotesti che esista un sovraumano, in quanto nulla indica in quella direzione, allora sono atea a priori, vale a dire che il mio ateismo non è una risposta alla domanda “Per te esiste Dio?” ma solo una constatazione della realtà oggettiva che studio e conosco.

Conclusi le superiori sapendo tutto quello che c’era da sapere di demonologia, di antico testamento e di dottrina fondamentale della chiesa.

All’università mi accorsi che basavo tutte le mie conoscenze su studi fatti da terzi … e che la mia fonte principale, la Bibbia, mi era sconosciuta nella forma: chi l’aveva scritta, come, quando, perché?

Nel giro di due anni comprai e lessi circa 24 libri di esegesi biblica, di studi sulle composizioni, sugli autori ecc… attinsi sia da autori atei che credenti, per essere imparziale. Mi feci espellere dal corso di Teologia I obbligatorio nella mia università per una discussione col teologo in cui gli davo velatamente dell’idiota per la sua posizione nominalista… quando gli studenti applaudirono alla mia arringa, fui bandita dal corso. Ripiegai su un corso di “Simbologia Bibilica”, che mi avrebbe dato i crediti comunque: 30 con lode; l’anno dopo diedi Le Prime Comunità Cristiane: secondo trenta. In segreteria feci cambiare parte del mio piano di studi per inserire Storia delle Religioni nel mio curriculum e iniziai a sviluppare il linguaggio specifico e appropriato per poter parlare in modo corretto delle religioni. Intanto, mi lessi il Corano, il Libro dei Morti Tibetano e qualche sporadico altro testo sacro di altre religioni, giusto per farmi una cultura generale. Imparai le basi di ebraico a 23 anni per poter confrontare i testi e i vocaboli con quelli in lingua originale.

Intanto approfondivo certi argomenti, scoprivo il mondo degli atei e finalmente iniziai a conoscere persone che la pensavano come me.

Aprì il blog… e dopo un lungo processo (mai finito) di studi e approfondimenti iniziai a scrivere i miei post…

Posso assicurare che in tutto questo non sono mai stata una drogata, una ubriacona, una pervertita. Non sono mai stata arrestata, mai preso una multa (se non per divieto di sosta, una volta, a Imperia) né mai fatto o provocato incidenti. Aiuto il centro di Villa Luce di Milano da quando ho 15 anni e da quando ne ho 19 collaboro con la Caritas e i Focolarini per i progetti di sostegno e di istruzione nel Terzo Mondo. Non osanno il denaro, ma anzi, che ci sia o meno proprio non mi tocca. Non ho vizi se non le sigarette (che sto diminuendo): sono praticamente astemia da 4 anni, ho preso un’unica sbronza in vita mia a 18 anni; non fumo una canna da 3 anni e non ho mai provato nient’altro. Ho una sana alimentazione e mi sforzo di avere una sana vita fisica. Faccio meditazione quasi ogni giorno. Sono stata gravemente malata, ma non ho mai accusato nessuno né divinità in primis. Ne sono uscita da sola senza ricorrere a divinità. Sono stata discriminata perché atea e additata in strada. La mia famiglia è fondamentalmente cattolica, con un paio di mussulmani, qualche buddista, delle simpatizzanti dei culti celtici.

Sono, quindi, una persona normale (e non come si legge nelle testimonianze di certi siti evangelici, una depravata in cerca di dio), sana, equilibrata, con i suoi drammi e con le sue gioie. Inutile dirmi “TU non lo sai ma cerchi dio”, “Sei una persona vuota”, “Il tuo dio è il denaro”, “Il tuo ateismo è frutto di possessione demoniaca”, “Porti la morte a chi credi di aiutare perché quello che fai non proviene da dio ma da satana”, “Sei polvere morta che calpesteremo” ecc… mi fate pena, quando mi dite certe cose, e non fate altro che confermare  tutto quello che credo/so delle religioni (e sono cose molto poco lusinghiere).

Quindi, eccomi qui, Zel.