Dopo Elezioni

Possiamo leggere oggi, su qualsiasi giornale nazionale, i risultati delle elezioni, le opinioni, i giudizi di quanto successo: Berlusconi che la prende nel culo: altro che “schacciante maggioranza” come aveva vaticinato; il Pd che oltre a prenderla nel culo si copre pure di ridicolo perchè afferma “E’ un risultato degno di nota”; e Lega e Italia dei Valori che con ottime ragioni esultano, rivelandosi la prima essere ormai il vero partito di destra e la seconda come unica e valida alternativa a una sinistra di imbecilli.
 
Riporto invece quello scritto da un giornale straniero, il El Pais, spagnolo, a cui dobbiamo la libertà di stampa e di informazione: è lui, ormai, che racconta a noi itlaiani gli scandali di questo governo oscurantista, che, pochi giorni fa, ha pure approvato il Decreto Dalia che ci ha fatti declassare da “Paese Libero” a “PAESE SEMI LIBERO” nelle classificaizoni internazionali… vergognoso oltre ogni limite, il decreto è passato quatto quatto zitto zitto, e nemmeno ce ne siamo accorti… popolo di imbecilli anche noi, al pari degli imbecilli che continuiamo a votare. Abbiamo quello che ci meritiamo, non c’è dubbio. Così, mi tocca leggere le notizie di politica italiana sui quotidiani stranieri, e prendermi la briga di tradurli in italiano per farvi leggere cosa all’estero hanno capito di noi italiani.
E’è un barlume di speranza: riconoscono che per quanto popolo di idioti, un minimo ci stiamo svegliando anche noi… Berlusconi non ha travinto e non abbiamo premiato il Pd, quindi prioprio senza speranze non siamo.
 

Un Berlusconi  con l’opposizione a pezzi si libera dall’indebolimento

La sinistra perde consensi a favore dell’Italia dei Valori del giudice Di Pietro

Con una partecipazione del 67%, una delle più alte d’Europa ma con sette punti in meno rispetto a cinque anni fa, 50 milioni di italiani hanno eletto tra sabato e ieri i propri 72 eurodeputati. Le elezioni coincidevano con le elezioni municipali in 30 capoluoghi e in  4281 municipi, e con le provinciali in 64 territori del paese.

Le proiezioni per le europee indicano che Silvio Berlusconi segue ad essere l’opzione preferita: il Popolo della Libertà ha ottenuto il 35% dei voti. Però il risultato è peggiore rispetto a quello che annunciarono le interviste e i sondaggi a ridosso delle elezioni, e si situa cinque punti in meno del pronostici che aveva fatto il Presidente del Consiglio.

Si tratta di una vittoria “pirrica” (dimezzata, non completa n.d.a.) del Cavaliere. Si dirà che Berlusconi vince perché non ha un avversario forte. Vince perché non c’è altro da votare. Vince comunque perdendo tra uno e due punti, e perdendo molte migliaia di voti rispetto alle elezioni generali di un anno fa, quando ottenne il 37%, e rispetto alle ultime europee, nelle quali la coalizione di destra ottenne il 44% senza contare i voti della Lega.

Una prima analisi suggerisce che molti votanti di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini hanno disertato le urne dopo la fusione del partito con Forza Italia. Mentre la crescita della xenofoba Lega Nord ( che hanno raggiunto il 10% rispetto al 5% del 2004) indica che le assurde dichiarazioni di Berlusconi (quelle su una vittoria schiacciante, n.d.a.) hanno avuto riscontro minimo pure nel cattolico e prospero nord-est del paese.

Il Partito Democratico è, come ci si aspettava, il più colpito della giornata. Non solo non infligge alcun castigo a Berlusconi ma a mala pena evita un disastro comunque annunciato. Secondo le previsioni, ottiene il 26,5% dei voti, quasi sette punti in meno di quelli che ottenne Walter Veltroni a seguito della campagna del “si può fare” nel 2008 (33%).

Il diviso gruppo riformista, guidato dall’ex democristiano Dario Franceschini, paga la sua ignavia e la mancanza di forza nell’essere leader. Però, su tutto, paga la propria mollezza, la sua decisione di non attaccare Berlusconi frontalmente, come dimostra, dall’altra parte, lo spettacolare consenso ottenuto dall’Italia dei Valori, dell’ex giudica Antonio di Pietro, che secondo le proiezioni quasi raddoppia i risultati del 2008: dal 4,3% al 8%.

Il crollo di partecipazioni alle europee – registrato ugualmente nelle elezioni locali ma in modo più lieve – pare rivelare una disillusione stanca degli elettori dopo il deplorevole spettacolo politico che l’Italia ha dato negli ultimi tempi. Il paese continua a votare, ma emette segnali di disapprovazione verso le forze teoricamente moderate (centro-destra e centro-sinistra, n.d.a.). Forse perché ha vissuto un mese segnato dagli scandali: dopo le veline candidate, il Noemigate e le feste di Villa Certosa, passando per la sentenza sul caso Mills (l’avvocato britannico condannato per aver testimoniato il falso per favorire Berlusconi in due processi) e le indagini sul presunto abuso di potere nell’uso dei voli di Stato.

Comparando i risultato con quelli del 2004, il crollo del centro-sinistra è allarmante. La coalizione di otto partiti riuniti attorno all’Ulivo di Romano Prodi aveva ottenuto un trionfo con il 46% dei voti, di contro al 44% del centro-destra, e 37 seggi contro i 36 di Berlusconi.

Questa volta, il nascente PD e la fusione di Forza Italia con Alleanza Nazionale sembravano aver consacrato il sistema del bipartitismo.  E invece no. I due grandi partiti sommati ottengono il 62% dei voti, mentre i partiti estremisti di ambo le parti, la Lega per la destra e la giustizialista Italia dei Valori per la sinistra, con il democristiano UDC in mezzo (che si accaparra il 6,3%), resistono dal scomparire dalle mappe politiche. La somma dei tre ottiene il 25% dei voti.

Berlusconi ha votato verso le sette di sera a Milano. Ai suoi simpatizzanti ha detto che il cartellino di Kakà al Real Madrid non è ancora cosa fatta. A quell’ora, il giocatore era alle visite mediche in Brasile.

L’incidente del giorno lo si deve all’amica napoletana del Presidente del Consiglio, Noemi Letizia, di 18 anni, che è andata a votare su una Mercedes al collegio di Portici. Il presidente del seggio ha chiuso le porte affinché la giovane potesse votare tranquilla con i suoi familiari, tra le proteste dei giornalisti e dei cittadini. All’uscita, è stata scortata dalla polizia tra le urla di “vergognati” e “privilegiata”.

http://www.elpais.com/articulo/internacional/Berlusconi/oposicion/fracturada/libra/desgaste/elppgl/20090608elpepiint_7/Tes

 

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One Response to Dopo Elezioni

  1. Marco says:

    La sconfitta netta è del PD ma c’era da aspettarselo visto che quest anno praticamente non ha fatto opposizione. Sicuramente premiato invece Di Pietro, anche se in molti hanno volutamente ignorato il risultato. Diciamo che forse qualche italiano si è svegliato dal torpore mentale in cui era caduto, anche se purtroppo sono ancora pochi. Il successo della Lega è da attribuire probabilmente alle riforme in materia immigrazione e al fatto aver saputo cogliere (soprattutto nelle amministrazioni locali) i bisogni dei cittadini. Sabato ero ai wind music awards che si sono tenuti all’arena di Verona, pensa che quando è salito sul palco il sindaco Tosi (leghista) c’è stata quasi una standing ovation, quasi maggiore di quella riservata alle star che si sono succedute durante la serata. A me personalmente non piace proprio come sta amministrando la città ma io non sono razzista come molti dei miei concittadini. Uno che si batte contro gli immigrati e per la sicurezza in questa città vince facile.Chiudo segnalandoti un piccolo errore nell’articolo: si dice che Berlusconi rispetto alle europee ha perso molto ma ad onor del vero il dato è sbagliato. Quel 44% era di tutta la coalizione del centro-destra formata da FI (21%), AN (11,5%), UDC (6%), socialisti uniti (2%) e Lega Nord (5%) (tra l’altro fa 45% circa). Il giusto confronto va fatto sommando solo FI e AN che ottennero il 32,5%. Quindi il PDL diciamo che ha perso rispetto alle scorse politiche ma guadagnato rispetto alle europee 2004. per il resto ottimo articolo di El Pais, sicuramente meno fazioso e più obiettivo rispetto ai nostri quotidiani.

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