Genesi 1,1-5: italiano, latino, greco, ebraico

Vorrei analizzare in maniera molto semplice l’inizio del libro della Genesi.

Siamo tutti abituati a leggere la Bibbia in traduzione, senza porci il problema del modo in cui il testo è stato tradotto. A differenza di testi “laici”, che già portano con se in traduzione il problema dell’interpretazione, i testi “sacri” offrono molti più problemi, perché ad oggi, con una tradizione religiosa ben radicata, si cerca nei testi antichi le conferme dei propri “pre-giudizi” teologici. Nel corso dei secoli i testi sono stati tradotti da una lingua all’altra, e durante questi passaggi ogni traduttore ha dato la propria personale interpretazione ai vocaboli, che spesso ci sono giunti tradotti in modi che si allontanano di molto dal senso originale che aveva oggettivamente il testo.

Genesi 1,1-5 già pone sfumature diverse che si legga in Bibbie cattoliche o in Bibbie evangeliche.

 

La versione CEI-Gerusalemme recita:

“1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno”

 

La versione Nuova Diodati recita:

1 Nel principio DIO creò i cieli e la terra. 2 La terra era informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell‘abisso; e lo Spirito di DIO aleggiava sulla superficie delle acque. 3 Poi DIO disse: "Sia la luce!". E la luce fu. 4 E DIO vide che la luce era buona; e DIO separò la luce dalle tenebre. 5 E DIO chiamò la luce "giorno" e chiamò le tenebre "notte". Così fu sera. Poi fu mattina: il primo giorno.”

 

La versione Diodati recita:

1 NEL principio Iddio creò il cielo e la terra. 2 E la terra era una cosa deserta e vacua; e tenebre erano sopra la faccia dell‘abisso. E lo Spirito di Dio si moveva sopra la faccia delle acque. 3 E Iddio disse: Sia la luce. E la luce fu. 4 E Iddio vide che la luce era buona. E Iddio separò la luce dalle tenebre. 5 E Iddio nominò la luce Giorno, e le tenebre Notte. Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il primo giorno.

La versione Riveduta recita:

1 Nel principio Iddio creò i cieli e la terra. 2 E la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. E Dio disse: 3 ‘Sia la luce!’ E la luce fu. 4 E Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. 5 E Dio chiamò la luce ‘giorno’, e le tenebre ‘notte’. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno.”

 

Ho sottolineato in rosso tutte le parole che nella versione ebraica sono diverse o non ci sono proprio scritte.

Leggendo queste traduzioni si capisce subito che molte delle discordanze dal testo ebraico nascono perché queste non sono traduzioni dall’ebraico, ma dalla versione latina (la Vulgata) della Bibbia.

 

La Vulgata recita:

1 in principio creavit Deus caelum et terram 2 terra autem erat inanis et vacua et tenebrae super faciem abyssi et spiritus Dei ferebatur super aquas 3 dixitque Deus fiat lux et facta est lux 4 et vidit Deus lucem quod esset bona et divisit lucem ac tenebras 5 appellavitque lucem diem et tenebras noctem factumque est vespere et mane dies unus”

La traduzione letterale sarebbe:

“ In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era quindi inanimata e vuota e le tenebre (erano) sulla faccia dell’abisso e lo spirito di Dio si trasportava sulle acque. E disse Dio “Sia fatta la luce” e la luce fu fatta. E Dio vide la luce che era buona e divise la luce dalle tenebre. E chiamò la luce giorno e le tenebre notte e fu fatta (ci fu) la sera e presto il giorno uno.”

 

Ho messo tra parentesi i verbi sottintesi o con valore simile. Ho sottolineato le espressioni e le parole da cui dipendono le traduzioni in italiano sopra riportate, e ho evidenziato in rosso, invece, quelle parole che si discostano dalla versione più antica, in greco (la versione dei Settanta) che risale al III a.C. SI nota subito che gli errori della versione Vulgata sono passati tutti o quasi nella versione in italiano.

 

La versione dei Settanta recita:

1.  ἐν ἀρχῇ ἐποίησεν ὁ θεὸς τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν
2.  ἡ δὲ γῆ ἦν ἀόρατος καὶ ἀκατασκεύαστος καὶ σκότος ἐπάνω τῆς ἀβύσσου καὶ πνεῦμα θεοῦ ἐπεφέρετο ἐπάνω τοῦ ὕδατος
3.  καὶ εἶπεν ὁ θεός γενηθήτω φῶς καὶ ἐγένετο φῶς
4.  καὶ εἶδεν ὁ θεὸς τὸ φῶς ὅτι καλόν καὶ διεχώρισεν ὁ θεὸς ἀνὰ μέσον τοῦ φωτὸς καὶ ἀνὰ μέσον τοῦ σκότους
5. 

καὶ ἐκάλεσεν ὁ θεὸς τὸ φῶς ἡμέραν καὶ τὸ σκότος ἐκάλεσεν νύκτα καὶ ἐγένετο ἑσπέρα καὶ ἐγένετο πρωί ἡμέρα μία

La traduzione letterale è:

“In principio Dio fece il cielo e la terra. La terra infatti era invisibile (non visibile allo sguardo) e informe (semplice, non modellata) e la tenebra (era) sopra l’abisso e lo spirito di Dio incombeva sopra l’acqua. E Dio disse “Che la luce sia fatta”  e la luce fu (nacque). E Dio vide la luce che (era) buona e Dio passò (attraversò, andrò attraverso) nel mezzo della luce e nel mezzo della tenebra. E Dio chiamò la luce giorno e chiamò la tenebra notte e ci fu la sera e presto ci fu il giorno uno.”

 

Ho messo tra parentesi la spiegazione del vocabolo originale a cui poi ho preferito un’altra traduzione. Ovviamente sono una classicista, e il greco per me non è opinabile. Un verbo come ἀόρατος non è traducibile in altro modo che “in-visibile”, in quanto è composto dall’alfa privativo che nega il verbo aggettivato a cui si lega ρα che significa “guardare, vedere”.  Ho di nuovo sottolineato in rosso le parole o le espressioni che si discostano dalla versione in ebraico.

 

In ebraico il passo recita:

 1 בְּרֵאשִׁ֖ית בָּרָ֣א אֱלֹהִ֑ים אֵ֥ת הַשָּׁמַ֖יִם וְאֵ֥ת הָאָֽרֶץ׃

 2 וְהָאָ֗רֶץ הָיְתָ֥ה תֹ֙הוּ֙ וָבֹ֔הוּ וְחֹ֖שֶׁךְ עַל־פְּנֵ֣י תְהֹ֑ום וְר֣וּחַ אֱלֹהִ֔ים מְרַחֶ֖פֶת עַל־פְּנֵ֥י הַמָּֽיִם׃

 3 וַיֹּ֥אמֶר אֱלֹהִ֖ים יְהִ֣י אֹ֑ור וַֽיְהִי־אֹֽור׃

 4 וַיַּ֧רְא אֱלֹהִ֛ים אֶת־הָאֹ֖ור כִּי־טֹ֑וב וַיַּבְדֵּ֣ל אֱלֹהִ֔ים בֵּ֥ין הָאֹ֖ור וּבֵ֥ין הַחֹֽשֶׁךְ׃

 5 וַיִּקְרָ֨א אֱלֹהִ֤ים ׀ לָאֹור֙ יֹ֔ום וְלַחֹ֖שֶׁךְ קָ֣רָא לָ֑יְלָה וַֽיְהִי־עֶ֥רֶב וַֽיְהִי־בֹ֖קֶר יֹ֥ום אֶחָֽד׃

La cui traduzione letterale è:

“In principio Dio creò il cielo e la terra. E la terra era caos e informità e l’oscurità (era) sopra l’abisso e lo spirito di Dio si trovava sopra l’acqua. E disse Dio: “Ci sia luce” e ci fu luce. E Dio guardò la luce perché buona e Dio pose divisione tra la luce e la tenebra. E Dio esclamò che alla luce appartenesse il giorno e alla notte, esclamò, che appartenesse l’oscurità. Fu sera e fu mattino. Giorno uno.”

 

Confrontando quindi questa versione che non ho in alcun modo abbellito o interpretato si notano subito le differenze con le varie traduzioni fatte nel corso dei millenni. Il “cielo”, nome singolare, in molte traduzioni è diventato plurale. I due termini simili “caos” e “informità” sono stati stravolti fino a diventare, nelle traduzioni più fantasiose, “invisibile” e “vacuo”. Il semplicissimo “l’oscurità era sopra l’abisso” è stato abbellito da una “faccia dell’abisso” che non trova alcuna giustificazione. Si è voluto stravolgere quel “perché” (“E Dio guardò la luce perché buona”), forse perché ci si è chiesti: “ma se non era buona, Dio non l’avrebbe guardata ma avrebbe fatto finta di niente girando lo sguardo altrove?”. L’enfasi di Dio, che esclama i nomi, non li “dice” e basta, è stata appiattita in un verbo più consone alla deità divina; e così via.

A me la versione originale ebraica piace molto (Dio sembra un bambino contento che batte le manine per il bel lavoro fatto!), ma apprezzo più la versione dei Settanta: trovo molto più logica la frase di Dio che passa tra la luce e la tenebra piuttosto che la versione che dice che le “divide”. E’ solo una questione di logica interna al passo: sappiamo dalla seconda riga della Genesi che prima della luce esiste la tenebra (che non si sa quando Dio l’abbia creata). Ad un certo punto Dio crea la luce e la guarda, il che significa che per forza di cosa, quando la crea, la crea ex novo e la si può identificare (la guarda, non è che la deve cercare): come può quindi era a tal punto mischiata con la tenebra da rendere necessario l’intervento divino di divisione delle due?!

A parte la mia personale visione del mito, metto in chiaro che tutte le traduzioni (latina, greca ed ebraica) le ho fatte io che non sono una biblista ma una classicista. Certo, per farle ho consultato i libri e dizionari di greco biblico ed ebraico biblico, ma ci vogliono anni di studi per comprendere appieno ogni singola sfumatura di ogni singolo termine, Le mie traduzioni sono semplicemente oggettive, prive di qual si voglia interpretazione o abbellimento. Nude e crude e, per questo motivo, stilisticamente abbastanza orribili (hihihi!).

Le fonti per i testi sono stati il sito www.laparola.net (per le traduzioni italiane), il sito http://www.unboundbible.org/ per il testo in greco e il sito http://www.biblegateway.com/passage/?search=Genesis%201;&version=81; per la versione in ebraico antico (anche se vocalizzato).

 

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