Prendiamo esempio… Spagna laica, Italia medievale.

Dopo che lo Stato italiano, per difendere la sua laicità, ha deciso di imporre il crocefisso cattolico in ogni scuola, luogo pubblico, esercizio privato (http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!10644.entry), i sacri valori cristiani di odio, intolleranza e minaccia subiscono un altro duro colpo dalla laicista, nonchè lobby-massonico-gay, Spagna: decisa a perpetuare il male della laicità (cioè a non dare fuoco agli infedeli e agli atei), ora il parlamento autonomo di Catalogna ha varato una nuova legge che permette la costruzione di qualsiasi luogo di culto (che non violi le leggi su sicurezza, in quinamento acustico ecc…) senza più dare privilgi alla Santa Sacra Madre Chiesa. Vuol dire che la Santissima Inquisizione deve chiedere per costruire una chiesa gli stessi identici permessi che l’infedele islamico deve chiedere per costruire una moschea, gli stessi che un adoratore-di-mucche industa deve chiedere per un tempio, e via dicendo.
La Santa Chiesa “amo-tutti-basta-che-non-pensino” è scesa sul piede di guerra: il vescovo di Barcellona, per difendere i valori di amore e rispetto, ha subito invocato il castigo divino sul parlamento, a meno che questo varasse una legge ad hoc per la Chiesa in modo da concederle i soliti privilegi (garantiti dal solito “Dio lo vuole! Non noi! Noi lo pagheremmo l’Ici, ma è proprio contro l’undicesimo comandamento!” al che si risponde: “… ma i comandamenti non erano 10?!” e loro: “Anatema sit! Al rogo, infedele-laicista-gay!”).
 
Mi si dirà: ma è ingiusto!
La Spagna è da sempre di tradizione cristiana!
Vero, direi io, ma era stata anche di tradizione pagana! Poi la popolazione cristiana era aumentata e le tradizioni sono cambiate. Le tradizioni non sono mai statiche, ma si EVOLVONO (“Anatema sit! Dio ha creato tutto esattamente com’è oggi: gli aerei sono sempre esistiti e i dinosauri vivevano nella capanna a fianco a quella di Adamo ed Eva!”), quindi se la popolazione islamica, buddista, o quant’altro aumenta, è giusto che siano tutetale queste persone VIVE e non delle tradizioni MORTE (o morenti).
Mi si dirà: ma i mussulmani sono pericolosi!
E certo! E il 100% dei preti è pedofilo; il 100% degli ebrei cerca divinità di altre religioni da uccidere e il 100% degli induisti piazza bombe nei centri di macellazione della carne bovina.
Non diciamo fesserie: solo perchè un gruppo, una percentuale MINIMA di mussulmani è fuori di testa, non bisogna ostracizzare i cittadini onesti spagnoli (o italiani) mussulmani.
Mi si dirà: ma nei loro paesi non possiamo costruire chiese!
Vero: occhio per occhio, dente per dente: bella dimostrazione dei valori cristiani! Complimenti.
 
Cosa ne pensa un’atea invece?
L’atea (io, cioè), pensa che sia giusto che lo stato tuteli allo stesso modo qualsiasi cittadino, senza preferenze o discriminazioni. Quindi è una legge giusta, laica e umanamente ineccepibile.
Dal punto di vista egoistico poi, sono pure contenta, perchè le moshee o i templi buddisti sono davvero belli, quindi mi piacerebbe poterne visitare qui vicino a casa senza dover spendere 1500 euro di volo intercontinentale.
Dal punto di vista meramente utilitaristico, penso che più si danno diritti anche alle altre religioni, più si indebolisce la Chiesa cattolica e la si declassa dal suo status di Signora e Padrona della morale (lo pensa solo lei, per fulminazione divina e intossicazione da incenso, ma c’è gente che le da corda, a scapito di tutti gli altri).
Annunci

I valori cristiani

Il “popolo cristiano” si sta battendo per difendere i valori cristiani rappresentati dal crocefissi: amore, rispetto, accoglienza, aiuto verso i bisognosi e via dicendo.
Ecco la dimostrazione di tali principi:
  
1) Amore per il prossimo/accoglienza:
  
Brescia, il comune leghista di Coccaglio lancia l’operazione “White Christmas”.
I vigili casa per casa a controllare gli extracomunitari: chi non è in regola perde la residenza.

Un bianco Natale senza immigrati: Per le feste il comune caccia i clandestini

Obiettivo: “Far piazza pulita” dice il sindaco. E l’assessore alla Sicurezza afferma: “Natale non è la festa dell’accoglienza ma della tradizione cristiana” Il Sindaco dichiara: “Da noi non c’è criminalità – tiene a precisare Claretti – vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia“.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/natale-a-coccaglio/natale-a-coccaglio/natale-a-coccaglio.html

2) Rispetto e tolleranza verso il prossimo:

I difensori dei valori contro un’atea:

 

I difensori dei valori della fede contro un giudice:

Una delle più commosse paladine del crocefisso cristiano che aggredisce gli infedeli:


3) Rispetto per la famiglia e i bambini, difesa dei diritti:

(…) Parla anche Sami Albertin, uno dei figli della famiglia che ha portato avanti la battaglia legale per togliere il Crocifisso dalla scuola. ”Dovendo sempre uscire dalla classe durante l’ora di religione, ero io l’escluso. Ero io quello diverso. E questo ti ghettizza. Ho ricevuto telefonate da gente che ti insulta apertamente e pesantemente. Negli anni passati sono arrivate lettere di minaccia anche a mia madre, e la minacciavano di stupri e di violenza. Alcuni compagni di classe mi dicevano che ero un ‘Ateo di m…’. In questi giorni abbiamo ricevuto altre lettere di insulti e telefonate in cui mi hanno minacciato di mettermi in croce”. (…)

4) Coerenza dei paladini del crocefisso con i valori da esso rappresentato:

Berlusconi ha dichiara: ” “Ritengo che sia una decisione assolutamente non rispettosa della realtà. L’Europa tutta, ma in particolare un Paese cattolico come il nostro non può, come ebbe a dire Benedetto Croce, non dirsi cristiana”. Berlusconi è divorziato dalla prima moglie, risposato civilmente, e ri-divorziato anche dalla seconda moglie. Passa le serate a far festini con prostitute. Ha avuto 5 condanne per reati, poi andati miracolosamente (intervento di Dio?!) in prescrizione. Ha altri 4 processi in corso. Un modello di virtù cristiane.

Casini: “Insomma, il pronunciamento della Corte di Strasburgo sulla presenza dei crocifissi nella aule scolastiche è la dimostrazione di un’Europa laicista che non lascia spazio né a Dio né alle religioni. Noi, invece – ha aggiunto l’esponente centrista – siamo per un’Europa laica che però riconosca le proprie radici cristiane”. Fondatore dell’ UDC (Unione dei Democratici CRISTIANI) è la mano di Dio nella politica italiana. Ha convissuto diversi anni con una divorziata (la Lubich), la sposò ed ebbe due figli. Divorziò e si risposò civilmente con un’altra. Si lancia regolarmente contro Pacs e coppie di fatto in quanto minano l’istituzione della famiglia voluta da dio. .. deve proteggere le sue due famiglie, il poligamo!

Santanchè: la paladina della cristianità contro gli infedeli. E’ divorziata ed ora convive con un’altro. Nota, oltre che per le cristiane aggressioni contro i mussulmani, per salutare gli studenti italiani col dito medio.

Sgarbi: uomo piamente pacato, passa le sue giornate a ingravidare donne che non sono sue mogli (ha 3 figli riconosciuti avuti da tre diverse donne, senza però essersene mai sposata una… attento, che dio ti fulmina, peccatore!) e a insultare studenti, ricercatori, atei, giudici, gay (memorabile la sua sfuriata contro Alessandro Cecchi Paone), giornalisti, comici, sindaci, in pieno spirito di amore verso il prossimo. Ha 4 condanne: 3 per diffamazione (ma non c’era un comandamento che recitava “Non dire falsa testimonianza”?!) e una per truffa (“Non rubare”).

Gelmini: altra spada tratta per la protezione del crocefisso nelle scuole, non è sposata ma è miracolosamente incinta… sarà opera dello spirito santo anche questa?!

Frattini: accusa l’Europa di aver inflitto un colpo gravissimo ai suoi valori. Infatti è separato.

Bossi: difensore delle tradizioni padane, si schiera col crocefisso cristiano, dimenticandosi, forse per un altro ictus, dei matrimoni consacrati dal sacro fiume Po, delle giuste torture agli immigrati (cercatevi il manifesto della Lega Nord di Mirano), delle sue condanne per minacce e del suo divorzio. Ora è risposato.

Alemanno: il fantastico sindaco fascista di Roma, è l’unico politico italiano non divorziato. Per non essere meno cristiano dei suoi colleghi, lo ricordiamo per iniziative quali i 300 militari usati per isolare un campo rom regolare dal resto della città, per le sue dichiarazioni pro-fascismo, per il buco di 81 milioni di euro del Comune di Roma, per l’aggressione nel ’81 di un ragazzo di 23 anni per cui è stato condannato, per le molotov lanciate contro l’Ambasciata Russa di Roma.

Questo per trattare solo dei casi più eclatanti e noti.

Quindi, ragazzi, difendiamo il crocefisso e i suoi valori: rubare, trombare, aggredire, isolare, maltrattare, respingere, condannare, minacciare, schiacciare e via dicendo.

 

Non hai il crocefisso? Multa da 500 euro

Sulla scia delle reazioni violente, in pieno accordo con i valori cristiani, legate alla demoniaca sentenza di Strasburgo, ecco cosa accade in un piissimo e cattolicissimo paesino.
Il sindaco ha imposto il crocefisso ad OGNI esercizio pubblico, vale a dire, a qualsiasi luogo dove avvengono attività che comportino un baccino di utenza pubblico.
Il che significa che se no ha un negozio, un ristorante, un’edicola in questo paese, o espone il crocefisso, o si becca una multa di 500 euro!
W i valori cristiani: schiaccia l’infedele, guadagna tutti i soldi che riesci, sii ipocrita.
 
Ecco l’articolo completo:
Casteldelci, 500 abitanti, piccolo comune incastrato nell’appennino riminese, proprio sotto il monte Fumaiolo, dove si trovano le sorgenti del Tevere. È da qui che parte la crociata contro Strasburgo, in difesa “dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato Italiano”. Con un’ordinanza inedita (la n.4 del 16 novembre 2009) il sindaco leghista Mario Fortini ha introdotto l’obbligo dell’affissione del crocifisso in tutti i locali ed esercizi pubblici, pena una multa di 500 euro.Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che vieta in sostanza la presenza nelle scuole del simbolo della cristianità, il sindaco Fortini ha deciso di “dare l’esempio” e fare da solo, in forza anche del ricorso del governo italiano contro la decisione della corte. Nell’ordinanza il sindaco “ordina di esporre immediatamente il Crocefisso in tutti gli edifici pubblici presenti nel territorio di questo Comune, quale espressione dei fondamentali valori “civili” e “culturali” dello Stato Italiano”.

Per “edifici pubblici” si intendono però, è lo stesso sindaco a spiegarlo, “anche i pubblici esercizi quali ristoranti e bar e tutti i titolari di una licenza statale”, non solo scuole ed edifici amministrativi. Praticamente qualsiasi luogo che non sia un’abitazione privata. Tra un paio di settimane i vigili urbani del paese cominceranno con i controlli. Chi non avrà ottemperato all’ordinanza e si vedrà somministrato un verbale da capogiro potrà contestarlo in diversi modi: in via informale andando al palazzo comunale per spiegare le sue ragioni “Se per esempio uno vende i kebab ed è di dichiarata fede musulmana – spiega il sindaco – non ci sono obiezioni”. In tutti gli altri casi o per chi non ha intenzione di dover spiegazioni per quanto riguarda il proprio credo religioso, non resta che ricorrere al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia Romagna oppure al Presidente della Repubblica.

http://ilcarattere.wordpress.com/2009/11/17/il-conto-e-salato-per-i-ristoranti-senza-crocefisso/

Aggiornamento: ecco un’altra iniziativa simile:

«Il crocifisso obbligatorio anche nei bar»

A Trivolzio tutti d’accordo con l’ordinanza che prevede per i trasgressori 500 euro di multa. Dopo gli edifici pubblici, il sindaco Bremi ha nel mirino gli esercizi commerciali
TRIVOLZIO. Dopo gli edifici pubblici, il crocifisso sarà imposto in negozi e bar nel paese di san Pampuri: «Era il nostro programma iniziale – dice il sindaco Paolo Bremi – Emetterò un’altra ordinanza per cui tutti gli esercizi pubblici dovranno appendere il crocifisso».
Nei giorni scorsi il sindaco deciso di obbligare gli edifici pubblici comunali e non, dalla scuola al poliambulatorio, ad appendere il crocifisso e dal 27 novembre i trasgressori saranno sanzionati con 500 euro di multa. «L’ordinanza era l’unico modo di imporre a tutti i nostri valori – spiega il sindaco – Voglio prevenire la presa di distanza di qualcuno dalle nostre radici».
Per ora gli unici a poter essere sanzionati sono i responsabili degli edifici pubblici, il direttore delle poste o la dirigente scolastica. Ma nel paese del santo, dove ogni domenica pullman carichi di fedeli si riversano alla messa, il crocifisso è su tutte le pareti da tempo. Al poliambulatorio ce n’è uno piccolo e bianco di ceramica; in ogni stanza del Comune se ne trovano di ogni foggia e dimensione, dal legno d’ulivo allo smalto di Assisi e c’è già persino in posta. «In municipio ne mancavano due, li abbiamo comprati in questi giorni», racconta un’impiegata comunale soddisfatta. E il Comune ha comprato un crocifisso anche per l’u nica aula della scuola primaria dove non c’era, quella della prima elementare. Difficile poi che le critiche all’ordinanza vengano dall’opposizione, in quota Forza Nuova, che di questa battaglia ha fatto una bandiera.
«E’ giusto imporlo per obbligo» afferma la maestra Elena Ruzza e come lei sembrano pensarla la maggioranza dei paesani, a partire dalla nonna Augusta Bertolazzi, che vede l’ordinanza come «un modo per mantenere le tradizioni».E Yuri Dell’Arte chiede: «Non è giusto togliere il crocifisso dalle pareti, ma imporlo per forza era necesssario?».
La vicepreside dell’Istituto comprensivo di Casorate, dal quale dipendono i due plessi di Trivolzio commenta: «Non c’è mai stata alcuna remora nell’esporre il crocifisso». Il fastidio, nella cattolica Trivolzio, si respira più per la sentenza della Corte Europea che ritiene lesivo del diritto di ogni genitore a educare i figli secondo le proprie concezioni religiose. «Non è vedere il crocifisso che impedisce di essere laico – conclude la l’insegnante di religione – Se ne ha paura perché impone il confronto con la coscienza».
 
Si segnalano iniziative simili (imporre il crocefisso a tutti, esercizi pubblici, privati, scuole, uffici, strade, cartelli stradali, comuni ecc…) anche a:
Ascoli Piceno (AP), Ardea (RM), Asiago (VI), Badia Polesine (RO), Besana in Brianza (MB), Calsteldelci (RN), Cicciano (NA), Enna (EN), Fabbriche di Vallico (LU), Gallio (VI), Galzignano Terme (PD), Loreto (AN), Ostra Vetere (AN), Priverno (LT), Roana (VI), Rossano Veneto (VI), Saluggia (VC), Sassuolo (MO), Scarlino (GR), Sezzadio (AL), Trivolzio (PV), Zibello (PR),  Montesilvano (PE), Comune di Vibo Valentia, Corciano (Pg), ecc…

8×1000 statale? Hehe! Credete pure a Babbo Natale?

Solitamente non copio-incollo interi articoli da altri siti, ma questa volta pubblico tutta l’inchiesta di Repubblica sull’8×1000.

E mi girano i coglioni, visto che io sono tra quelli che aveva girato la quota Irpef ai beni Culturali credendo di salvaguardare i siti archeologici, ed ora mi ritrovo a finanziare restauri di chiese e conventi che, sì, sono bellissimi, ma percepiscono i finanziamenti per i lavori già dall’ 8×1000 destinato alla Chiesa… perchè devono appropriarsi pure dei miei soldi? Forse che il sito di Pompei, che verte in condizioni critiche, fa meno parte della “tradizione e cultura cristiana” rappresentata dal vero simbolo italiano, alias croce?

  

(grassetti, sottolineature, rosso e parentesi in azzurro sono aggiunte mie).

  

A chiese e luoghi di culto 29 milioni dei 44 che i contribuenti avevano deciso di devolvere all’erario. I dubbi del Parlamento

L’otto per mille destinato allo Stato finisce a parrocchie e monasteri

di CARMELO LOPAPA

 

ROMA – Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L’elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

  

Tra le più sorprendenti, quella che riguarda la “Fame nel mondo”, “alla quale nel decreto vengono attribuite risorse finanziarie alquanto modeste, a fronte di richieste di finanziamento di importo limitato che avrebbero potuto essere integralmente accolte”. Insomma: governo ingeneroso verso i bisognosi. In effetti, ultima pagina, al capitolo “Fame nel mondo”, sono solo dieci le onlus e associazioni finanziate per 814 mila euro, pari al 2 per cento del totale.
Tutto il resto? A chi sono andate le quote parte dell’Irpef che gli italiani hanno devoluto allo Stato? La parte del leone quest’anno la fanno gli “interventi per il sisma in Abruzzo”. Sono 32 e assorbono 14 milioni 692 mila euro. Ma il condizionale è d’obbligo. A parte la preponderanza anche qui di parrocchie e monasteri (la quasi totalità) tra l’Aquila, Pescara e Teramo, tuttavia altro non quadra. E a rivelarlo è proprio la commissione parlamentare presieduta dal leghista Giancarlo Giorgetti: “Le richieste di finanziamento relative all’Abruzzo risultano presentate in data antecedente al sisma dell’aprile 2009 ed appare quindi opportuna una puntuale verifica e un coordinamento con gli interventi previsti dopo il sisma”.
 

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html

 

L’ammonimento è chiaro: quei beni finanziati in Abruzzo non sarebbero stati danneggiati dal terremoto del 6 aprile, non quanto altri almeno. Perché dunque si dirotta lì un quinto dell’intera quota dell’8×1000? Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono parcellizzati per i danni delle restanti calamità in tutta Italia.

Ma ecco il punto. Oltre 10 milioni finiscono ad appannaggio dei Beni culturali. Ventisei tra consolidamenti e restauri, quasi tutti per diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Solo per restare alle cifre più consistenti, ecco il milione 314 mila euro per la cattedrale dell’Assunta di Gravina di Puglia, il milione 167 mila euro per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, oppure i 987 mila euro per il restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila euro per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila euro per la “valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano”. E poi, la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù. Anche su questo capitolo le bacchettate del Parlamento: la priorità dovevano essere “progetti presentati da enti territoriali”, non ecclesiastici. Ci sarebbe anche il capitolo “Assistenza ai rifugiati”, al quale però, per il 2009, il decreto firmato dal premier Berlusconi destina 2,6 milioni, poco più del 5 per cento del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati. Concentrazione “non opportuna”, censura infine la commissione Bilancio: “Altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione”.

Non si tratta di uno dei tanti decreti, ma quello che ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell’Irpef. Basta sfogliarlo per scoprire che confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto i contribuenti avevano devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.

E invece? Succede che i 10 milioni 586 mila euro assegnati al capitolo “Beni culturali” sono finalizzati in realtà a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici (vuol dire che TUTTI i soldi destinati ai Beni Culturali sono impiegati SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER BENI ECCLESIASTICI… TUTTI). Opere che avrebbero tutte le carte in regola per usufruire della quota dell’8 per mille destinata alla Chiesa cattolica, col suo apposito fondo “edilizia di culto”. Come se non bastasse, la medesima destinazione (chiese e parrocchie) hanno anche gli altri 19 milioni destinati alle aree terremotate del centro Italia (14 per l’Abruzzo).

“L’atto del governo n. 121” è stato predisposto ai primi di settembre da un presidente Berlusconi reduce dall’incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticano. Sullo sfondo, la (mancata) Perdonanza dopo il caso Giornale-Boffo. Il documento, poi trasmesso alla Camera il 23 settembre, conferma intanto che i soldi vanno allo Stato ma entrano di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo. È un atto “sottoposto a parere parlamentare” delle sole commissioni Bilancio. Quella della Camera lo ha già espresso, “positivo”, il 27 ottobre, quella del Senato lo farà nei prossimi giorni. Eppure, anche la maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto.

Crocefiggiamo gli atei

Dopo la sentenza di Strasburgo che riafferma la Costituzione Italiana (e ci sono voluti degli stranieri, per difenderla), che all’articoli 7 e 8 sancisce che lo Stato italiano è LAICO e NON cristiano, sono arrivate, com’era prevedibile, le prime minacce, indimidazioni e cacce all’ateo in tutto il nostro bel paese da parte dei paladini dei valori rappresentati dal crocefisso, quali “rispetto, amore e solidarietà verso il prossimo”.
 
Roma: Questa mattina alcuni militanti di Lotta Studentesca, un gruppo di facinorosi vicini a Forza nuova, hanno fatto irruzione nella sede del Partito Radicale a Roma, facendo scoppiare una bomba carta, lanciando volantini e affiggendo crocifissi.
 
Treviso: sulla porta della sede dell’Uaar è stato trovato un manifesto redatto da un gruppo di estrema destra con la scritta: “la vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione”. Sopra il manifesto era stato affisso un crocifisso.
 
Ministro dello Stato Italiano La Russa, che dichiara su Canale 5:E comunque non lo leveremo, il crocifisso. Possono morire. Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possano morire. Possano morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla.”
 
Milano: L’Uaar ha ricevuto messaggi minatori e insulti via mail.
 
Cittadella (città natale della signora che ha fatto il ricorso):  il sindaco di Cittadella, l’Onorevole leghista Bitonci, ha lanciato con manifesti ‘Wanted’ raffiguranti le facce della famiglia che ha fatto il ricorso e i suoi ripetuti appelli al Sindaco di Abano affinché revochi loro la residenza. Tre croci, accompagnate dalla scritta «Cristo», sono state dipinte sulla recinzione della casa della famiglia promotrice dell’azione legale.
http://www.tgpadova.it/index.cfm/hurl/contenuto=128853/attualita/bitonci_revocare_la_residenza_a_chi_ha_fatto_ricorso_contro_il_crocifisso.html
 
A quando il ritorno di Gesù Cristo che finalmente accenderà il falò sotto i piedi di noi atei?
Il rogo di Giordano Bruno

Maometto pedofilo? Il Dio cistiano non è stato da meno!

La Santachè ha sbraitato in Tv: “Maometto aveva nove mogli, l’ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo!” (http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/santanche-aggredita/santanche-rissa/santanche-rissa.html).
Faccio notare che la vergine Maria fu ingravidata da Dio tra i 12 e i 14 anni, in quanto fu data in moglie a Giuseppe appena entrata nella pubertà, che nell’anno “zero” avveniva tra i 10 e i 12 anni (http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_(madre_di_Ges%C3%B9)#Nei_vangeli_apocrifi)… anche questo, per la cultura occidentale del 2000, è un atto di pedofilia
 
Si parla di difesa della “tradizione e cultura”, in un rigurgito di isteria verso un passato pervepito come “migliore”, e poi si accusa un’altra religione di pratiche avvenuto 1400 anni fa, calandole nel presente. Dobbiamo ricambiare anche noi ricordando gli atti abominevoli che erano in uso nella “tradizione e cultura” cristiano-italiana fino a 30 anni fa, come lo stupro a scopo matrimoniale?!
Ma per  carità… la storia va calata nel suo contesto storico, non estrapolata per sparare accuse a caso a tuttoe tutti!

La Stella del Diavolo

In onore alla notte delle streghe e del male, vi presento la Stella del Diavolo, sede del male e del demonio per gran parte delle culture prescientifiche del mondo. La nostra stella, dagli astronomi chiamata HD 19356, era dagli arabi indicata come Ras Al Ghul, la Testa del Diavolo, e dagli ebrei come Rosh ha Satan, la Testa di Satana. La stella si trova nella costellazione di Perseo, e al suo originario nome arabo si è sostituito l’occidentalizzato Algol.

 La collocazione della stella nella volta celeste.

 

La sua rappresentazione nelle immagini arabe: Ras Al Ghul è quella testa barbuta e demoniaca in mano al paladino saraceno.

Perseo, in questa costellazione, è rappresentato con la spada in alto, mentre ha appena finito di decapitare la testa della mostruosa Medea, che tiene ancora stretta nella mano sinistra, che, manco a dirlo, è la mano del male. Sinistro è un altro termine coniato anticamente dopo che i Druidi Celtici si accorsero che il lato sinistro del cielo (quello a sinistra dell’Est, il punto cardinale dove ha sede il sole e la vita), era la sede delle potenze infernali e maligne, in quanto non era mai attraversato dal sole.

Manco a farlo apposta, la Stella del Diavolo anche nell’iconografia occidentale della costellazione si trova proprio in corrispondenza con l’occhio sinistro di Medusa, occhio che pietrificava chiunque ne incrociasse la vista.

 

Vedete Algol nell’occhio sinistro, spalancato e fisso verso di voi.

Ma perché, da tutte le culture antiche tale stella è stata identificata col male?

Perché non ha una luce costante come tutti gli altri astri celesti, ma si affievolisce ogni tre giorni, per tornare poi a brillare dopo altri tre. Una stella così incostante, diversa dalle altre, non poteva che essere di cattivo auspicio, anche perché la sua altezza massima in cielo è proprio verso mezzanotte, momento in cui si praticano, nelle ombre notturne, culti e riti segreti e cruenti, sotto la luce di tale malevola stella.

A riabilitare l’onore del povero astro, al pari di altre mille mila credenze popolari, tutt’oggi in voga, ci volle l’intervento della scienza, che scoprì che la stella Algol non era una stella singola, ma un sistema binario, con due stelle, una più luminosa e grande e l’altra più piccola e fioca, che si girano attorno.

Quando la più piccola e fioca passa davanti a quella più grande, crea, per noi che le osserviamo, un’eclissi, attenuando notevolmente la luminosità della prima.

Si è inoltre scoperto, che probabilmente Algol A e Algol B fanno parte di un sistema di 4 stelle, ma gli studi sono ancora in corso.

Nell’immaginario comune, il nome Ras Al Ghul è diventato familiare con l’uscita del film Batman Begins, dove il giovane Bruce Waine viene accolto in un monastero dal fortissimo Ras Al Ghul, che diventerà poi il suo acerrimo nemico.

Nel fumetto, è rappresentato con la pelle color rosso, proprio per tenere fede al suo nome demoniaco:

Questo per dimostrare che gran parte delle credenze sul “male”, sui suoi attributi, sulle sue influenze, sulla sua sede, sulla sua “potenza nel mondo” non derivano da altre cose che stupide credenze antichissime frutto di ignoranza. 4000 anni fa erano scusati se credevano che nella notte di Halloween la Stella del Diavolo splendesse alta nel cielo a santificare a Satana i riti in atto, oggi non lo siete!!!

Buona festa a tutti!