Chiesa e Sesso II

Continua il nostro viaggio nel capitolo 6 del Catechismo della Chiesa Cattolica… questa volta si affrontano i capitoli riguardanti la Castità e le sue Offese. Per l’ultima offesa alla castità (l’omosessualità) rimando a un futuro articolo pechè i documenti trovati sono talmente tanti che ho dovuto dividere in due questo articolo. Buona lettura.

LA VOCAZIONE ALLA CASTITA’

 

2337: la castità è “la positiva integrazione della sessualità”.

E’ virtù morale, come recita il Compendio del Catechismo al punto 488, ma in nessun rimando bibliografico ho trovato la definizione di “castità” per la Chiesa. La castità, per il dizionario della lingua italiana Devoto-oli, 2007, è “l’astensione da ogni attività sessuale, o anche da manifestazioni o pensieri che vi abbiano in qualche modo attinenza”. Stando a questo, la positiva integrazione della sessualità è il suo completo riufiuto e diniego… un po’ come dire che la fame sia la positiva integrazione dell’alimentazione.

 

2338: chi è casto “conserva l’integrità delle forze di vita e  di amore (…)”.

Visto che nemmeno qui si specifica cosa significhi o in che modo sia inteso il termine “casto” riporto al definizione del dizionario: “che si astiene dalle esperienze sessuali non consentite dal suo stato”, dove “stato” è inteso come status, voto, educazione.

 

2339: la castità è dominio di sè come perfetta realizazione della “libertà umana”. Per realizzare questo è necessaria “un’integrale e permamente educazione” (Compendio del Catechismo, punto 489) al fine di “liberarsi da ogni schiavitù delle passioni”. Il Gaudium et Spes, al paragrafo 17, ricorda che gli uomini devono esercitare la propria libertà, che “spesso però la coltivano in modo sbagliato quasi sia lecito tutto quel cche piace, compreso il  male”. L’unica libertà che spetta all’uomo, prosegue, è “che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, aderendo a lui, alla piena e beata perfezione”. L’uomo non ha diritto né possibilità di esercitare la propria libertà in piena autonomia, ma è vincolato a un unico fine. Le passioni, come il male generalizzato, sono contrarie a tale scopo ultimo, che si realizza solo in “casta unione” dei coniugi (Catechismo della Chiesa Cattolica, punto 2349) eliminando, quindi, di ongi sessualità, se non per procreare una progenie. 

 

2340: i mezzi per la castità sono “la conoscenza di sé, la pratica di un’ascesi (…), l’obbedienza ai divini comandamenti, l’esercizio delel virtù morali e la fedeltà alla preghiera”.

 

2341:  la castità è legata alla temperanza, “che mira a far guidare le passioni dalla ragione” (Compendio del Catechismo, punto 490)

 

2342: fondamentale è l’esercizio del dominio di sé “in certi periodi, quelli, per esempio, in cui si forma la personalità, l’infanzia e l’adolescenza. Il che va contro a qualsiasi studio psicologico fatto in 12 mila anni di storia umana. Studi che mostrano come la soppressione degli impulsi durante l’adolescenza scatenino gravissime turbe psichiche in età adulta, con crisi di identità, impossibilità di rapportarsi con il prossimo e di costruire rapporti duraturi, un’insoddisfazione cronica sessuale, casi di frigidità, repressione psicologica e sessuale,schizzofrenia ecc…. Per citare alcuni testi al riguardo: Psicologia II, di J.Darley, S. Glucksberg e R. Kinchla, ed. il Mulino, cap 17 Psicopatologia; Psicologia, di P. Gray, ed. Zanichelli, cap 12, L’esplorazione sessuale; Trattato di Psicoanalisi, di C. Musatti, ed. Boringhieri, pg 62, 90sg, 105sg, 137sg, 154sg, 161, 219sg, 270, 294, 306sg, 331; Opere, di S. Freud, ed Boringhieri, vol 4 pg 487sg, 504-08, 514sg, 532sg, 539-46, vol 9 pg494-97, 544, vol 10 pg 27-33, 208-16 e 377.

 

2343: la castità è minacciata dal peccato. sesso2

Il peccato, secondo il Familiaris Consortio, al paragrafo 34, è ineluttabile e “non si può togliere il sacrificio  dalla vita familiare, anzi si debba accettare di cuore (…)” sotto un “idonea educazione di sacerdoti, dei religiosi (…) che sono impegnati nella pastorale familiare”… mi chiedo come possano aiutare realmente i coniugi loro che hanno fatto voto di non avere mai una famigliaa né di conoscere mai il sesso. Come si ricorda nel Humanae Vitae di Paolo VI, al paragrafo 28, solo al Magistero della Chiesa spetta il compito di decidere cosa e quale sia la morale. E’ come se un cieco avesse la pretesa di spiegare a un vedente la luce e gli imponesse la propria visione del fenomeno.

 

2344: la castità dev’essere educata dalla Società che, a sua volta, dev’essere modellata sugli standard di morale ecclesiastica. L’uomo, come si dice nel capitolo 25 del Gaudium et Spes, è “già dalla nascita incline al male” e “trova nuovi incitamenti al pecato”: non si può, infatti, negare “che gli uomini dal contresto sociale nel qualevivono e sono immersi fin dalla infanzia, spesso sono sviati dal bene e spinti al male”. E’ quindi compito di coloro che “per vocazione sono i consiglieri e le guide spirituali delle singole persone e delle famiglie (…) esporre senza ambiguità l’insegnamento della chiesa sul matrimonio” (Humanae Vitae, cap 28), nonostante proprio queste persone non abbiano mai sperimentato quello che il matrimonio è.

 

2345: la castità è una virtù morale.

 

2346:  la castità è il dono sincero di sé…anche se è più la negazione del donarsi.

 

2347: la castità “si dispiega nell’amicizia, dove “amicizia” è intesa come “seguire ed imitare colui che ci ha scelti come suoi amici”. Per il Devoto-oli, è “emulazione” e non amicizia.

 

2348: “ogni battezzato è chiamato alla castità”.Se la pratica è esclusiva dei battezzati, on si comprende, allora, perchè coinvolgere tutta la società (punto 2344), che è composta anche di persone non battezzate (circa il 30% in Italia e circa il 70% della popolazione mondiale).

 

2349: esistono diversi tipi di castità: la castità nella verginità e nel celibato consacrato, la castità coniugale e la castità della continenza per chi non è ancora sposato. Esiste, chiaramente, un unico tipo di castità (rinuncia di ogni pulsione e pensiero sessuale), che la Chiesa decide di applicare ad ogni persona in qualsiasi condizione.

 

2350: i fidanzati “sono chiamati a vivere la castità della continenza” per dare “prova” del loro amore. Non conferma l’amore reciproco la negazione della logica e naturale conseguenza del sentimento amoroso, sopratutto se tale privazione non è libera, ma imposta da una congregazione di asessuati senza famiglie, fidanzate o moglie.

 

Le offese alla castità

 

2351: la lussuria è il piacere “ricercato al di fuori delle finalità di procreazione (…)”. Si identifica nuovamente il sesso come metodo di fecondazione, senza alcun altro valore.

 

 2352: la masturbazione, cioè la “eccitazione volontaria degli organi sessuali (…) al di fuori (…) della procreazione umana”.

Nel documento Persona Humana, redatto dalla Congregazione per Dottrina della Fede nel 1975, nel paragrafo 9, si dice: “la psicologia e la sociologia (…) dimostrano che, sopratutto tra gli adolescenti, essa è un fenomeno normale dell’evoluzione sessuale”. La Congregazione tuona, nonostante questi fatti incontroverbilibi: “Questa opinione è contraria alla dottrina e alla pratica pastorale della chiesa cattolica”. Citerei un “Eppur di muove” galileiano. Nonostante per la scienza la masturbazione sia necessaria per uno SANO sviluppo della sessualità umana, la Chiesa resta dell’idea che essa è in realtà “un atto intriinsecamente e gravemente disordinato”, anche se non capiamo dall’alto di che autorità e conoscenza biologica, psicologia e sociologica possa dire una cosa simile (è, del resto, al stessa accusa che muove  contro l’omosessualità, come vedremo poi). Se non abbiamo motivazioni scientifiche per questa posizione ecclesiastica, il documento riporta le cause morali che, evidentemente, devono prevalere anche sulla scienza: “contraddice essenzialmente la sua finalità (…): la procreazione umana”. Le motivazioni che hanno spinto la psicologia e la sociologia a mentire nei loro studi, dando un valore positivo alla masturbazione, si identificano nel “peccato originale, ma anche con la perdita del senso di dio (= ateismo o agnosticismo), la depravazione dei costumi (=l’omosessualità), generata dalla commercializzazione del vizio (= il bikini), la sfrenata licenza di tanti spettacoli (=il bacio gay di Brockbackmountain, fortunatamente censurato dalla Rai) e di pubblicazioni (=penthouse), come anche con  l’oblio del pudore (=far vedere l’ombelico), custode della castità (che, ricordiamo, è l’oblio di ogni pensiero e pulsione sessuale… direi, essere come un ficus)”.

 

2353: la fornicazione, vale a dire “l’unione carnale di un uomo e di una donna al di fuori del matrimonio” e, poche righe dopo “(…)è gravemente contrario (..) alla generazione e all’educazione dei figli”. Si inizia a diventare ripetitivi.

 

2354: la pornografia, che “sottrae all’intimità dei partner gli atti sessuali (…) per esibirli (…) a terzi”. E’ compito dello Stato, ricorda il Compendio del Catechismo al punto 494, impedire “i peccati contro la castità”, anche con “leggi adeguate”. Si deve punire penalmente la fornicazione, le coppie di fatto, i giornaletti osè, la masturbazione, il sesso orale ecc… questo avvenne realmente negli Stati Uniti negli anni …. con conseguenze drammatiche sulla psicologia e ssulla sanità emotiva dei suoi cittadini.

 

2355: la prostituzione, accusando sia la prostituta, perchè “offende la (propria) dignità”, sia chi usufruisce dei suoi servigi, ma solo perchè “viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo” non perchè sfrutta una povera donna.

 

2356: lo stupro, perchè “viola giustizia e carità”, ledendo “il diritto di ciascuno al rispetto, alla libertà, all’integrità fisica e morale”.

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Sacro Prepuzio Divino

Girando per uno dei miei siti preferiti (quello dei Tradizionalisti Cattolici) mi imbatto in un post contro il Capodanno (http://www.tradizione.biz/forum/viewtopic.php?t=11792) perché, a loro dire, è una mossa (di satana, del sionismo, dei massoni?) per oscurare l’importantissima festa cattolica che cade il primo gennaio: quella della Circoncisione di Gesù o del Santo Prepuzio.

 Secondo il Vangelo di Luca 2,21, dopo 8 giorni dalla nascita Gesù venne circonciso: “E quando furono trascorsi gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu posto nome Gesù, il nome dato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” Calcolando che per la Tradizione Cattolica (non supportata da niente se non da riti Pagani al Dio Sole), la nascita è del 25 Dicembre, il buon vecchio Gesù deve aver salutato il suo prepuzio il 2 Gennaio, ma, evidentemente, la matematica è un’opinione e si è deciso di conteggiare il 25 stesso come uno dei “giorni dopo la nascita”… mistero di fede o tattica per sottrarre l’ennesima festa ai Pagani?!

Comunque sia, il Santo Prepuzio fu asportato e, come ogni cosa kitsch e macabra, divenne una reliquia. Per lo stesso miracolo attuato da Gesù moltiplicando i pani e i pesci, anche il Santo Gingillo fu miracolosamente moltiplicato e, ad oggi, se ne contano fino a 18 sparsi per il mondo ( http://www.slate.com/id/2155745/ ). La storia della santa reliquia, comunque, non è chiara: fu regalata intorno al 800 al Papa Leone III da Carlo Magno  oppure fu regalata a Carlo Magno da sua moglie per il loro matrimonio come simbolo ben-augurante per le prestazioni presso il talamo nuziale? Non si sa, ma ben presto in giro per l’Europa ci fu un’epidemia di Santi Prepuzi. Si contendono il Sacro Pezzetto città come Roma (Basilica di San Giovanni in Laterano), Santiago di Compostela, Gerusalemme, Coulombs in Francia, Chartres, Besancon, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fecamp, Puy-en-Velay, Calcata e Auvergne.

 Ognuna di queste sante parrocchie si contente l’autenticità del Sacro Gingillo. Si chiese nel 1200 a Papa Innocenzo III di autenticare quello di Charroux, ma, ligio al suo nome, ne ebbe troppa vergogna e si tirò indietro. La disputa continuò per altri 7 secoli fino al 1900 quando la Chiesa proibì al mondo intero, pena la scomunica, di parlare, scrivere o accennare al Sacro Divin Prepuzio (decreto n. 37 del 3 Febbraio del 1900). Nel 1954 la festa in suo onore fu eliminata dai calendari per la troppa pudicizia  ecclesiastica (http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Prepuzio ).

Nel 1427 fu fondata la Confraternita del Santo Prepuzio, poi misteriosamente scomparsa in una precoce fine. Sulla base però di questi Sacerdoti del Prepuzio, venenro autenticati 8 dei 18 prepuzi in circolazione, anche se la Chiesa  ne riconosce tutti e 18(http://laici.forumcommunity.net/?t=4932964 ).

Inquietante un fatto di cronaca dei giorni nostri: nel 1970 la Parrocchia di Calcata, vicino a Viterbo, denunciò il furto del Santo Prepuzio (http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20081108060141AAteM2g). Diverse le ipotesi sulle motivazione del furto (oggetto fetish per un film porno, ingrediente per un bibitone afrodisiaco, riti satanici vari, ecc), ma, ad oggi, la polizia ancora barcolla nel buio (http://www.serenoeditore.com/milano/archeo/reliquie.htm ). Ne restano comunque altri 17 in circolo: lo preciso per rassicurare i devoti.

Diritti delle donne nei testi sacri

Il Sinodo dei Vescovi ha dichiarato che l’Islam non rispetta i Diritti Umani delle Donne:

http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_790881146.html

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, redatta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948, sancisce:

1)   Tutti gli esseri umani nascono con pari dignità e diritti.

2)   Nessun essere umano può essere discriminato per razza, sesso, età, condizione, lingua, ecc…

3)   Ogni individuo ha diritto alla vita.

4)   Nessun individuo può essere reso schiavo o comprato.

5)   Nessuno può essere torturato.

6)   Tutti hanno diritto al riconoscimento legale.

7)   Tutti sono uguali dinanzi alle leggi.

8)   Ognuno ha il diritto di muoversi liberamente nel proprio stato e negli altri.

9)   Tutti hanno diritto alla cittadinanza.

10)     Ognuno ha diritto di contrarre matrimonio indipendentemente da razza, religione, ecc… e in piena libertà.

11)     Tutti hanno diritto di opinione.

12)     Ognuno ha diritto ha diritto di riunione.

13)     Tutti hanno diritto a partecipare al governo del proprio stato.

14)     Tutti hanno diritto alla sicurezza.

15)     Tutti hanno il diritto di lavorare.

16)     Ognuno ha diritto a riposo e svago.

17)     Ognuno ha il diritto di garantire un adeguato tenore di vita, di salute e di benessere.

18)     Tutti hanno diritto all’istruzione.

19)     Tutti hanno diritto di usufruire delle attività culturali.

http://it.wikisource.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell%27Uomo_-_UNGA,_10_dicembre_1948

Vorrei vedere cosa sanciscono i testi sacri dei Cristiani e velidei Mussulmani, per vedere se davvero è solo l’Islam a non rispettare i diritti umani, soprattutto quelli delle donne. Lascio perdere poi il risvolto pratico: l’uomo interpreta ed applica come meglio gli girano i testi scritti, ritrovandoci a sopportare la Chiesa che fino a poco tempo fa affermava che la donna non aveva anima, o alcuni integralisti mussulmani che obbligano all’infibulazione. Inizierei quindi con l’affrontare i primi 5 articoli dei Diritti Umani, per dividere il lavoro in più post e non dilungarmi troppo. Non prendo poi in considerazione le pochi e sporadiche frasi che attestano una formale parità tra uomini e donne: sono poche e sempre seguite dalla specificazione  che comunque l’uomo, più o meno, è alla donna superiore o preposto.

Articolo 1

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Bibbia:

Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.” Gen 2,20

 “La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta“. Gen 2,23

E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna,
  ma la donna per l’uomo
”. 1, Corinzi 11,8

Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo. Non dare all’acqua un’uscita né libertà di parlare a una donna malvagia.” Siriace 25,24

Corano:

Gli uomini hanno autorità sulle donne, per la superiorità che Allah ha concesso agli uni sulle altre.” Sura IV,34

 

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.”

Bibbia:

Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.” 1 Timoteo 2,12

Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna, una donna che porta vergogna fino allo scherno.” Siriace 42,14

Corano:

Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori.  Allah è potente, è saggio.”  Sura II, 228 C’è da dire che qui, nonostante si ricordi l’inferiorità della donna, si ricorda anche che essa però ha diritto a diritti e a doveri. Tale garanzia di dignità della figura femminile come individuo è completamente assente dalla Bibbia.

 

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.”

Bibbia:

Mosè disse loro: “Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l’infedeltà verso il Signore…” Numeri 31,15

Mentre [Tamara] gliele dava da mangiare [le frittelle], egli la afferrò e le disse: “Vieni, unisciti a me, sorella mia”. Essa gli rispose: “No, fratello mio, non farmi violenza…” Ma egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei e la violentò unendosi a lei”. 2 Samuele 13,11

Il Signore ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia,… Ti fidanzerai con una donna, un altro la praticherà ; costruirai una casa, ma non vi abiterai; pianterai una vigna e non ne potrai cogliere i primi frutti.» Deuteronomio 28,28

«Allora il levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro . Essi la presero e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare allo spuntar dell’alba…» Giudici 18,25

Essi scoprirono la sua nudità, presero i suoi figli e le sue figlie e la uccisero di spada. Divenne così come un monito fra le donne, per la condanna esemplare che essi avevano eseguita su di lei.» “Ezechiele 23,10

Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace” Genesi 19,8

Corano:

Non ne ho trovati.

 

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.”

Bibbia:

Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio.” 1 Corinzi 11,3

Per questo darò le loro donne ad altri, i loro campi ai conquistatori, perché, dal piccolo al grande, tutti commettono frode” Geremia 8,9 Tratta delle donne.

Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore.“ Colossesi 3,18

Chi si procura una sposa, possiede il primo dei beni, un aiuto adatto a lui e una colonna d’appoggio.” Siriace 36,24

Se [la donna] non cammina al cenno della tua mano, toglila dalla tua presenza.” Siriace 25,26

Se un uomo ha rapporti con donna che sia una schiava sposata ad altro uomo, ma non riscattata o affrancata, saranno tutti e due puniti; ma non messi a morte, perché essa non è libera.” Levitico 19,20

Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge.” [1-Corinzi  14, 34]

Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.  [Efesini  5, 22-23]

Così una volta si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore.” [1-Pietro  3, 5]

Ugualmente le donne anziane… ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo.” [Tito 2, 3]

Ugualmente voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano dalla condotta delle mogli, senza bisogno di parole, conquistati considerando la vostra condotta casta e rispettosa.”  [1-Pietro  3, 1]

Così dice il Signore (a Davide): Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura…; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole;” 2 Samuele 12,11

Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere del cognato;”Deuteronomio 25, 5

la donna virtuosa… sarà data all’uomo per le sue buone azioni”. Siriace 26,3

Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale essa (la donna) sia obbligata a mortificarsi” Numeri 30,14

Corano:

“Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande” Sura Iv, 34

 

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.”

Bibbia:

È bene il tener rinchiusa la moglie cattiva.” Siriace 42,6

Nessuno gli usi misericordia, nessuno abbia pietà dei suoi orfani. La sua discendenza sia votata allo sterminio, nella generazione che segue sia cancellato il suo nome. L’iniquità dei suoi padri sia ricordata al Signore, il peccato di sua madre non sia mai cancellato.” Salmo 109,12

Se la giovane non è stata trovata in stato di verginità, allora la faranno uscire all’ingresso della casa del padre e la gente della sua città la lapiderà, così che muoia, perché ha commesso un’infamia in Israele, disonorandosi in casa del padre. Così toglierai il male di mezzo a te.»” Deuteronomio 22,20

E alla donna disse: Io moltiplicherò i tuoi affanni e le tue gravidanze: con dolore partorirai i tuoi figlioli, sarai sotto la potestà del marito, ed egli ti dominerà” Gen 3,16

Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne compassione.” Deuteronomio 25,11

Quando un uomo verrà colto in fallo con una donna maritata, tutti e due dovranno morire: l’uomo che ha peccato con la donna e la donna. Così toglierai il male da Israele.” Deut 22,22

La sua rivale per giunta l’affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo” 1 Samuele 1,6

Corano:

Se le vostre donne avranno commesso azioni infami… confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte” Sura IV, 15

Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande” Sura IV, 34

Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allah, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione” Sura XXIV, 2

 

Ovviamente, moltissimi di questi passi ledono più articolo in contemporanea. Laddove non li abbia ripetuti, ho preferito citarli solo all’interno dell’articolo che più gravemente contraddicevano.

 

Bibliografia:

      La Bibbia di Gerusalemme

      Il Corano

      http://it.wikisource.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell%27Uomo_-_UNGA,_10_dicembre_1948

Chiesa, Aids e Condom

Di un annetto fa (ma è stata resa pubblica in Italia solo da un paio di giorni) la notizia che l’Arcivescovo di Maputo, città del Mozambico, il reverendo Francisco Chimoio, ha dichiarato, intervistato in via UFFICIALE da un inviato della BBC, che l’uso del profilattico non solo non serve a niente contro il contagio Aids, ma che anzi lo incentiva, poichè SA che due paesi europei (non meglio identificati) contagiano apposta i condom da esportare in Africa col virus dell’HIV, al fine di sterminare la popolazione africana nel giro di 100 anni e di re-colonizzare il continente nero. Si vanta quindi di aver diffuso tale notizia tra i suoi parrocchiani (i cattolici in Mozambico sono il 20% della popolazione) e di averli salvati. Ricorda che solo l’astinenza predicata dalla Chiesa Cattolca può realemtne salvarli dalla morte e dal contagio.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/7014335.stm

 

 Ovvie le smentite (e l’incazzatura) delle associazione che realmente tentano di debellare il virus dell’AIDS in Africa, tra cui proprio Marcella Mahanjane, a capo dell’Associazione Nazionale in Mozambico contro l’Aids.

http://www.mg.co.za/article/2007-09-27-archbishop-hivinfected-condoms-sent-to-kill-africans

 Dopo questa riconferma delle  posizioni ufficiali della Chiesa Cattolica contro il Condom, ripropongo un vecchio articolo che avevo scritto 6 mesetti fa su http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4250.entry?_c=BlogPart

Ultimamente mi sono capitati sotto mano articoli  in cui si ripone l’attenzione della gente sulla diffusione dell’AIDS anche in Italia.. dopo l’epidemia degli anni 90, l’attenzione al problema è calata riesumando comportamenti irresponsabili che hanno causato, negli ultimi anni, una diffusione del virus anche da noi ( http://www.corriere.it/salute/08_giugno_18/adis_folla_sieropositivi_d4e73374-3d43-11dd-bfea-00144f02aabc.shtml )  . Nel mondo i casi sono sempre moltissimi: circa 40 milioni di malati, con 5 milioni di  malati in più ogni anno, di cui 800 mila sotto i 15 anni.  Ogni anno muoiono circa 3 milioni di persone per questa malattia, tra cui 580 mila ragazzini. Gran parte dei contagiati vive nell’Africa Sub-Sahariana ed è stato contagiato dopo un rapporto Eterosessuale (dati aggiornati al 2001, http://www.clicmedicina.it/pagine%20n%200/AIDS%20nel%20mondo.htm ).

Detto questo, OGNI associazione internazionale promuove il Sesso Sicuro, con campagne per l’uso corretto del Profilattico, con la lotto alla prostituzione e alla pedofilia, con l’educazione sessuale nelle scuole (che però, funziona ben poco anche qui da noi dove solo il 3% delle ragazze sotto i 18 anni sa cosa sia la Prevenzione!!!).

Ovviamente, solo un’associazione mondiale lotta contro il profilattico: la Chiesa Cattolica. In un documento del 2003, scritto dal Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del  Pontificio Consiglio per la Famiglia, si dichiara:

Ho posto in evidenza il fatto che, al fine di controllare l’epidemia, è necessario promuovere un comportamento sessualmente responsabile, insegnato attraverso una autentica educazione sessuale, che rispetti la dignità dell’uomo e della donna e che non consideri gli altri come semplici strumenti di piacere e quindi oggetti «da usare»(quindi non Educazione SESSUALE ma MORALE CATTOLICA.. sono cose diverse!). Ho anche affermato che tale comportamento sessuale responsabile trova il suo luogo ideale soltanto nell’ambito dell’amore coniugale, facendo proprie le responsabilità del matrimonio, quale donazione reciproca, esclusiva e totale di un uomo e di una donna, in una comunità di amore e di vita. (…)

La Chiesa Cattolica ha ripetutamente criticato i programmi che promuovono il condom come mezzo (…)efficace e sufficiente per la prevenzione dell’AIDS. (…)

Le diverse Conferenze Episcopali in tutto il mondo hanno espresso la loro preoccupazione riguardo a questo problema: (…)  considerano «la diffusione e la promozione indiscriminata dei condom come un’arma immorale e sbagliata nella nostra battaglia contro l’HIV/AIDS per le seguenti ragioni: l’uso del condom è contrario alla dignità umana (l’AIDS invece ne è il perfetto complemento?!?!?!); i condom tramutano il bellissimo atto di amore nella ricerca egoista del piacere, respingendo ogni responsabilità; i condom non garantiscono la protezione contro l’HIV/AIDS; i condom possono essere perfino uno dei motivi principali di diffusione dell’HIV/AIDS. A parte la possibilità che i condom possano essere difettosi o usati in modo sbagliato, essi contribuiscono al venir meno dell’autocontrollo e del rispetto reciproco» (…)

La Sottocommissione per la famiglia e la vita della Conferenza Episcopale (…) ha affermato che le campagne di promozione del condom  (…), volte a bloccare apparentemente la diffusione dell’HIV/AIDS, sono gravemente irresponsabili per tre ragioni: «perché tendono ad essere ingannevoli e a nascondere informazioni e per il fatto che non contribuiscono alla prevenzione, ma piuttosto ad una maggiore diffusione di un comportamento a rischio( quindi è meglio la più COMPLETA OMERTA’!), poiché insinuano che le autorità sanitarie approvano il comportamento e gli stili di vita che sono responsabili dell’epidemia». (…)

Inoltre, «come nella contraccezione, così anche nella prevenzione dell’infezione da HIV/AIDS, l’uso del condom non è un modo sicuro di affrontare il problema».(…)

L’astinenza fuori del matrimonio e la fedeltà nell’ambito del matrimonio, come pure l’evitare l’abuso di droga per endovena sono i soli modi moralmente e medicalmente sicuri di prevenire la diffusione dell’AIDS. (…)

La posizione della Chiesa è veramente umana e responsabile: si tratta di una chiamata al pieno rispetto della libertà della persona umana e della sua dignità. (…)

Il noto e autorevole moralista(quindi un MORALISTA non un MEDICO è la FONTE della CHIESA!!!!! Ah bhè!!!!), Dionigi Tettamanzi (…)mostra chiaramente perché il condom non può garantire il cosiddetto «sesso sicuro» quando è usato come profilattico(e come lo vuoi usare altrimenti? Come Gavettone?!). «Il Ministero della Sanità (in Italia), attraverso la Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS, frequentemente fornisce ai ragazzi, ai giovani e a quanti sono interessati, questa informazione: “la possibilità di contagio aumenta quanto più si hanno rapporti sessuali non protetti; per questo, se non sei sicuro del tuo partner, usa sempre il preservativo”. Ma veramente il preservativo è il rimedio efficace per contrastare il contagio? (…)Anzitutto, un’efficacia “tecnica”: sin dove il profilattico “preserva” dal rischio del contagio? In ambiente scientifico, si riconosce apertamente che i preservativi non sono affatto sicuri al cento per cento: si parla, mediamente, del 10-15 per cento di inefficacia, perché i virus da Aids sono molto più “filtranti” (in grado di attraversare) che non lo sperma. (…)

Un altro moralista italiano, Elio Sgreccia, attualmente Vescovo e Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scritto che le campagne basate solo sulla libera distribuzione dei preservativi «possono diventare non soltanto fallaci, ma controproducenti e incoraggianti… nell’abuso della sessualità; in ogni caso risultano prive di contenuti veramente umani e di responsabilizzazione globale della condotta». (…)

Il Cardinale Tettamanzi osserva inoltre, seguendo questa linea, che è del tutto inaccettabile che lo Stato organizzi e promuova una campagna del «sesso sicuro», a motivo della mancata efficacia del preservativo come «barriera» contro l’infezione e soprattutto per il pericolo di un uso irresponsabile della sessualità. Per esempio, quando un soldato riceve un preservativo, sa che deve prevenire il contagio; ma, allo stesso tempo, è anche indotto a credere che qualunque atto sessuale è lecito. (…)

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_20031201_family-values-safe-sex-trujillo_it.html

Ne segue l’apologia della Castità come unica fonte di protezione e la condanna totale dell’uso del condom in quanto inefficacie. La cosa interessante è che il Condom è Inefficace SOLO nel 10 % dei casi (se va male), vuol dire (cosa che però la Chiesa non nota) che nel 90% dei casi ha effettivamente protetto dalla trasmissione della malattia. Per la Chiesa, evidentemente, questo 90% non vale nulla e preferirebbe che tale popolazione non avesse usato uno strumento demoniaco come il profilattico; il che, stando alle stime sopra riportate, comporterebbe  5 milioni di persone (ponendo caso fosse tale 10% di inefficacia) per 100 =   45 milioni di ammalati in più all’anno, cioè il 90% della popolazione che usa i condom!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non riporto tutti i siti e le associazioni serie che studiano l’uso del profilattico come unico mezzo per evitare il contagio (a parte la castità completa e assoluta… che, va bene tutto, ma è una stronzata Cattolica e Basta!), ma sprono invece a collaborare con esse attivamente.

 

Non commettere atti impuri I

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, CAPITOLO 6:

 NON COMMETTERE ATTI IMPURI

-I-

 

Piccolo riassunto sulle posizioni ufficiali della Chiesa Cattolica sul sesso e tutto quello che lo concerne.

Partirò usando gli articoli del Catechismo ufficiale, analizzandoli tutti (a più puntatte) e introducendo di volta in volta altrri documenti uffiali, come enclichiche, compendi, ecc….

 

Innanzi tutto è bene notare che nel Catechismo della Chiesa Cattolica la parola sesso non è mai scritta… si parla di sessualità,concetto vario ed eventuale. Per far chiarezza, ecco come lo Zanichelli 2007 definisce le due parole:

         sesso: attività sessuale ed  i problemi ad essa attinenti

         sessuale: che si riferio scoposce al sesso

         sessualità: insieme di caratteri fisici, funzionali, psicologici e culturali legati all’attività sessuale.

Se il sesso quindi è attività, la sessualità include in senso più ampio tutto quello che al sesso sta attorno, dalla società alla psicologia, dall’etica alla morale, ecc… da notare, come ogni cultura abbia avuto la sua personale idea di quello che era lecito o meno fare nel talamo, in quanto esprimevano chiari giudizi morali che esulavano il mero concetto di attività fisica che il sesso, in essenza, è. Il sesso quindi è uguale da sempre, mentre è il concetto di sessualità che muta continuamente.

 

Detto questo, iniziamo con l’analisi del Articolo 6 del Catechismo: il sesto comandamento, non commettere adulterio.

Già è interessante che il sesso sia introdotto in questo frangente e non in uno più positivo, come poteva essere il capitolo su “ama il prossimo tuo”.

 

I.      << Maschio e femmina li creò…>>

 

2331: l’uomo ha la vocazione all’amore.

Ma cosa si intende per “amore”?

Il dizionario lo definisce come: profondo sentimento di affetto per una persona che si manifesta generalmente in un disinteressato desiderio di farle del bene e in un bisogno di vivere con lei.

Per definirlo invece per la Chiesa ricorro all’enciclica Deus Caritas Est di Benedetto XVI. Nella prima parte, nel paragrafo 2, introduce tre tipi di amore: l’eros, l’agape e la filia. Dice che il Cristianesimo ha vittoriosamente fatto trionfare l’agape, spodestando l’eros, che lui arbitrariamente definisce nel paragrafo 4 come “pazzia divina” che fa perdere il controllo all’uomo tanto da rendere sacra la prostituzione e da auto degradarsi nella deflagrazione delle passioni incontrollate. L’agape è il vero amore, che lui nel paragrafo 6 definisce, di nuovo arbitrariamente, come “cura dell’altro e per l’altro, tanto che diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca”. Personalmente, trovo una simile definizione di quello che dovrebbe essere l’Amore molto (devastantemente) triste… perché identificare l’amore mediante attributi negativi? Rinuncia, sacrificio, auto-sofferenza… bell’idea.

Tornando alle definizioni, i veri significati dei tre termini sono (dizionario GI):

         filia: affetto, attaccamento, amicizia… potremmo dire il sentimento che vige tra due amici o tra fratello e sorella.

         eros: amore, passione, desiderio… potremmo dire che sia l’amore travolgente degli innamorati.

         agape: carità, affetto, elemosina… per comprenderlo meglio, dirò anche che deriva dal verbo agapao, che significa: trattare con affetto, coccolare, accontentarsi. Lo attribuirei ai sentimenti che nutro per il mio gatto, o quelli che mi muovono a impegnarmi nel volontariato.

Abbiamo quindi chiarito il primo punto della trattazione sull’amore e il sesso del Catechismo: l’uomo è finalizzato, è votato, all’agape (per usare la terminologia benedettina) che è carità, affetto ed elemosina verso il prossimo.

 

2332: la sessualità concerne ogni aspetto della vita dell’uomo, nell’affettività, nella capacità di amare di procreare.

Diciamolo, se per amore s’intende l’agape, la mia voglia di sessualità decade allo zero termico assoluto. Se poi si riprende in mano la definizione benedettina del termine agape (rinuncia, sacrificio e dolore), c’è da domandarsi perché i cristiani figlino, se il sesso che concerne l’amore è tutto questo dolore fisico e morale… propendo per la tesi che siano tutti intrinsecamente o masochisti (provano piacere nel dolore) o ignoranti, nel senso che ignorano cosa il Papa intendi per amore e continuino a pensarlo come eros, e non come agape.

 

2333: ogni essere umano deve riconoscere e accettare la propria identità sessuale, che si caratterizza da differenze e complementarietà fisiche, morali e spirituali, tutte comunque e univocamente orientate al matrimonio e alla famiglia. Da tutto questo dipende l’armonia dell’intera società.

Qui s’iniziano ad ampliare i piani.

Nel Compendio al Catechismo voluto sempre da Benedetto XVI, si spiega questo punto tagliando le implicazioni sociali e riducendo il tutto a “ogni uomo deve accettare la propria identità sessuale” (punto 487). Ovviamente, è una frase troppo libertina perché sia accettabile dalla Chiesa Cattolica, che introduce subito dopo, nel Catechismo, il concetto di differenze e complementarietà fisiche… il che significa che un uomo non deve tanto accettare la propria identità sessuale (che è di diversi tipi), ma deve soggiogare alle proprie caratteristiche fisiche che dettano univocamente quello che l’identità sessuale dovrà per forza di cosa essere. Non si parla di psicologia in nessuno dei testi cardini della dottrina della chiesa, ma solo di fisicità che detta l’identità sessuale (se nasco con le tette devo avere un’identità sessuale femminile), la morale consona (se ho un’identità femminile, in base alla legge ecclesiastica della complementarietà dovrò essere anche eterosessuale, perché moralmente giusto e moralmente abominevole il contrario) e lo spirito con cui vivere tale sessualità. Da questa perfetta macchina indottrinale e creatrice dipenderebbe, per la Chiesa, la salute di tutta la società umana. Tale punto è sottolineato nel Compendio alla Dottrina Sociale della Chiesa al punto 224, in cui la Chiesa prende una posizione di netto rifiuto verso le cause culturali e sociali dell’identificazione sessuale di una persona, ma ribatte che spetta solo al singolo individuo, indipendentemente dal contesto in cui vive e in cui è cresciuto, accettare la propria fisicità come unica e univoca prova della propria identità sessuale. Il tutto è finalizzato alla creazione del nucleo familiare sancito dal matrimonio come unico lecito per ogni società umana, frutto di una non meglio identificata “legge naturale”. Si conclude che “L’identità sessuale è indisponibile, perché è la condizione oggettiva per formare una coppia nel matrimonio”: nessuno quindi ha la libertà di disporre della propria sessualità né della propria identità sessuale, in quanto l’unico fine è il matrimonio che non è una libera scelta ma un obbligo”naturale” vincolante per ogni essere umano. Mi chiedo allora come sono possibili milioni di esempi di società con parametri diversi che risultavano essere sane comunque…né come mai ci sono milioni di società con identici parametri che sono tare e cancri per il mondo stesso…

 

2334: uomini e donne hanno pari dignità.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica questo è il massimo per le pari opportunità che si può ottenere. Non si dice mai, mai e poi mai, assolutamente mai, che uomini e donne hanno pari DIRITTI, ma solo pari dignità… La stessa solfa sulla pari dignità è ripresa al paragrafo 1934 in cui si dice che,  essendo stati creati dallo stesso dio, uomini e donne hanno la stessa dignità (che spetta comunque a tutte le creature create da dio). Dalla dignità deriverebbe poi l’uguaglianza (concetto che però non viene sviluppato… in che senso uguaglianza? Di diritti o di semplice riconoscimento della stessa condizione di esseri umani? Dico questo perché nel Medioevo la donna non era considerata essere umano a pieni diritti ma solo surrogato umano, forma umana, ma inferiore all’uomo) e sempre da tale dignità ne conseguono dei diritti (paragrafo 1935). Sia ben chiaro che non si stanno affermando pari diritti, perché subito in 1936 si sottolinea che dio ha creato ogni essere umano diverso dall’altro, con talenti differenti, e che il vero uomo sa riconoscere e seguire questo  talento naturalmente connotato nella sua essenza… il che significa che spesso gli uomini devono scendere a patti e mestamente seguire la loro natura perché (paragrafo 1937) questo è stato deciso da lui (dio). Sono condannate solo alcuni tipi di disuguaglianze di trattamento (1938), ma non tutte, perché alcune sono volute da dio stesso, a cui l’uomo deve sottostare. Diritti sì, ma con paletti, limitazioni e senza il diritto ad avere diritti. Nel Compendio alla Dottrina Sociale, al punto 111, si ribadisce che uomo e donna hanno pari dignità perché entrambi creati da dio. Solo nel “rapporto di comunione reciproca (…) realizzano profondamente sé stessi”, nel “dono sincero di sé”, che si concretizza solo nel matrimonio, come unica fonte di realizzazione per il genere umano. Per giustificare questo passo si rimanda all’Antico Testamento, in Osea 1-3. In Os 1,2 si legge: “Quando il Signore cominciò a parlare a Osea, gli disse: << Và, prenditi in moglie una prostituta e abbi figli di prostituzione, poiché il paese non fa che prostituirsi allontanandosi dal signore>>” e quando questa gli partorisce dei figli, allora il Signore gli dice” <<Và, ama una donna che è amata da un altro ed è adultera (…)>>” e Osea va’ e la compra per 15 pezzi d’argento (Os 3,1-3). Mi sembra il passo perfetto da cui prendere spunto per legiferare in materia matrimoniale e per  parlare della dignità della donna. L’altro documento a cui rimanda il compendio è la Gratissima Sane di Paolo VI,del 1994. Al paragrafo 6 si dice che grazie alla Genesi “è possibile distinguere (…) la realtà della paternità e maternità e perciò della famiglia umana” e subito si specifica “Ai nuovi esseri dio dice benedicendoli: <<Siate fecondi e moltiplicatevi (…)>>”. Nel paragrafo 8 si prosegue sulla stessa solfa: “Maschio e femmina per costituzione fisica, i due soggetti umani, pur somaticamente differenti, partecipano in modo ugule alla capacità di vivere nella verità e nell’amore”. Il concetto è chiaro: nel paragrafo che parla dell’uguale dignità di uomini e donne, l’unica cosa che si dice è che uomini e donne hanno uguale dignità ma non diritti, e che sono obbligati per “legge naturale” a metter su famiglia, non liberamente, ma come imposizione naturale e sociale, al fine, unico e innegabile, di mettere al mondo dei figli. In questo sta la dignità umana e l’impossibilità di dichiarare uguali diritti tra uomini e donne, perché le differenze tra di loro sono fondamentali e funzionali per un unico destino e futuro. I diritti che ledono questo obbligo superiore  devono decadere. E’ grazie a questa posizione ambigua che la chiesa può invocare il non diritto dei gay a partecipare anch’essi ai diritti fondamentali dell’uomo o a negare il diritto degli handicappati a sposarsi, o delle donne a fare gli stessi lavori degli uomini ecc… non esistono diritti universali, ma l’universale compito di fare figli degli esseri umani, che non hanno altro scopo, diritto, fine se non la procreazione in una famiglia legata da una non verificata “legge naturale”.

 

2335: ribadisce il concetto espresso in 2334, e cioè che gli uomini e le donne hanno pari dignità ma in modo diverso. Chiarisce poi che solo uomo e donna sono accettabili come unione, in conseguenza logica al concetto di complementarietà e di accettazione della naturale forma fisica della propria sessualità (o, meglio, dei propri organi sessuali. Sono questi che determinano l’identità sessuale, non lo sviluppo psico-fisico adolescenziale).

 

2336: ricorda che il sesto comandamento biblico recitava “non commettere adulterio”, ma la Chiesa, spinta da Gesù che recitava “(…) chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio (Mt 5,28)”, ha deciso di interpretarlo in senso ampissimo includendo ogni aspetto della sessualità umana (fisica, culturale, emotiva, psicologica, ecc) che vada contro la “castità”, che il dizionario definisce come “essere casto” dove “casto” è definito come “che si astiene dai piaceri, puro”. Il che significa che la Chiesa impone la castità da ogni tipo di piacere, al fine di non contravvenire al comandamento da lei reinterpretato liberamente nel XI sec d.C. 

Chiesa contro ONU

Tre giorni e tre nette posizioni fondamentaliste della Chiesa contro le risoluzioni Onu: contro il documento per la depenalizzazione delle discriminazioni verso gli omosessuali, contro le discriminazioni verso i portatori di handicap e contro la difesa di tutte le vittime delle bombe a grappolo.

 

L’altro ieri, il Vaticano ha tuonato dall’alto della sua carità, un sonoro “no” contro la proposta ONU per la Depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo (http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html ). I motivi sono vari: depenalizzare vuol dire legalizzare un abominio (per la Chiesa, non certo per chi scrive); depenalizzare vuol dire tutelare gli omosessuali; depenalizzare significa sollecitare gli stati che li discriminano a non farlo più (il Vaticano in primis è lo Stato al primo posto per discriminazioni: contro le donne, i gay e gli handicappati); depenalizzare significa tutelare indiscriminatamente i diritti di queste persone. Il discorso del Vaticano è chiaro: se depenalizziamo l’omosessualità, dovremo dar loro pari opportunità sul posto di lavoro… ricordo a tal proposito il documento stillato per urlare “no” contro la Costituzione Europea (http://www.zammerumaskil.com/rassegna-stampa-cattolica/speciali/nove-motivi-contro-il-trattato-di-lisbona.html ); cito l’articolo 4 di tale “documento”: “(…)  L’inclusione di questo cosiddetto «orientamento sessuale» in materia di discriminazione, equivale a equiparare le differenze di razza, età e origine al vizio omosessuale, affermazione che probabilmente non torna molto utile alla causa delle minoranze.   Inoltre, questo criterio potrebbe essere utilizzato per imporre omosessuali nei posti di lavoro e in incarichi nei quali, secondo la morale e il senso comune, essi non trovano collocazione, come il sacerdozio, l’istruzione fisica, l’insegnamento scolastico e, perfino, come genitori adottivi o affidatari.   (…) Ci sono ambiti in cui considerare l’orientamento sessuale non è discriminare ingiustamente, per esempio nel dare bambini in adozione o in affidamento, nell’assunzione d’insegnanti e allenatori e nel reclutamento militare.   Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, alla casa ecc. Nondimeno, questi diritti non sono assoluti. Possono essere limitati legittimamente in relazione alla condotta esterna oggettivamente disordinata. Questo talora non è soltanto lecito, ma obbligatorio.   (…)” ( per il mio articolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4261.entry ).

Se passa la depenalizzazione, saremo (saranno) costretti a trattare queste persone come esseri umani, eliminando dai testi dottrinali affermazioni come che la tolleranza del male ( l’omosessualità, ndr) è qualcosa di molto diverso dall’approvazione o dalla legalizzazione del male o la ben più “misericordiosa” massima A sostegno della legalizzazione delle unioni omosessuali non può essere invocato il principio del rispetto e della non discriminazione di ogni persona. Una distinzione tra persone oppure la negazione di un riconoscimento o di una prestazione sociale non sono infatti accettabili solo se sono contrarie alla giustizia (testo di Joseph Card. Ratzinger, in CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI, per il mio aricolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4036.entry ) .

Divertente (o tragica) una delle motivazioni per cui il Vaticano ha detto “no”: “molti altri stati non l’hanno accettata”, per la serie: se non lo fano loro, perchè dovrei farlo io?! Evidentemente, per tornare al discorso, il Vaticano dimentica che Nel mondo sono circa un’ottantina i paesi che hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. La pena capitale è prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana (l’unico Stato latinoamericano dove l’omosessualità è reato), Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados. (…)Ma condanne e punizioni sonno ampiamente diffuse in molte zone del mondo. E non solo il carcere ma anche i lavori forzati. In Guinea Bissau, per esempio. Oppure l’Angola e il Mozambico. Ed ancora multe e pene cosidette “più lievi” (come qualche anno di carcere). Si passa dai 14 del Malawi, ai 20 della Malesia, ai dieci della Maldive. ( http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/scheda-omossessualita/scheda-omossessualita.html )”

Il Vaticano è sicuramente in buona compagnia, sarà contento.

 

Di ieri, invece, il clamoroso “no” della Santa Madre Chiesa contro la proposta ONU per i pari diritti degli disabili(http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-disabili/vaticano-disabili.html). Anche qui, non c’è da stupirsi: dare pari diritti anche a loro significherebbe la fine delle discriminazioni vaticane contro queste persone a cui la Chiesa, dall’alto della sua divina autorità, nega la possibiltà di sposarsi, per esempio; come non ricordare il caso di due ragazzi in procinto di sposarsi in chiesa a cui fu negata la cerimonia perchè lui, vittima di un incidente streadale che lo aveva lasciato su una sedia a rotelle, non poteva far più rizzare il pene per ingravidare la novella sposina (http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_07/matrimonio_paraplegico_viterbo_077d3190-34bf-11dd-befe-00144f02aabc.shtml) … quanta umanità e che alta considerazione dell’amore (nel Deus Caritas Est, Ratzingher definisce “amore” vero l’agape, che significa: “carità, affetto, elemosina”, dal verbo agapao che significa “accontentarsi, trattare con affetto”, dal dizionario GI; declina poi la definizione dicendo “l’amore è (…) cura del’altro e per l’altro, tanto che diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca (…))!!! Anche per questo “no”, la Chiesa porta diverse motivazioni: pari diritti significa permetter ai disabili di accedere ai servizi statali in ogni campo, compreso quello, ove previsto, dell’aborto… come dire che se hai diritto a un diritto (che è un diritto e non un dovere) allora ne usufruirai di sicuro (ho diritto a portare un’arma, e infatti giro con un bazooka in borsetta…). Mi ricordano le dichiarazioni ecclesiastiche contro  il profilattico: promuovere il profilattico come prevenzione contro il contagio Aids significa incentivare i contagi stessi (http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_20031201_family-values-safe-sex-trujillo_it.html per il documento ufficiale, altrimenti per il mio articolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4250.entry?_c=BlogPart ) … non so, lo ammmetto, con che logica si possa sostenere una posizione simile, ma la fede è, per definizione, la credenza nell’irrazionale. Tornando ai pari diritti: darli ai portatori di handicap, significherebbe dar loro il diritto al matrimonio e alla costituzione di una famiglia, all’allevamento dei figli; dar loro la possibilità di autodeterminazione propria (per i diritti umani) di ogni essere umano… Le stesse persone, però, che per la Chiesa non hanno diritto a sposarsi o a fare figli, sono le stesse che la Chiesa ammette con grandi sorrisi al sacerdozio e ai sacramenti… ma non dovrebbe valere lo stesso discorso?! Se non sono perfettamente capaci, per comprendere appieno il concetto di famiglia o di lavoro, allora non dovrebbero nemmeno comprendere appieno i gesti sacerdotali o l’alta teologia necessaria per prendere i sacramenti. So bene che per la Madre Chiesa (madre di che visto che sono tutti uomini casti?!), che addita contro natura il sesso, ma che promuove la castità (a livello naaturale, è la castità ad essere abominio, non il sesso, che sia tra eterosessuali o meno…) la coerenza è un optional, ma qui l’ipocrisia la fa da padrona.

 

Infine, di oggi l’ennesima dichiarazione intransigente contro la risoluzione Onu per proibire le bombe a grappolo. La Chiesa è ben felice  di sostenerla, ma a patto che sia eliminata la seguente frase: “(…)provvedere assistenza specifica in ragione dell’età e del genere delle vittime delle munizioni a grappolo (…)” perché il termine “genere” potrebbe, sempre per il Vaticano, essere frainteso… il Papa chiede che venga sostituito con il lessema fondato sull’identità sessuale biologica, maschio o femmina”. La Santa Sede “esclude, dunque, interpretazioni equivoche basate su visioni del mondo che affermano che l’identità sessuale può essere adattata indefinitamente per seguire proposte nuove e diverse”. (http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/12_dicembre/03/cluster_bomb_ok_santa_sede_a_convenzione_postilla_su_gender,17094150.html ) Il che significa che sì, bisogna aiutare i feriti e le vittime di tali bombe, ma a patto che siano sani eterosessuali, altrimenti no… un trans o un gay non saranno curati adeguatamente perché non si vuole sostenere le loro perverse inclinazioni… sono senza parole.

 

La Chiesa, come avrà notato chi non ha due ostie sugli occhi, si arrocca, di questi tempi, in posizioni fondamentaliste e medievaleggianti per tentare di salvarsi dall’ormai dilagante fuga dei fedeli. Si alleò con Bush (BUSH!!!) e la sua politica antiabortista, chiudendo un occhio sulle due vergognose guerre iniziate dallo stesso. Si congratulò con Berlusconi (BERLUSCONI!!!) per l’elezione, perché contrario ai Pacs, chiudendo un occhio su processi per corruzione, per falso in bilancio, per concussione, per affiliazione alla mafia, per spionaggio, per illegalità diffusa…

La Chiesa è giunta al punto tale da promuovere regimi anticostituzionali e contrari ai diritti umani pur di ottenere privilegi e conferme alle proprie discriminatorie dottrine.

Perché salvare milioni di omosessuali dal carcere o dalla forca se, salvarli, significa farli vivere in mezzo a noi serenamente?!

“Che ne muoiano pochi milioni per salvaguardare la nostra divina morale… Dio è con noi, tutti gli altri, come ben ricordato nei documento prima riportati, non hanno diritti né diritti ad averne.”

Sex Crimes and Vatican

Riporto tutto il testo de SEX CRIMES AND VATICAN, il documentario del 2006 della BBC che accusa e dimostra i crimini commessi dalla Chiesa e dall’attuale Papa… Ci sono passi in cui i preti-pedofili e le vittime descrivono gli abusi, quindi è un po’ (tanto) forte…
 

SEX CRIMES AND VATICAN

 

Interno, Tribunale, il Pubblico Ministero e Padre Oliver O’ Grady

PM: Mostri alla telecamera come pensa di apparire quando commette un abuso sessuale, come se lo stesse facendo adesso.

O’ Grady: ok!

PM: Può mostrarcelo ora, Oliver?

O’ Grady: ora ve lo mostro.

Speaker: questo è padre Oliver O’ Grady, un prete cattolico. La Chiesa sapeva che era pedofilo.

PM: Come saluterebbe una ragazzina che sa approcciando? Supponiamo che si chiami Sally.

O’ Grady: Ciao, Sally. Come stai? Vieni, fatti abbracciare. Sei bella lo sai? Tu per me sei davvero speciale, mi piaci molto.

Speaker: Invece di denunciare O’ Grady la Chiesa lo protesse, nascondendolo alle autorità. Quando si venne a sapere quello che succedeva a Ferns, le autorità ecclesiastiche locali, in ossequio alle direttive segrete della Chiesa Cattolica, misero tutto a tacere. Responsabile di quella imposizione fu il Cardinale Joseph Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI.

 

Esterno, giorno, Contea di Wexford, Irlanda

Speaker: La diocesi di Ferns è una striscia di città e villaggi che popolano la costa. Quattro anni fa, Padre Sean Fortune si trovò al centro di un’inchiesta a largo raggio sugli abusi del clero sui minori. Lo scandalo venne fuori quando si parlò di un documento segreto del Vaticano, che copriva gli stupratori e riduceva al silenzio le vittime degli abusi. Colm O’ Gorman fu una delle vittime ed è tornato a Ferns per fare i conti col suo passato. All’età di 14 anni Colm fu violentato da Padre Fortune.

Colm: Ogni domenica mattina, dopo aver abusato di me, Padre Fortune mi lasciava nel suo letto e scendeva a dire la sua prima messa. Poi tornava ad abusare di me. In seguito andavamo a far colazione insieme e dopo presenziavo alla sua seconda messa.

Speaker: la Chiesa locale sapeva che Padre Fortune era un pedofilo, ma invece di informare la Polizia cominciò a trasferirlo da una parrocchia all’altra. Quando esplose lo scandalo Padre fortune si ammazzò prima del processo. Indagando su chi lo aveva aiutato a nascondere le sue malefatte, Colm riuscì a scoprire che era stato il più vecchio esponente della diocesi: l’Arcivescovo Brendan Comiskey.

Giornalista:  Comiskeyè stato lei  ad aiutare Padre Fortune ad abusare dei suoi ragazzi?
COMISKEY: Quando venni a conoscenza del fatto, lo cacciai dalla parrocchia e lo indussi ad andare da uno psicoanalista.

Giornalista: Dopo che erano trascorsi sei anni? Perché non lo ha fermato prima?

Speaker: quella stessa settimana Komiskey fu richiamato a Roma.

Comiskey: giovedì scorso ho presentato al Papa le dimissioni come Vescovo di Ferns. Sono stato a Roma appunto per questo.

Speaker: Comiskey si dimise. Dopo le sue dimissioni ci furono tante altre storie di abusi. Adesso Colm dirige una associazione irlandese che si occupa delle vittime. Ha ottenuto l’apertura di un inchiesta. Lo scorso ottobre fu scoperto che la copertura dell violenze aveva coinvolto diversi preti.

COLM: Il giornale locale ha descritto con abbondanza di particolari le violenze esercitate da ventisei preti su un centinaio di adolescenti. I preti erano coperti dalla cultura del segreto e dal terrore dello scandalo che hanno indotto il nuovo vescovo ad anteporre gli interessi della Chiesa alla sicurezza dei bambini.

Speaker:  le indagini misero in luce come il documento segreto Crimen Sollicitationis decretasse cosa fare con i preti pedofili. Incontrando le altre vittime di Ferns, Colm si rese conto che il documento indicava come mettere a tacere le accuse di abusi.

AIDAN DOYLE (una delle vittime di Ferns): sto guardando la stanza in cui accadde, 40 ani fa… dopo quarant’anni mi ricordo ancora di quello che accadde dietro quella porta, nella pace e nella quiete di un sabato pomeriggio, dietro quella finestra.

Speaker: Aidan Doyle fu educato dai preti,  in una scuola cattolica.

AIDAN: il terrore cominciò verso le 3, quando Padre fortune entrò in camera mia col pretesto di aiutarmi ad imparare la musica. Un attimo dopo tutto cambiò. Mi  gettò improvvisamente sul letto, mi intimò di giacere accanto a lui sul letto, come fosse la sua area privata. Poi mi… (emozionato) picchiò e mi violentò. Diceva: “ mi sarai intimamente vicino. Sarai la mia persona speciale”. Fu allora che finirono le mie speranze e i miei sogni. E mi chiesi quanto sarebbe durato quell’incubo.

Speaker: Dopo l’aggressione, Aiden raccontò a un altro prete quello che gli era accaduto, ma questi, invece di rivolgersi alle autorità, invocò i dogmi della fede, impedendo ad Aidan di confidarsi con qualcuno.
AIDEN: Mi disse: “ applicherò il segreto confessionale, non dovrai mai parlare dell’accaduto. Dovrà restare un segreto”. Ma subito dopo mi chiesi perché avrei dovuto farlo,visto che non ero io il colpevole.

Speaker: Aidan non lo sapeva, ma il dovere del silenzio era parte di una delibera segreta della Chiesa Cattolica, chiamata Crimen Sollicitationis. La direttiva fu emanata nel 1962 ed ai vescovi cattolici di tutto il mondo fu raccomandato di tenerla in cassaforte. Istruisce su come trattare con i preti che adescano dal confessionale. Ma tratta anche di atti esterni ed osceni con bambini di entrambi i sessi, di pedofilia.

Originariamente scritto in latino, impone l’assoluta segretezza alla vittima, al prete incriminato, ai testimoni. La pena per chi rompe il giuramento è la scomunica immediata.

AIDEN – Mi fu detto di non parlarne mai più. Che era finita. E che col tempo avrei dimenticato. Che non avevo nulla di cui preoccuparmi. E che dovevo perdonare. Dovevo perdonare il mio aggressore. E lui doveva perdonare me. Loro erano giudici, giuria e tutto. Non avevo alcuna opportunità di ricevere comprensione. Non c’era nessuna possibilità di essere capito. Non seppi cosa significasse, questo, se non che non dovevo più parlare dell’accaduto.

Speaker: Aiden restò così impaurito che ha taciuto per quarant’anni. Il prete che l’ha stuprato non è stato mai punito. Per capire a fondo il Crimen Sollicitationis, Colm si incontrò con Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interessamento agli abusi del clero.

DOYLE – Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica i copertura dei casi di abuso commessi dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l’attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C’è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto. L’obiettivo è proteggere la reputazione dei preti, finchè la Chiesa non compia indagini. In pratica copre i preti pedofili.

Speaker: Fu Ratzinger a imporlo per 20 anni, l’uomo eletto Papa lo scorso anno. Nel 2001 Ratzinger emanò il seguito del Crimen Sollicitationis. Lo spirito era lo stesso. Ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò una copia ad ogni vescovo del mondo. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano. In altre parole solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori.

DOYLE: E’ tutto controllato dal Vaticano, e a capo del Vaticano c’è il Papa. Joseph Ratzinger si occupò di questo per parecchi anni, dopo l’emanazione del Crimen Sollicitationis. Ha emanato il seguito del Crimen, e ora è Papa. Tutto questo significa che le regole e l’approcciosistematico non sono cambiati.

COLM: il nuovo documento fu un’opportunità mancata di modernizzare l’atteggiamento della Chiesa, proprio mentre savano esplodendo gli scandali più gravi negli Stati Uniti.

 

Speaker: Colm andò allora a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematica da parte delle gerarchie ecclesiastiche.

COLM – Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti. Un rapporto degli USA denuncia 4.500 preti accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.

Speaker: – Il centro degli scandali era Boston, e la storia si ripetè ancora una volta: i preti accusati venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all’altra. Nuovamente veniva operata una copertura sistematica. Al vescovo prontamente allontanato subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis nelle diocesi del Minnesota.
WAL: Ero parte del sistema, ma mi accorsi di essere manovrato ingannevolmente. Fu la “notte dello spirito”. Tutto quello in cui avevo creduto per 10 anni… Decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa.

Speaker: Quando un prete fu accusato di abusi, fu semplicemente trasferito e Padre Patrick prese il suo posto.

WAL: La maggior parte dei casi non fu mai scoperta. La Chiesa è riuscita proprio in questo. Quello che realmente la Chiesa vuole nei casi di abuso e violenza sui bambini, è che nessuno lo scopra, che tutto sia messo a tacere, che tutto sia soffocato. Se c’è bisogno di pagare, o di trovare un accomodamento, viene fatto. Avevamo un budget di 7 milioni di dollari nel 1996, destinato a questi casi. Ma soprattutto, dovevamo rispettare l’ordine che imponeva il segreto e dovevamo attenerci a quest’ordine, per soffocare gli scandali. Si poteva fare il possibile per le vittime, ma l’essenziale era mantenere la stabilità, la pace e la calma. Quindi quello che si doveva realmente fare era celare lo scandalo.

Speaker: Padre Patrich allora lasciò il clero e si unì ai difensori delle vittime. Il primo caso che affrontò fu quello di uno stupratore insaziabile, Padre Oliver O’ Grady, ordinato in Irlanda, ma operante in California.

O’GRADY: Giuro davanti a Dio che la deposizione che sto per fare sarà la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Speaker: O’ Grady depose l’anno scorso in un processo nel quale era accusato di aver sodomizzato un bambino più di cento volte.

O’GRADY: Se il bambino era alto o grasso non mi attirava.  Preferivo bambini che fossero piuttosto magrolini, dei quali mi attraeva la zona genitale, che una forza irresistibile mi costringeva a toccare, a scoprire, a guardare. Solo in questo tipo di bambini.

Speaker: ha ammesso che le sue vittime sono state almeno 30 in 20 anni.

PM: Si sentiva attratto anche dalle ragazzine? Le trovava attraenti?

O’ GRADY: Se avevano un vestito corto, o qualcosa di simile, che mi tentava, sollevavo le loro vesti quasi inconsciamente, o meglio, in maniera che loro non se ne accorgessero. Volevo solo guardare i loro indumenti intimi.

PM: E lo trovava piacevole?

O’ grady: Si, certo! Provavo più piacere che a toccarle. Nel caso delle bambine, almeno.

PM: Come saluterebbe una ragazzina che sta approcciando? Supponiamo che si chiami Sally.

O’ Grady: “Ciao, Sally, come stai? Vieni, fatti abbracciare. Sei bella lo sai? E per me sei davvero speciale. Mi piaci molto”. Lei potrebbe rispondere: “Anche tu mi piaci” e io l’abbraccerei più stretta.

Speaker: O’Grady fu messo in prigione per sette anni. Adesso vive in Irlanda. Le sue vittime accusano il suo superiore, il cardinale di Los Angeles, Roger Mahoney, di aver trasferito O’Grady da una parrocchia all’altra per evitare lo scandalo.

PM: Il vescovo sapeva degli abusi, nel 1976?

O’ GRADY: Si!

PM: Li aveva già commessi, giusto?

O’ GRADY:  Si!

PM: Dopo quello che ha fatto si ritiene ancora un Prete?

O’GRADY – Certamente no.

Speaker: Nel 2002 la Chiesa cattolica americana reagì allo scandalo che montava, istituendo un’associazione indipendente, chiamata Comitato Nazionale per il Riesame.  Questi, per prima cosa, analizzò la reale portata del problema.

ANNE BURKE (Comitato Nazionale per il riesame): La cosa più interessante riscontrata fu che la situazione non era epidemica. Nessuna diocesi aveva più casi di abuso rispetto alle altre. Il Comitato rilevò una situazione endemica: dall’Atlantico al Pacifico. Le stesse percentuali di violenze sessuali in ogni diocesi.

SPEAKER: Il Comitato analizzò questi problemi e i risultati indussero il Presidente del Comitato stesso a paragonare la segretezza della Chiesa a quella della Mafia.

Giornalista: Frank Keating, Governatore dell’Oklahoma, si è dimesso da Presidente del Comitato nazionale del Riesame. Il Comitato indaga sugli abusi sessuali commessi dai preti cattolici e Keating ne era a capo da appena un anno. Il contenzioso è cominciato con l’intervista rilasciata da Keating a L.A. TIME, in cui comparava la gerarchia ecclesiastica a Cosa Nostra.

SPEAKER:  Nella lettera di dimissioni Keating disse: “i preti non obbediscono ai mandati di comparizione, fanno sparire i nomi  degli stupratori. Questa è una organizzazione criminale, non la mia Chiesa”.

Il Comitato comunque andò avanti e produsse una Carta per la protezione dei bambini. In tutto l’Occidente le accuse contri i preti provocarono risposte di questo tipo. In Inghilterra la Chiesa Cattolica ha introdotto un sistema di protezione dei bambini. Ma queste direttive sono frammentarie e il Vaticano non ha un solo documento fatto per proteggere i bambini dagli abusi sessuali da parte dei preti.

COLM: In America, nonostante la spinta alla trasparenza, quando l’attenzione dei Media calò, la Chiesa continuò ad analizzare le accuse in segreto, continuando ad emarginare le vittime.
BURKE: Non abbiamo esaminato prove sufficienti a dimostrare  che siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Non possiamo fidarci e la situazione sta peggiorando, perché la Carta viene osservata sempre meno e molte diocesi non riescono a trasferire i preti incriminati. Non possiamo aver fiducia, stando così le cose. Pensavamo che gli ultimi quattro anni avessero insegnato sia a noi che ai vescovi  abbastanza per riuscire a tenere la situazione sotto controllo. E invece da quello che avviene nella Chiesa ci accorgiamo che ogni mese, ogni settimana accade qualcosa di nuovo e ci spinge a credere che la Chiesa non impara niente dagli errori del passato.

SPEAKER: C’è incompatibilità la legge civile e le regole della Chiesa, tra la protezione dei bambini e gli ordini del Cardinale Ratzinger.

PADRE TOM DOYLE: Non esiste nessun accordo per aiutare le vittime e nemmeno quelli che cercano di aiutarle, esiste però un accordo tacito per mentire sulla esistenza del problema. In quanto ai preti incriminati, non vengono sottoposti a inchiesta né perseguiti, ma semplicemente rimossi in segreto e senza rivelare i motivi del provvedimento. C’è una totale mancanza di considerazione per le vittime e per i minori destinati a essere le loro nuove vittime nella nuova parrocchia. Ma questo non accade solo negli Stati Uniti. In ogni paese del mondo avviene nello stesso modo.

SPEAKER: In alcuni paesi, la Chiesa non attua alcun procedimento per la tutela dei bambini. Colm scoprì che il Crimen sollicitationis non ha riempito il vuoto di credibilità che si era venuto a creare.
COLM: Sono in Brasile, il più grande Paese cattolico al mondo con 125 milioni di fedeli. Sembra un paradiso ma c’è miseria e ignoranza. C’è il turismo sessuale e i bambini hanno bisogno di protezione. La Chiesa non sembra aver imparato la dura lezione ricevuta dal mondo occidentale.
SPEAKER:  Sei anni fa arrivò un prete nuovo nella piccola comunità rurale di Annopolis, nel Brasile centrale, Padre Tarcisio Tadeu Spiricigo, incriminato dalla polizia di San Paolo per abusi sessuali sui minori.

COLM: Il prete era stato incriminato la prima volta nel 1991. Era già stato trasferito almeno quattro volte.  aveva continuato comunque a violentare minori in ogni parrocchia. Alla fine lo mandarono in questo paesino poverissimo. Il vescovo che lo aveva trasferito conosceva la sua storia. Disse che era stato curato, ma non era affatto vero. E le violenze continuavano.

SPEAKER:  Il prete abitava vicino a una certa donna Elsa, che viveva col nipote Warley, di 5 anni. Si offrì di dare al bambino lezioni di chitarra.

ELSA: Una domenica mattina mi confidò: “so fare l’amore”. Io risposi: “ma che dici! Sei ancora piccolo. Di che parli?” Rispose: “ non l’ho detto a mamma e papà perché mi picchierebbero”. E io: “non lo faranno. Dimmi che succede.” E così imparai chi era Padre Tarcisio. Lo avevamo mandato da lui perché pensavamo fosse in buone mani, pensavamo che fosse una brava persona, che parlasse la Parola di Dio. Mi fidavo: sono sempre stata Cattolica, non mi aspettavo questo, da un prete.  Da allora quando i bambini lo incontravano lo chiamavano “mogliettina del prete” e lui si arrabbiava così tanto da piangere. Spesso mi dice che vuole solo morire.  

SPEAKER: In quel periodo era il Cardinale Ratzinger  che istruiva le cause per abusi sui minori. Così, visto che conosceva le accuse contro Padre Tarcisio, perché gli consentì di continuare a lavorare a stretto contatto con i bambini?

COLM: E’ sorprendente constatare che la storia è sempre la stessa, in ogni tempo e in ogni luogo. I vescovi trasferiscono i preti che hanno già stuprato dei bambini in altre parrocchie dove continueranno a commettere altri crimini sessuali. Questo ragazzino è stato violentato nel 2002, mentre gli scandali del clero sconvolgevano gli Stati Uniti e l’Irlanda. Mentre il Vaticano cercava pretesti per giustificarli. Proprio allora questo bambino è stato violentato, in Brasile. Adesso il ragazzino vuole morire, perché ha perduto la gioia di vivere e a scuola lo chiamano “la ragazza del prete”. E la Chiesa non ha mosso un dito. Nessuna terapia, nessun appoggio, nessun sostegno, niente di nente. Non è giusto. Non è affatto giusto.

SPEAKER: Nonostante quel prete avesse già abusato di un tredicenne a San Paolo, Donna Elza sostiene che la Chiesa e la comunità la costrinsero a riversare le accuse sul nipotino.
DONNA ELZA: La Chiesa era arrabbiata con me e la gente mi evitava.  Mi sentivo scomunicata dalla comunità. Ma ho continuato a credere a mio nipote.

COLM – La gente non capì. Ma allora lei aveva la sua fede, mentre oggi l’ha perduta.
ELZA: Abbiamo dentro un’enorme tristezza. Mio nipote crescerà con questa disperazione dentro. Mio nipote avrà dei problemi.

COLM: Il prete si comportava come se non fosse successo niente. Poi fu trovato questo. E’ il suo diario In questo dice che tipo di bambino cerca come vittima. Ve lo leggo. Età: 7, 8, 9, 10 anni. Sesso: Maschio. Condizione sociale: povero. Famiglia: senza padre, con una madre o una sorella. Cercare in strada, a scuola, nelle famiglie. Attirarli con lezioni di chitarra, coro, catechismo. E’ molto importante ingraziarsi la famiglia. Un ragazzo affettuoso, calmo, bisognoso di un padre e senza scrupoli sessuali. Atteggiamento: chiedergli prestazioni sessuali in cambio di regali.

 SPEAKER:  Dopo decenni gli abusi di Padre Tarcisio furono portati alla luce. Non per un intervento del Cardinale ratzinger, bensì per il lavoro della Polizia. L’anno scorso fu condannato a quindici anni di carcere.  Nel mondo la chiesa ha 50 milioni di bambini nelle sue congregazioni.
DOYLE:  Il Vaticano non ha una politica per la protezione dei bambini, ma ne ha una per proteggere i preti pedofili e il vaticano stesso. La sola politica è tenere sepolti gli scandali nella segretezza e limitare i danni per quanto possibile.

SPEAKER: L’ordine del Cardinale Ratzinger di inviare tutte le accuse in Vaticano si sta rivelando frustrante per quelli  che cercano di mettere in carcere i preti sospetti. Questo è Padre Joseph Henn, maestro del coro. Questa foto fu presa durante il suo primo incarico a Phoenix in Arizona. E lì conobbe Rick Rivezo, un chierichetto di quattordici anni.

RIVEZO: I miei genitori sapevano che trascorrevo il tempo insieme a lui. Veniva spesso a casa mia. Mio padre mi diceva che per lui la porta era sempre aperta, era un membro della famiglia.
SPEAKER:  Una volta guadagnata la fiducia della famiglia del ragazzino, cominciarono le violenze.
RIVEZO. Ci portava ovunque con lui, ai matrimoni, ai funerali, in piscina. Al ritorno dalla piscina, andavamo in canonica e lì mi faceva togliere il costume per metterlo ad asciugare. Mi dava un asciugamani e ne prendeva uno per sé, e mi invitava ad aspettarlo a letto. Si sedeva di fronte a me e mi massaggiava. Poi scendeva e mi accarezzava. Non volevo guardarlo.  Non volevo vedere nulla al di sotto del suo stomaco. Non volevo sapere quello che faceva.  Cercavo di evitare il suo sguardo e, per non farmi coinvolgere nel gioco, tenevo gli occhi chiusi e le braccia tese per non toccargli le gambe. Volevo solo che finisse in fretta.

SPEAKER:- L’uomo che trattava il suo caso era Rick Rowley, un famoso avvocato di Phoenix. Prima di andare in pensione fece condannare otto preti pedofili della sua diocesi e riuscì a estorcere una confessione scritta al vescovo locale.

 ROMLEY: Devo dire che l’omentà, la segretezza e l’ostruzionismo che trovavo durante le indagini non l’avevo mai visto in  tutta la mia carriera qui a Phoenix. Era difficilissimo ottenere un’informazione dalla Chiesa. Eravamo a conoscenza di certi incontri che avevano avuto luogo, ma non c’erano prove che avrebbero potuto aiutarci.
SPEAKER: La linea seguita dal Vaticano è che il Crimen Sollicitationis sia per uso interno e non per ostacolare le indagini della Polizia.

ROMLEY: Quando cominciammo le indagini fu davvero interessante.  Supponevamo che ci fossero archivi segreti ai quali attingere e che non c’erano stati messi a disposizione. Ci dissero che il Nunzio aveva ordinato di non consentire l’accesso a informazioni di tipo criminale, perché erano state sottoposte alla speciale protezione dell’Ambasciatore del Vaticano. La Chiesa non vuole riconoscere che il problema è serio. La chiesa non è passiva, anzi:  non vuol consentire alle autorità civili di porre un freno agli abusi dei suoi preti. Ci contrastavano passo passo, realizzando una vera e propria tattica ostruzionistica. 

SPEAKER: La sua battaglia più dura fu quella contro Padre Henn e altri due preti, che andarono all’estero per sfuggire ai persecutori americani.

ROMLEY: Sapevo che questi preti avevano fatto voto di obbedienza a Roma. Allora decisi di mandare una lettera in Vaticano, per chiedere, dopo che le accuse formali erano state avanzate, che costringessero i preti incriminati a tornare in patria e consegnarsi, per consentire alla giustizia di seguire il suo corso, ma restai deluso. Avevo scritto al cardinale Sodano, il segretario di Stato, per chiedergli se poteva ordinare a questi preti di tornare in patria, ma mi rimandavano la posta indietro con il pretesto che il destinatario si era rifiutato di accettarla. Non aprivano nemmeno la busta. Una Chiesa con l’autorità morale per fare quello che è giusto ha miseramente fallito perché una delle cose fondamentali che avrebbe dovuto are era fermare questi abusi, e ne aveva l’opportunità. L’opportunità di dire al mondo che si sentiva responsabile della protezione dei bambini. E invece non aprirono neppure la busta.

SPEAKER:  Padre Henn, il prete che con la scusa di portare in piscina Rick Rivezo finì per abusare di lui, è ricercato per tredici accuse per molestie avanzate da un gran negli Stati Uniti. Ma non è più lì.

COLM: E’ qui, a Roma, protetto dal Vaticano, e si oppone all’estradizione dalla sede del suo ordine religioso, i Salvatoriani.  Il Vaticano non l’ha costretto a tornare in America ad affrontare il processo.
La cosa più straordinaria di questa storia è che Padre Henn non è il solo. Un giornale americano ha scritto recentemente una serie di articoli  sui “preti fuggitivi” e ha scoperto che c’erano più di sette preti americani, accusati di pedofilia, che vivono con il sostegno della Chiesa, dentro e fuori del Vaticano
.
DOYLE: Il Vaticano, la bussola morale della chiesa Cattolica, forse ha le prove di altri preti pedofili in giro per il mondo, ma, invece che alla cooperazione e alla trasparenza, le direttive della Chiesa mirano all’ostruzionismo e alla copertura. C’è un uomo però che ha il potere di cambiare tutto.
Il cardinale Ratzinger, che adesso è il Papa, potrebbe dire “questa è la politica della Chiesa: Cooperazione piena ovunque con le autorità civili e isolamento e dimissioni dei preti dichiarati colpevoli. Completa apertura e trasparenza, anche nelle situazioni finanziarie. Eliminazione degli ostacoli ai processi. Cooperazione con le autorità civili, ovunque”. Potrebbe farlo.

SPEAKER: Il Vaticano non ha risposto alle ripetute richieste di un’intervista sui casi esposti qui. Padre Henn ha perduto la sua battaglia contro l’estradizione negli Stati Uniti.  Scappò dal quartier generale dei Salvatoriani, a Roma, dove si trovava agli arresti domiciliari. Si crede che si nasconda da qualche parte in Italia. C’è un mandato internazionale per il suo arresto. Iil prete cattolico Oliver O’Grady scontò sette anni per abusi sui minori. Anche se gli psichiatri americani lo avevano definito uno stupratore sistematico che aveva bisogno di curarsi per tutta la vita, fu riportato in Irlanda nel 2001.  Poiché tutto si svolse negli stati uniti, il suo nome non appare nel Registro dei criminali sessuali irlandesi e non ci sono restrizioni per quanto riguarda i suoi contatti con i bambini.

PM: – Quindi gli abusi sessuali e le molestie erano quasi un’occupazione a tempo pieno durante tutta la sua carriera di prete?

O’GRADY: Direi che ne costituiva una parte significativa.

PM: Delle vittime molestate quanti erano bambini e quante bambine?

O’GRADY: Tre quarti erano maschi e un quarto femmine.

PM:  – Che altro è successo dopo tutto quello che è accaduto?

O’GRADY – Niente. La vita è andata avanti.

 

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