Chiesa e Sesso II

Continua il nostro viaggio nel capitolo 6 del Catechismo della Chiesa Cattolica… questa volta si affrontano i capitoli riguardanti la Castità e le sue Offese. Per l’ultima offesa alla castità (l’omosessualità) rimando a un futuro articolo pechè i documenti trovati sono talmente tanti che ho dovuto dividere in due questo articolo. Buona lettura.

LA VOCAZIONE ALLA CASTITA’

 

2337: la castità è “la positiva integrazione della sessualità”.

E’ virtù morale, come recita il Compendio del Catechismo al punto 488, ma in nessun rimando bibliografico ho trovato la definizione di “castità” per la Chiesa. La castità, per il dizionario della lingua italiana Devoto-oli, 2007, è “l’astensione da ogni attività sessuale, o anche da manifestazioni o pensieri che vi abbiano in qualche modo attinenza”. Stando a questo, la positiva integrazione della sessualità è il suo completo riufiuto e diniego… un po’ come dire che la fame sia la positiva integrazione dell’alimentazione.

 

2338: chi è casto “conserva l’integrità delle forze di vita e  di amore (…)”.

Visto che nemmeno qui si specifica cosa significhi o in che modo sia inteso il termine “casto” riporto al definizione del dizionario: “che si astiene dalle esperienze sessuali non consentite dal suo stato”, dove “stato” è inteso come status, voto, educazione.

 

2339: la castità è dominio di sè come perfetta realizazione della “libertà umana”. Per realizzare questo è necessaria “un’integrale e permamente educazione” (Compendio del Catechismo, punto 489) al fine di “liberarsi da ogni schiavitù delle passioni”. Il Gaudium et Spes, al paragrafo 17, ricorda che gli uomini devono esercitare la propria libertà, che “spesso però la coltivano in modo sbagliato quasi sia lecito tutto quel cche piace, compreso il  male”. L’unica libertà che spetta all’uomo, prosegue, è “che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, aderendo a lui, alla piena e beata perfezione”. L’uomo non ha diritto né possibilità di esercitare la propria libertà in piena autonomia, ma è vincolato a un unico fine. Le passioni, come il male generalizzato, sono contrarie a tale scopo ultimo, che si realizza solo in “casta unione” dei coniugi (Catechismo della Chiesa Cattolica, punto 2349) eliminando, quindi, di ongi sessualità, se non per procreare una progenie. 

 

2340: i mezzi per la castità sono “la conoscenza di sé, la pratica di un’ascesi (…), l’obbedienza ai divini comandamenti, l’esercizio delel virtù morali e la fedeltà alla preghiera”.

 

2341:  la castità è legata alla temperanza, “che mira a far guidare le passioni dalla ragione” (Compendio del Catechismo, punto 490)

 

2342: fondamentale è l’esercizio del dominio di sé “in certi periodi, quelli, per esempio, in cui si forma la personalità, l’infanzia e l’adolescenza. Il che va contro a qualsiasi studio psicologico fatto in 12 mila anni di storia umana. Studi che mostrano come la soppressione degli impulsi durante l’adolescenza scatenino gravissime turbe psichiche in età adulta, con crisi di identità, impossibilità di rapportarsi con il prossimo e di costruire rapporti duraturi, un’insoddisfazione cronica sessuale, casi di frigidità, repressione psicologica e sessuale,schizzofrenia ecc…. Per citare alcuni testi al riguardo: Psicologia II, di J.Darley, S. Glucksberg e R. Kinchla, ed. il Mulino, cap 17 Psicopatologia; Psicologia, di P. Gray, ed. Zanichelli, cap 12, L’esplorazione sessuale; Trattato di Psicoanalisi, di C. Musatti, ed. Boringhieri, pg 62, 90sg, 105sg, 137sg, 154sg, 161, 219sg, 270, 294, 306sg, 331; Opere, di S. Freud, ed Boringhieri, vol 4 pg 487sg, 504-08, 514sg, 532sg, 539-46, vol 9 pg494-97, 544, vol 10 pg 27-33, 208-16 e 377.

 

2343: la castità è minacciata dal peccato. sesso2

Il peccato, secondo il Familiaris Consortio, al paragrafo 34, è ineluttabile e “non si può togliere il sacrificio  dalla vita familiare, anzi si debba accettare di cuore (…)” sotto un “idonea educazione di sacerdoti, dei religiosi (…) che sono impegnati nella pastorale familiare”… mi chiedo come possano aiutare realmente i coniugi loro che hanno fatto voto di non avere mai una famigliaa né di conoscere mai il sesso. Come si ricorda nel Humanae Vitae di Paolo VI, al paragrafo 28, solo al Magistero della Chiesa spetta il compito di decidere cosa e quale sia la morale. E’ come se un cieco avesse la pretesa di spiegare a un vedente la luce e gli imponesse la propria visione del fenomeno.

 

2344: la castità dev’essere educata dalla Società che, a sua volta, dev’essere modellata sugli standard di morale ecclesiastica. L’uomo, come si dice nel capitolo 25 del Gaudium et Spes, è “già dalla nascita incline al male” e “trova nuovi incitamenti al pecato”: non si può, infatti, negare “che gli uomini dal contresto sociale nel qualevivono e sono immersi fin dalla infanzia, spesso sono sviati dal bene e spinti al male”. E’ quindi compito di coloro che “per vocazione sono i consiglieri e le guide spirituali delle singole persone e delle famiglie (…) esporre senza ambiguità l’insegnamento della chiesa sul matrimonio” (Humanae Vitae, cap 28), nonostante proprio queste persone non abbiano mai sperimentato quello che il matrimonio è.

 

2345: la castità è una virtù morale.

 

2346:  la castità è il dono sincero di sé…anche se è più la negazione del donarsi.

 

2347: la castità “si dispiega nell’amicizia, dove “amicizia” è intesa come “seguire ed imitare colui che ci ha scelti come suoi amici”. Per il Devoto-oli, è “emulazione” e non amicizia.

 

2348: “ogni battezzato è chiamato alla castità”.Se la pratica è esclusiva dei battezzati, on si comprende, allora, perchè coinvolgere tutta la società (punto 2344), che è composta anche di persone non battezzate (circa il 30% in Italia e circa il 70% della popolazione mondiale).

 

2349: esistono diversi tipi di castità: la castità nella verginità e nel celibato consacrato, la castità coniugale e la castità della continenza per chi non è ancora sposato. Esiste, chiaramente, un unico tipo di castità (rinuncia di ogni pulsione e pensiero sessuale), che la Chiesa decide di applicare ad ogni persona in qualsiasi condizione.

 

2350: i fidanzati “sono chiamati a vivere la castità della continenza” per dare “prova” del loro amore. Non conferma l’amore reciproco la negazione della logica e naturale conseguenza del sentimento amoroso, sopratutto se tale privazione non è libera, ma imposta da una congregazione di asessuati senza famiglie, fidanzate o moglie.

 

Le offese alla castità

 

2351: la lussuria è il piacere “ricercato al di fuori delle finalità di procreazione (…)”. Si identifica nuovamente il sesso come metodo di fecondazione, senza alcun altro valore.

 

 2352: la masturbazione, cioè la “eccitazione volontaria degli organi sessuali (…) al di fuori (…) della procreazione umana”.

Nel documento Persona Humana, redatto dalla Congregazione per Dottrina della Fede nel 1975, nel paragrafo 9, si dice: “la psicologia e la sociologia (…) dimostrano che, sopratutto tra gli adolescenti, essa è un fenomeno normale dell’evoluzione sessuale”. La Congregazione tuona, nonostante questi fatti incontroverbilibi: “Questa opinione è contraria alla dottrina e alla pratica pastorale della chiesa cattolica”. Citerei un “Eppur di muove” galileiano. Nonostante per la scienza la masturbazione sia necessaria per uno SANO sviluppo della sessualità umana, la Chiesa resta dell’idea che essa è in realtà “un atto intriinsecamente e gravemente disordinato”, anche se non capiamo dall’alto di che autorità e conoscenza biologica, psicologia e sociologica possa dire una cosa simile (è, del resto, al stessa accusa che muove  contro l’omosessualità, come vedremo poi). Se non abbiamo motivazioni scientifiche per questa posizione ecclesiastica, il documento riporta le cause morali che, evidentemente, devono prevalere anche sulla scienza: “contraddice essenzialmente la sua finalità (…): la procreazione umana”. Le motivazioni che hanno spinto la psicologia e la sociologia a mentire nei loro studi, dando un valore positivo alla masturbazione, si identificano nel “peccato originale, ma anche con la perdita del senso di dio (= ateismo o agnosticismo), la depravazione dei costumi (=l’omosessualità), generata dalla commercializzazione del vizio (= il bikini), la sfrenata licenza di tanti spettacoli (=il bacio gay di Brockbackmountain, fortunatamente censurato dalla Rai) e di pubblicazioni (=penthouse), come anche con  l’oblio del pudore (=far vedere l’ombelico), custode della castità (che, ricordiamo, è l’oblio di ogni pensiero e pulsione sessuale… direi, essere come un ficus)”.

 

2353: la fornicazione, vale a dire “l’unione carnale di un uomo e di una donna al di fuori del matrimonio” e, poche righe dopo “(…)è gravemente contrario (..) alla generazione e all’educazione dei figli”. Si inizia a diventare ripetitivi.

 

2354: la pornografia, che “sottrae all’intimità dei partner gli atti sessuali (…) per esibirli (…) a terzi”. E’ compito dello Stato, ricorda il Compendio del Catechismo al punto 494, impedire “i peccati contro la castità”, anche con “leggi adeguate”. Si deve punire penalmente la fornicazione, le coppie di fatto, i giornaletti osè, la masturbazione, il sesso orale ecc… questo avvenne realmente negli Stati Uniti negli anni …. con conseguenze drammatiche sulla psicologia e ssulla sanità emotiva dei suoi cittadini.

 

2355: la prostituzione, accusando sia la prostituta, perchè “offende la (propria) dignità”, sia chi usufruisce dei suoi servigi, ma solo perchè “viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo” non perchè sfrutta una povera donna.

 

2356: lo stupro, perchè “viola giustizia e carità”, ledendo “il diritto di ciascuno al rispetto, alla libertà, all’integrità fisica e morale”.

Sacro Prepuzio Divino

Girando per uno dei miei siti preferiti (quello dei Tradizionalisti Cattolici) mi imbatto in un post contro il Capodanno (http://www.tradizione.biz/forum/viewtopic.php?t=11792) perché, a loro dire, è una mossa (di satana, del sionismo, dei massoni?) per oscurare l’importantissima festa cattolica che cade il primo gennaio: quella della Circoncisione di Gesù o del Santo Prepuzio.

 Secondo il Vangelo di Luca 2,21, dopo 8 giorni dalla nascita Gesù venne circonciso: “E quando furono trascorsi gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu posto nome Gesù, il nome dato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” Calcolando che per la Tradizione Cattolica (non supportata da niente se non da riti Pagani al Dio Sole), la nascita è del 25 Dicembre, il buon vecchio Gesù deve aver salutato il suo prepuzio il 2 Gennaio, ma, evidentemente, la matematica è un’opinione e si è deciso di conteggiare il 25 stesso come uno dei “giorni dopo la nascita”… mistero di fede o tattica per sottrarre l’ennesima festa ai Pagani?!

Comunque sia, il Santo Prepuzio fu asportato e, come ogni cosa kitsch e macabra, divenne una reliquia. Per lo stesso miracolo attuato da Gesù moltiplicando i pani e i pesci, anche il Santo Gingillo fu miracolosamente moltiplicato e, ad oggi, se ne contano fino a 18 sparsi per il mondo ( http://www.slate.com/id/2155745/ ). La storia della santa reliquia, comunque, non è chiara: fu regalata intorno al 800 al Papa Leone III da Carlo Magno  oppure fu regalata a Carlo Magno da sua moglie per il loro matrimonio come simbolo ben-augurante per le prestazioni presso il talamo nuziale? Non si sa, ma ben presto in giro per l’Europa ci fu un’epidemia di Santi Prepuzi. Si contendono il Sacro Pezzetto città come Roma (Basilica di San Giovanni in Laterano), Santiago di Compostela, Gerusalemme, Coulombs in Francia, Chartres, Besancon, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fecamp, Puy-en-Velay, Calcata e Auvergne.

 Ognuna di queste sante parrocchie si contente l’autenticità del Sacro Gingillo. Si chiese nel 1200 a Papa Innocenzo III di autenticare quello di Charroux, ma, ligio al suo nome, ne ebbe troppa vergogna e si tirò indietro. La disputa continuò per altri 7 secoli fino al 1900 quando la Chiesa proibì al mondo intero, pena la scomunica, di parlare, scrivere o accennare al Sacro Divin Prepuzio (decreto n. 37 del 3 Febbraio del 1900). Nel 1954 la festa in suo onore fu eliminata dai calendari per la troppa pudicizia  ecclesiastica (http://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Prepuzio ).

Nel 1427 fu fondata la Confraternita del Santo Prepuzio, poi misteriosamente scomparsa in una precoce fine. Sulla base però di questi Sacerdoti del Prepuzio, venenro autenticati 8 dei 18 prepuzi in circolazione, anche se la Chiesa  ne riconosce tutti e 18(http://laici.forumcommunity.net/?t=4932964 ).

Inquietante un fatto di cronaca dei giorni nostri: nel 1970 la Parrocchia di Calcata, vicino a Viterbo, denunciò il furto del Santo Prepuzio (http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20081108060141AAteM2g). Diverse le ipotesi sulle motivazione del furto (oggetto fetish per un film porno, ingrediente per un bibitone afrodisiaco, riti satanici vari, ecc), ma, ad oggi, la polizia ancora barcolla nel buio (http://www.serenoeditore.com/milano/archeo/reliquie.htm ). Ne restano comunque altri 17 in circolo: lo preciso per rassicurare i devoti.

Chiesa, Aids e Condom

Di un annetto fa (ma è stata resa pubblica in Italia solo da un paio di giorni) la notizia che l’Arcivescovo di Maputo, città del Mozambico, il reverendo Francisco Chimoio, ha dichiarato, intervistato in via UFFICIALE da un inviato della BBC, che l’uso del profilattico non solo non serve a niente contro il contagio Aids, ma che anzi lo incentiva, poichè SA che due paesi europei (non meglio identificati) contagiano apposta i condom da esportare in Africa col virus dell’HIV, al fine di sterminare la popolazione africana nel giro di 100 anni e di re-colonizzare il continente nero. Si vanta quindi di aver diffuso tale notizia tra i suoi parrocchiani (i cattolici in Mozambico sono il 20% della popolazione) e di averli salvati. Ricorda che solo l’astinenza predicata dalla Chiesa Cattolca può realemtne salvarli dalla morte e dal contagio.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/7014335.stm

 

 Ovvie le smentite (e l’incazzatura) delle associazione che realmente tentano di debellare il virus dell’AIDS in Africa, tra cui proprio Marcella Mahanjane, a capo dell’Associazione Nazionale in Mozambico contro l’Aids.

http://www.mg.co.za/article/2007-09-27-archbishop-hivinfected-condoms-sent-to-kill-africans

 Dopo questa riconferma delle  posizioni ufficiali della Chiesa Cattolica contro il Condom, ripropongo un vecchio articolo che avevo scritto 6 mesetti fa su http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4250.entry?_c=BlogPart

Ultimamente mi sono capitati sotto mano articoli  in cui si ripone l’attenzione della gente sulla diffusione dell’AIDS anche in Italia.. dopo l’epidemia degli anni 90, l’attenzione al problema è calata riesumando comportamenti irresponsabili che hanno causato, negli ultimi anni, una diffusione del virus anche da noi ( http://www.corriere.it/salute/08_giugno_18/adis_folla_sieropositivi_d4e73374-3d43-11dd-bfea-00144f02aabc.shtml )  . Nel mondo i casi sono sempre moltissimi: circa 40 milioni di malati, con 5 milioni di  malati in più ogni anno, di cui 800 mila sotto i 15 anni.  Ogni anno muoiono circa 3 milioni di persone per questa malattia, tra cui 580 mila ragazzini. Gran parte dei contagiati vive nell’Africa Sub-Sahariana ed è stato contagiato dopo un rapporto Eterosessuale (dati aggiornati al 2001, http://www.clicmedicina.it/pagine%20n%200/AIDS%20nel%20mondo.htm ).

Detto questo, OGNI associazione internazionale promuove il Sesso Sicuro, con campagne per l’uso corretto del Profilattico, con la lotto alla prostituzione e alla pedofilia, con l’educazione sessuale nelle scuole (che però, funziona ben poco anche qui da noi dove solo il 3% delle ragazze sotto i 18 anni sa cosa sia la Prevenzione!!!).

Ovviamente, solo un’associazione mondiale lotta contro il profilattico: la Chiesa Cattolica. In un documento del 2003, scritto dal Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del  Pontificio Consiglio per la Famiglia, si dichiara:

Ho posto in evidenza il fatto che, al fine di controllare l’epidemia, è necessario promuovere un comportamento sessualmente responsabile, insegnato attraverso una autentica educazione sessuale, che rispetti la dignità dell’uomo e della donna e che non consideri gli altri come semplici strumenti di piacere e quindi oggetti «da usare»(quindi non Educazione SESSUALE ma MORALE CATTOLICA.. sono cose diverse!). Ho anche affermato che tale comportamento sessuale responsabile trova il suo luogo ideale soltanto nell’ambito dell’amore coniugale, facendo proprie le responsabilità del matrimonio, quale donazione reciproca, esclusiva e totale di un uomo e di una donna, in una comunità di amore e di vita. (…)

La Chiesa Cattolica ha ripetutamente criticato i programmi che promuovono il condom come mezzo (…)efficace e sufficiente per la prevenzione dell’AIDS. (…)

Le diverse Conferenze Episcopali in tutto il mondo hanno espresso la loro preoccupazione riguardo a questo problema: (…)  considerano «la diffusione e la promozione indiscriminata dei condom come un’arma immorale e sbagliata nella nostra battaglia contro l’HIV/AIDS per le seguenti ragioni: l’uso del condom è contrario alla dignità umana (l’AIDS invece ne è il perfetto complemento?!?!?!); i condom tramutano il bellissimo atto di amore nella ricerca egoista del piacere, respingendo ogni responsabilità; i condom non garantiscono la protezione contro l’HIV/AIDS; i condom possono essere perfino uno dei motivi principali di diffusione dell’HIV/AIDS. A parte la possibilità che i condom possano essere difettosi o usati in modo sbagliato, essi contribuiscono al venir meno dell’autocontrollo e del rispetto reciproco» (…)

La Sottocommissione per la famiglia e la vita della Conferenza Episcopale (…) ha affermato che le campagne di promozione del condom  (…), volte a bloccare apparentemente la diffusione dell’HIV/AIDS, sono gravemente irresponsabili per tre ragioni: «perché tendono ad essere ingannevoli e a nascondere informazioni e per il fatto che non contribuiscono alla prevenzione, ma piuttosto ad una maggiore diffusione di un comportamento a rischio( quindi è meglio la più COMPLETA OMERTA’!), poiché insinuano che le autorità sanitarie approvano il comportamento e gli stili di vita che sono responsabili dell’epidemia». (…)

Inoltre, «come nella contraccezione, così anche nella prevenzione dell’infezione da HIV/AIDS, l’uso del condom non è un modo sicuro di affrontare il problema».(…)

L’astinenza fuori del matrimonio e la fedeltà nell’ambito del matrimonio, come pure l’evitare l’abuso di droga per endovena sono i soli modi moralmente e medicalmente sicuri di prevenire la diffusione dell’AIDS. (…)

La posizione della Chiesa è veramente umana e responsabile: si tratta di una chiamata al pieno rispetto della libertà della persona umana e della sua dignità. (…)

Il noto e autorevole moralista(quindi un MORALISTA non un MEDICO è la FONTE della CHIESA!!!!! Ah bhè!!!!), Dionigi Tettamanzi (…)mostra chiaramente perché il condom non può garantire il cosiddetto «sesso sicuro» quando è usato come profilattico(e come lo vuoi usare altrimenti? Come Gavettone?!). «Il Ministero della Sanità (in Italia), attraverso la Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS, frequentemente fornisce ai ragazzi, ai giovani e a quanti sono interessati, questa informazione: “la possibilità di contagio aumenta quanto più si hanno rapporti sessuali non protetti; per questo, se non sei sicuro del tuo partner, usa sempre il preservativo”. Ma veramente il preservativo è il rimedio efficace per contrastare il contagio? (…)Anzitutto, un’efficacia “tecnica”: sin dove il profilattico “preserva” dal rischio del contagio? In ambiente scientifico, si riconosce apertamente che i preservativi non sono affatto sicuri al cento per cento: si parla, mediamente, del 10-15 per cento di inefficacia, perché i virus da Aids sono molto più “filtranti” (in grado di attraversare) che non lo sperma. (…)

Un altro moralista italiano, Elio Sgreccia, attualmente Vescovo e Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scritto che le campagne basate solo sulla libera distribuzione dei preservativi «possono diventare non soltanto fallaci, ma controproducenti e incoraggianti… nell’abuso della sessualità; in ogni caso risultano prive di contenuti veramente umani e di responsabilizzazione globale della condotta». (…)

Il Cardinale Tettamanzi osserva inoltre, seguendo questa linea, che è del tutto inaccettabile che lo Stato organizzi e promuova una campagna del «sesso sicuro», a motivo della mancata efficacia del preservativo come «barriera» contro l’infezione e soprattutto per il pericolo di un uso irresponsabile della sessualità. Per esempio, quando un soldato riceve un preservativo, sa che deve prevenire il contagio; ma, allo stesso tempo, è anche indotto a credere che qualunque atto sessuale è lecito. (…)

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_20031201_family-values-safe-sex-trujillo_it.html

Ne segue l’apologia della Castità come unica fonte di protezione e la condanna totale dell’uso del condom in quanto inefficacie. La cosa interessante è che il Condom è Inefficace SOLO nel 10 % dei casi (se va male), vuol dire (cosa che però la Chiesa non nota) che nel 90% dei casi ha effettivamente protetto dalla trasmissione della malattia. Per la Chiesa, evidentemente, questo 90% non vale nulla e preferirebbe che tale popolazione non avesse usato uno strumento demoniaco come il profilattico; il che, stando alle stime sopra riportate, comporterebbe  5 milioni di persone (ponendo caso fosse tale 10% di inefficacia) per 100 =   45 milioni di ammalati in più all’anno, cioè il 90% della popolazione che usa i condom!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non riporto tutti i siti e le associazioni serie che studiano l’uso del profilattico come unico mezzo per evitare il contagio (a parte la castità completa e assoluta… che, va bene tutto, ma è una stronzata Cattolica e Basta!), ma sprono invece a collaborare con esse attivamente.

 

Non commettere atti impuri I

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, CAPITOLO 6:

 NON COMMETTERE ATTI IMPURI

-I-

 

Piccolo riassunto sulle posizioni ufficiali della Chiesa Cattolica sul sesso e tutto quello che lo concerne.

Partirò usando gli articoli del Catechismo ufficiale, analizzandoli tutti (a più puntatte) e introducendo di volta in volta altrri documenti uffiali, come enclichiche, compendi, ecc….

 

Innanzi tutto è bene notare che nel Catechismo della Chiesa Cattolica la parola sesso non è mai scritta… si parla di sessualità,concetto vario ed eventuale. Per far chiarezza, ecco come lo Zanichelli 2007 definisce le due parole:

         sesso: attività sessuale ed  i problemi ad essa attinenti

         sessuale: che si riferio scoposce al sesso

         sessualità: insieme di caratteri fisici, funzionali, psicologici e culturali legati all’attività sessuale.

Se il sesso quindi è attività, la sessualità include in senso più ampio tutto quello che al sesso sta attorno, dalla società alla psicologia, dall’etica alla morale, ecc… da notare, come ogni cultura abbia avuto la sua personale idea di quello che era lecito o meno fare nel talamo, in quanto esprimevano chiari giudizi morali che esulavano il mero concetto di attività fisica che il sesso, in essenza, è. Il sesso quindi è uguale da sempre, mentre è il concetto di sessualità che muta continuamente.

 

Detto questo, iniziamo con l’analisi del Articolo 6 del Catechismo: il sesto comandamento, non commettere adulterio.

Già è interessante che il sesso sia introdotto in questo frangente e non in uno più positivo, come poteva essere il capitolo su “ama il prossimo tuo”.

 

I.      << Maschio e femmina li creò…>>

 

2331: l’uomo ha la vocazione all’amore.

Ma cosa si intende per “amore”?

Il dizionario lo definisce come: profondo sentimento di affetto per una persona che si manifesta generalmente in un disinteressato desiderio di farle del bene e in un bisogno di vivere con lei.

Per definirlo invece per la Chiesa ricorro all’enciclica Deus Caritas Est di Benedetto XVI. Nella prima parte, nel paragrafo 2, introduce tre tipi di amore: l’eros, l’agape e la filia. Dice che il Cristianesimo ha vittoriosamente fatto trionfare l’agape, spodestando l’eros, che lui arbitrariamente definisce nel paragrafo 4 come “pazzia divina” che fa perdere il controllo all’uomo tanto da rendere sacra la prostituzione e da auto degradarsi nella deflagrazione delle passioni incontrollate. L’agape è il vero amore, che lui nel paragrafo 6 definisce, di nuovo arbitrariamente, come “cura dell’altro e per l’altro, tanto che diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca”. Personalmente, trovo una simile definizione di quello che dovrebbe essere l’Amore molto (devastantemente) triste… perché identificare l’amore mediante attributi negativi? Rinuncia, sacrificio, auto-sofferenza… bell’idea.

Tornando alle definizioni, i veri significati dei tre termini sono (dizionario GI):

         filia: affetto, attaccamento, amicizia… potremmo dire il sentimento che vige tra due amici o tra fratello e sorella.

         eros: amore, passione, desiderio… potremmo dire che sia l’amore travolgente degli innamorati.

         agape: carità, affetto, elemosina… per comprenderlo meglio, dirò anche che deriva dal verbo agapao, che significa: trattare con affetto, coccolare, accontentarsi. Lo attribuirei ai sentimenti che nutro per il mio gatto, o quelli che mi muovono a impegnarmi nel volontariato.

Abbiamo quindi chiarito il primo punto della trattazione sull’amore e il sesso del Catechismo: l’uomo è finalizzato, è votato, all’agape (per usare la terminologia benedettina) che è carità, affetto ed elemosina verso il prossimo.

 

2332: la sessualità concerne ogni aspetto della vita dell’uomo, nell’affettività, nella capacità di amare di procreare.

Diciamolo, se per amore s’intende l’agape, la mia voglia di sessualità decade allo zero termico assoluto. Se poi si riprende in mano la definizione benedettina del termine agape (rinuncia, sacrificio e dolore), c’è da domandarsi perché i cristiani figlino, se il sesso che concerne l’amore è tutto questo dolore fisico e morale… propendo per la tesi che siano tutti intrinsecamente o masochisti (provano piacere nel dolore) o ignoranti, nel senso che ignorano cosa il Papa intendi per amore e continuino a pensarlo come eros, e non come agape.

 

2333: ogni essere umano deve riconoscere e accettare la propria identità sessuale, che si caratterizza da differenze e complementarietà fisiche, morali e spirituali, tutte comunque e univocamente orientate al matrimonio e alla famiglia. Da tutto questo dipende l’armonia dell’intera società.

Qui s’iniziano ad ampliare i piani.

Nel Compendio al Catechismo voluto sempre da Benedetto XVI, si spiega questo punto tagliando le implicazioni sociali e riducendo il tutto a “ogni uomo deve accettare la propria identità sessuale” (punto 487). Ovviamente, è una frase troppo libertina perché sia accettabile dalla Chiesa Cattolica, che introduce subito dopo, nel Catechismo, il concetto di differenze e complementarietà fisiche… il che significa che un uomo non deve tanto accettare la propria identità sessuale (che è di diversi tipi), ma deve soggiogare alle proprie caratteristiche fisiche che dettano univocamente quello che l’identità sessuale dovrà per forza di cosa essere. Non si parla di psicologia in nessuno dei testi cardini della dottrina della chiesa, ma solo di fisicità che detta l’identità sessuale (se nasco con le tette devo avere un’identità sessuale femminile), la morale consona (se ho un’identità femminile, in base alla legge ecclesiastica della complementarietà dovrò essere anche eterosessuale, perché moralmente giusto e moralmente abominevole il contrario) e lo spirito con cui vivere tale sessualità. Da questa perfetta macchina indottrinale e creatrice dipenderebbe, per la Chiesa, la salute di tutta la società umana. Tale punto è sottolineato nel Compendio alla Dottrina Sociale della Chiesa al punto 224, in cui la Chiesa prende una posizione di netto rifiuto verso le cause culturali e sociali dell’identificazione sessuale di una persona, ma ribatte che spetta solo al singolo individuo, indipendentemente dal contesto in cui vive e in cui è cresciuto, accettare la propria fisicità come unica e univoca prova della propria identità sessuale. Il tutto è finalizzato alla creazione del nucleo familiare sancito dal matrimonio come unico lecito per ogni società umana, frutto di una non meglio identificata “legge naturale”. Si conclude che “L’identità sessuale è indisponibile, perché è la condizione oggettiva per formare una coppia nel matrimonio”: nessuno quindi ha la libertà di disporre della propria sessualità né della propria identità sessuale, in quanto l’unico fine è il matrimonio che non è una libera scelta ma un obbligo”naturale” vincolante per ogni essere umano. Mi chiedo allora come sono possibili milioni di esempi di società con parametri diversi che risultavano essere sane comunque…né come mai ci sono milioni di società con identici parametri che sono tare e cancri per il mondo stesso…

 

2334: uomini e donne hanno pari dignità.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica questo è il massimo per le pari opportunità che si può ottenere. Non si dice mai, mai e poi mai, assolutamente mai, che uomini e donne hanno pari DIRITTI, ma solo pari dignità… La stessa solfa sulla pari dignità è ripresa al paragrafo 1934 in cui si dice che,  essendo stati creati dallo stesso dio, uomini e donne hanno la stessa dignità (che spetta comunque a tutte le creature create da dio). Dalla dignità deriverebbe poi l’uguaglianza (concetto che però non viene sviluppato… in che senso uguaglianza? Di diritti o di semplice riconoscimento della stessa condizione di esseri umani? Dico questo perché nel Medioevo la donna non era considerata essere umano a pieni diritti ma solo surrogato umano, forma umana, ma inferiore all’uomo) e sempre da tale dignità ne conseguono dei diritti (paragrafo 1935). Sia ben chiaro che non si stanno affermando pari diritti, perché subito in 1936 si sottolinea che dio ha creato ogni essere umano diverso dall’altro, con talenti differenti, e che il vero uomo sa riconoscere e seguire questo  talento naturalmente connotato nella sua essenza… il che significa che spesso gli uomini devono scendere a patti e mestamente seguire la loro natura perché (paragrafo 1937) questo è stato deciso da lui (dio). Sono condannate solo alcuni tipi di disuguaglianze di trattamento (1938), ma non tutte, perché alcune sono volute da dio stesso, a cui l’uomo deve sottostare. Diritti sì, ma con paletti, limitazioni e senza il diritto ad avere diritti. Nel Compendio alla Dottrina Sociale, al punto 111, si ribadisce che uomo e donna hanno pari dignità perché entrambi creati da dio. Solo nel “rapporto di comunione reciproca (…) realizzano profondamente sé stessi”, nel “dono sincero di sé”, che si concretizza solo nel matrimonio, come unica fonte di realizzazione per il genere umano. Per giustificare questo passo si rimanda all’Antico Testamento, in Osea 1-3. In Os 1,2 si legge: “Quando il Signore cominciò a parlare a Osea, gli disse: << Và, prenditi in moglie una prostituta e abbi figli di prostituzione, poiché il paese non fa che prostituirsi allontanandosi dal signore>>” e quando questa gli partorisce dei figli, allora il Signore gli dice” <<Và, ama una donna che è amata da un altro ed è adultera (…)>>” e Osea va’ e la compra per 15 pezzi d’argento (Os 3,1-3). Mi sembra il passo perfetto da cui prendere spunto per legiferare in materia matrimoniale e per  parlare della dignità della donna. L’altro documento a cui rimanda il compendio è la Gratissima Sane di Paolo VI,del 1994. Al paragrafo 6 si dice che grazie alla Genesi “è possibile distinguere (…) la realtà della paternità e maternità e perciò della famiglia umana” e subito si specifica “Ai nuovi esseri dio dice benedicendoli: <<Siate fecondi e moltiplicatevi (…)>>”. Nel paragrafo 8 si prosegue sulla stessa solfa: “Maschio e femmina per costituzione fisica, i due soggetti umani, pur somaticamente differenti, partecipano in modo ugule alla capacità di vivere nella verità e nell’amore”. Il concetto è chiaro: nel paragrafo che parla dell’uguale dignità di uomini e donne, l’unica cosa che si dice è che uomini e donne hanno uguale dignità ma non diritti, e che sono obbligati per “legge naturale” a metter su famiglia, non liberamente, ma come imposizione naturale e sociale, al fine, unico e innegabile, di mettere al mondo dei figli. In questo sta la dignità umana e l’impossibilità di dichiarare uguali diritti tra uomini e donne, perché le differenze tra di loro sono fondamentali e funzionali per un unico destino e futuro. I diritti che ledono questo obbligo superiore  devono decadere. E’ grazie a questa posizione ambigua che la chiesa può invocare il non diritto dei gay a partecipare anch’essi ai diritti fondamentali dell’uomo o a negare il diritto degli handicappati a sposarsi, o delle donne a fare gli stessi lavori degli uomini ecc… non esistono diritti universali, ma l’universale compito di fare figli degli esseri umani, che non hanno altro scopo, diritto, fine se non la procreazione in una famiglia legata da una non verificata “legge naturale”.

 

2335: ribadisce il concetto espresso in 2334, e cioè che gli uomini e le donne hanno pari dignità ma in modo diverso. Chiarisce poi che solo uomo e donna sono accettabili come unione, in conseguenza logica al concetto di complementarietà e di accettazione della naturale forma fisica della propria sessualità (o, meglio, dei propri organi sessuali. Sono questi che determinano l’identità sessuale, non lo sviluppo psico-fisico adolescenziale).

 

2336: ricorda che il sesto comandamento biblico recitava “non commettere adulterio”, ma la Chiesa, spinta da Gesù che recitava “(…) chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio (Mt 5,28)”, ha deciso di interpretarlo in senso ampissimo includendo ogni aspetto della sessualità umana (fisica, culturale, emotiva, psicologica, ecc) che vada contro la “castità”, che il dizionario definisce come “essere casto” dove “casto” è definito come “che si astiene dai piaceri, puro”. Il che significa che la Chiesa impone la castità da ogni tipo di piacere, al fine di non contravvenire al comandamento da lei reinterpretato liberamente nel XI sec d.C. 

Chiesa contro ONU

Tre giorni e tre nette posizioni fondamentaliste della Chiesa contro le risoluzioni Onu: contro il documento per la depenalizzazione delle discriminazioni verso gli omosessuali, contro le discriminazioni verso i portatori di handicap e contro la difesa di tutte le vittime delle bombe a grappolo.

 

L’altro ieri, il Vaticano ha tuonato dall’alto della sua carità, un sonoro “no” contro la proposta ONU per la Depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo (http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html ). I motivi sono vari: depenalizzare vuol dire legalizzare un abominio (per la Chiesa, non certo per chi scrive); depenalizzare vuol dire tutelare gli omosessuali; depenalizzare significa sollecitare gli stati che li discriminano a non farlo più (il Vaticano in primis è lo Stato al primo posto per discriminazioni: contro le donne, i gay e gli handicappati); depenalizzare significa tutelare indiscriminatamente i diritti di queste persone. Il discorso del Vaticano è chiaro: se depenalizziamo l’omosessualità, dovremo dar loro pari opportunità sul posto di lavoro… ricordo a tal proposito il documento stillato per urlare “no” contro la Costituzione Europea (http://www.zammerumaskil.com/rassegna-stampa-cattolica/speciali/nove-motivi-contro-il-trattato-di-lisbona.html ); cito l’articolo 4 di tale “documento”: “(…)  L’inclusione di questo cosiddetto «orientamento sessuale» in materia di discriminazione, equivale a equiparare le differenze di razza, età e origine al vizio omosessuale, affermazione che probabilmente non torna molto utile alla causa delle minoranze.   Inoltre, questo criterio potrebbe essere utilizzato per imporre omosessuali nei posti di lavoro e in incarichi nei quali, secondo la morale e il senso comune, essi non trovano collocazione, come il sacerdozio, l’istruzione fisica, l’insegnamento scolastico e, perfino, come genitori adottivi o affidatari.   (…) Ci sono ambiti in cui considerare l’orientamento sessuale non è discriminare ingiustamente, per esempio nel dare bambini in adozione o in affidamento, nell’assunzione d’insegnanti e allenatori e nel reclutamento militare.   Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, alla casa ecc. Nondimeno, questi diritti non sono assoluti. Possono essere limitati legittimamente in relazione alla condotta esterna oggettivamente disordinata. Questo talora non è soltanto lecito, ma obbligatorio.   (…)” ( per il mio articolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4261.entry ).

Se passa la depenalizzazione, saremo (saranno) costretti a trattare queste persone come esseri umani, eliminando dai testi dottrinali affermazioni come che la tolleranza del male ( l’omosessualità, ndr) è qualcosa di molto diverso dall’approvazione o dalla legalizzazione del male o la ben più “misericordiosa” massima A sostegno della legalizzazione delle unioni omosessuali non può essere invocato il principio del rispetto e della non discriminazione di ogni persona. Una distinzione tra persone oppure la negazione di un riconoscimento o di una prestazione sociale non sono infatti accettabili solo se sono contrarie alla giustizia (testo di Joseph Card. Ratzinger, in CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI, per il mio aricolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4036.entry ) .

Divertente (o tragica) una delle motivazioni per cui il Vaticano ha detto “no”: “molti altri stati non l’hanno accettata”, per la serie: se non lo fano loro, perchè dovrei farlo io?! Evidentemente, per tornare al discorso, il Vaticano dimentica che Nel mondo sono circa un’ottantina i paesi che hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. La pena capitale è prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana (l’unico Stato latinoamericano dove l’omosessualità è reato), Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados. (…)Ma condanne e punizioni sonno ampiamente diffuse in molte zone del mondo. E non solo il carcere ma anche i lavori forzati. In Guinea Bissau, per esempio. Oppure l’Angola e il Mozambico. Ed ancora multe e pene cosidette “più lievi” (come qualche anno di carcere). Si passa dai 14 del Malawi, ai 20 della Malesia, ai dieci della Maldive. ( http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/scheda-omossessualita/scheda-omossessualita.html )”

Il Vaticano è sicuramente in buona compagnia, sarà contento.

 

Di ieri, invece, il clamoroso “no” della Santa Madre Chiesa contro la proposta ONU per i pari diritti degli disabili(http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-disabili/vaticano-disabili.html). Anche qui, non c’è da stupirsi: dare pari diritti anche a loro significherebbe la fine delle discriminazioni vaticane contro queste persone a cui la Chiesa, dall’alto della sua divina autorità, nega la possibiltà di sposarsi, per esempio; come non ricordare il caso di due ragazzi in procinto di sposarsi in chiesa a cui fu negata la cerimonia perchè lui, vittima di un incidente streadale che lo aveva lasciato su una sedia a rotelle, non poteva far più rizzare il pene per ingravidare la novella sposina (http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_07/matrimonio_paraplegico_viterbo_077d3190-34bf-11dd-befe-00144f02aabc.shtml) … quanta umanità e che alta considerazione dell’amore (nel Deus Caritas Est, Ratzingher definisce “amore” vero l’agape, che significa: “carità, affetto, elemosina”, dal verbo agapao che significa “accontentarsi, trattare con affetto”, dal dizionario GI; declina poi la definizione dicendo “l’amore è (…) cura del’altro e per l’altro, tanto che diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca (…))!!! Anche per questo “no”, la Chiesa porta diverse motivazioni: pari diritti significa permetter ai disabili di accedere ai servizi statali in ogni campo, compreso quello, ove previsto, dell’aborto… come dire che se hai diritto a un diritto (che è un diritto e non un dovere) allora ne usufruirai di sicuro (ho diritto a portare un’arma, e infatti giro con un bazooka in borsetta…). Mi ricordano le dichiarazioni ecclesiastiche contro  il profilattico: promuovere il profilattico come prevenzione contro il contagio Aids significa incentivare i contagi stessi (http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_20031201_family-values-safe-sex-trujillo_it.html per il documento ufficiale, altrimenti per il mio articolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4250.entry?_c=BlogPart ) … non so, lo ammmetto, con che logica si possa sostenere una posizione simile, ma la fede è, per definizione, la credenza nell’irrazionale. Tornando ai pari diritti: darli ai portatori di handicap, significherebbe dar loro il diritto al matrimonio e alla costituzione di una famiglia, all’allevamento dei figli; dar loro la possibilità di autodeterminazione propria (per i diritti umani) di ogni essere umano… Le stesse persone, però, che per la Chiesa non hanno diritto a sposarsi o a fare figli, sono le stesse che la Chiesa ammette con grandi sorrisi al sacerdozio e ai sacramenti… ma non dovrebbe valere lo stesso discorso?! Se non sono perfettamente capaci, per comprendere appieno il concetto di famiglia o di lavoro, allora non dovrebbero nemmeno comprendere appieno i gesti sacerdotali o l’alta teologia necessaria per prendere i sacramenti. So bene che per la Madre Chiesa (madre di che visto che sono tutti uomini casti?!), che addita contro natura il sesso, ma che promuove la castità (a livello naaturale, è la castità ad essere abominio, non il sesso, che sia tra eterosessuali o meno…) la coerenza è un optional, ma qui l’ipocrisia la fa da padrona.

 

Infine, di oggi l’ennesima dichiarazione intransigente contro la risoluzione Onu per proibire le bombe a grappolo. La Chiesa è ben felice  di sostenerla, ma a patto che sia eliminata la seguente frase: “(…)provvedere assistenza specifica in ragione dell’età e del genere delle vittime delle munizioni a grappolo (…)” perché il termine “genere” potrebbe, sempre per il Vaticano, essere frainteso… il Papa chiede che venga sostituito con il lessema fondato sull’identità sessuale biologica, maschio o femmina”. La Santa Sede “esclude, dunque, interpretazioni equivoche basate su visioni del mondo che affermano che l’identità sessuale può essere adattata indefinitamente per seguire proposte nuove e diverse”. (http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/12_dicembre/03/cluster_bomb_ok_santa_sede_a_convenzione_postilla_su_gender,17094150.html ) Il che significa che sì, bisogna aiutare i feriti e le vittime di tali bombe, ma a patto che siano sani eterosessuali, altrimenti no… un trans o un gay non saranno curati adeguatamente perché non si vuole sostenere le loro perverse inclinazioni… sono senza parole.

 

La Chiesa, come avrà notato chi non ha due ostie sugli occhi, si arrocca, di questi tempi, in posizioni fondamentaliste e medievaleggianti per tentare di salvarsi dall’ormai dilagante fuga dei fedeli. Si alleò con Bush (BUSH!!!) e la sua politica antiabortista, chiudendo un occhio sulle due vergognose guerre iniziate dallo stesso. Si congratulò con Berlusconi (BERLUSCONI!!!) per l’elezione, perché contrario ai Pacs, chiudendo un occhio su processi per corruzione, per falso in bilancio, per concussione, per affiliazione alla mafia, per spionaggio, per illegalità diffusa…

La Chiesa è giunta al punto tale da promuovere regimi anticostituzionali e contrari ai diritti umani pur di ottenere privilegi e conferme alle proprie discriminatorie dottrine.

Perché salvare milioni di omosessuali dal carcere o dalla forca se, salvarli, significa farli vivere in mezzo a noi serenamente?!

“Che ne muoiano pochi milioni per salvaguardare la nostra divina morale… Dio è con noi, tutti gli altri, come ben ricordato nei documento prima riportati, non hanno diritti né diritti ad averne.”