Chiesa e Sesso II

Continua il nostro viaggio nel capitolo 6 del Catechismo della Chiesa Cattolica… questa volta si affrontano i capitoli riguardanti la Castità e le sue Offese. Per l’ultima offesa alla castità (l’omosessualità) rimando a un futuro articolo pechè i documenti trovati sono talmente tanti che ho dovuto dividere in due questo articolo. Buona lettura.

LA VOCAZIONE ALLA CASTITA’

 

2337: la castità è “la positiva integrazione della sessualità”.

E’ virtù morale, come recita il Compendio del Catechismo al punto 488, ma in nessun rimando bibliografico ho trovato la definizione di “castità” per la Chiesa. La castità, per il dizionario della lingua italiana Devoto-oli, 2007, è “l’astensione da ogni attività sessuale, o anche da manifestazioni o pensieri che vi abbiano in qualche modo attinenza”. Stando a questo, la positiva integrazione della sessualità è il suo completo riufiuto e diniego… un po’ come dire che la fame sia la positiva integrazione dell’alimentazione.

 

2338: chi è casto “conserva l’integrità delle forze di vita e  di amore (…)”.

Visto che nemmeno qui si specifica cosa significhi o in che modo sia inteso il termine “casto” riporto al definizione del dizionario: “che si astiene dalle esperienze sessuali non consentite dal suo stato”, dove “stato” è inteso come status, voto, educazione.

 

2339: la castità è dominio di sè come perfetta realizazione della “libertà umana”. Per realizzare questo è necessaria “un’integrale e permamente educazione” (Compendio del Catechismo, punto 489) al fine di “liberarsi da ogni schiavitù delle passioni”. Il Gaudium et Spes, al paragrafo 17, ricorda che gli uomini devono esercitare la propria libertà, che “spesso però la coltivano in modo sbagliato quasi sia lecito tutto quel cche piace, compreso il  male”. L’unica libertà che spetta all’uomo, prosegue, è “che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, aderendo a lui, alla piena e beata perfezione”. L’uomo non ha diritto né possibilità di esercitare la propria libertà in piena autonomia, ma è vincolato a un unico fine. Le passioni, come il male generalizzato, sono contrarie a tale scopo ultimo, che si realizza solo in “casta unione” dei coniugi (Catechismo della Chiesa Cattolica, punto 2349) eliminando, quindi, di ongi sessualità, se non per procreare una progenie. 

 

2340: i mezzi per la castità sono “la conoscenza di sé, la pratica di un’ascesi (…), l’obbedienza ai divini comandamenti, l’esercizio delel virtù morali e la fedeltà alla preghiera”.

 

2341:  la castità è legata alla temperanza, “che mira a far guidare le passioni dalla ragione” (Compendio del Catechismo, punto 490)

 

2342: fondamentale è l’esercizio del dominio di sé “in certi periodi, quelli, per esempio, in cui si forma la personalità, l’infanzia e l’adolescenza. Il che va contro a qualsiasi studio psicologico fatto in 12 mila anni di storia umana. Studi che mostrano come la soppressione degli impulsi durante l’adolescenza scatenino gravissime turbe psichiche in età adulta, con crisi di identità, impossibilità di rapportarsi con il prossimo e di costruire rapporti duraturi, un’insoddisfazione cronica sessuale, casi di frigidità, repressione psicologica e sessuale,schizzofrenia ecc…. Per citare alcuni testi al riguardo: Psicologia II, di J.Darley, S. Glucksberg e R. Kinchla, ed. il Mulino, cap 17 Psicopatologia; Psicologia, di P. Gray, ed. Zanichelli, cap 12, L’esplorazione sessuale; Trattato di Psicoanalisi, di C. Musatti, ed. Boringhieri, pg 62, 90sg, 105sg, 137sg, 154sg, 161, 219sg, 270, 294, 306sg, 331; Opere, di S. Freud, ed Boringhieri, vol 4 pg 487sg, 504-08, 514sg, 532sg, 539-46, vol 9 pg494-97, 544, vol 10 pg 27-33, 208-16 e 377.

 

2343: la castità è minacciata dal peccato. sesso2

Il peccato, secondo il Familiaris Consortio, al paragrafo 34, è ineluttabile e “non si può togliere il sacrificio  dalla vita familiare, anzi si debba accettare di cuore (…)” sotto un “idonea educazione di sacerdoti, dei religiosi (…) che sono impegnati nella pastorale familiare”… mi chiedo come possano aiutare realmente i coniugi loro che hanno fatto voto di non avere mai una famigliaa né di conoscere mai il sesso. Come si ricorda nel Humanae Vitae di Paolo VI, al paragrafo 28, solo al Magistero della Chiesa spetta il compito di decidere cosa e quale sia la morale. E’ come se un cieco avesse la pretesa di spiegare a un vedente la luce e gli imponesse la propria visione del fenomeno.

 

2344: la castità dev’essere educata dalla Società che, a sua volta, dev’essere modellata sugli standard di morale ecclesiastica. L’uomo, come si dice nel capitolo 25 del Gaudium et Spes, è “già dalla nascita incline al male” e “trova nuovi incitamenti al pecato”: non si può, infatti, negare “che gli uomini dal contresto sociale nel qualevivono e sono immersi fin dalla infanzia, spesso sono sviati dal bene e spinti al male”. E’ quindi compito di coloro che “per vocazione sono i consiglieri e le guide spirituali delle singole persone e delle famiglie (…) esporre senza ambiguità l’insegnamento della chiesa sul matrimonio” (Humanae Vitae, cap 28), nonostante proprio queste persone non abbiano mai sperimentato quello che il matrimonio è.

 

2345: la castità è una virtù morale.

 

2346:  la castità è il dono sincero di sé…anche se è più la negazione del donarsi.

 

2347: la castità “si dispiega nell’amicizia, dove “amicizia” è intesa come “seguire ed imitare colui che ci ha scelti come suoi amici”. Per il Devoto-oli, è “emulazione” e non amicizia.

 

2348: “ogni battezzato è chiamato alla castità”.Se la pratica è esclusiva dei battezzati, on si comprende, allora, perchè coinvolgere tutta la società (punto 2344), che è composta anche di persone non battezzate (circa il 30% in Italia e circa il 70% della popolazione mondiale).

 

2349: esistono diversi tipi di castità: la castità nella verginità e nel celibato consacrato, la castità coniugale e la castità della continenza per chi non è ancora sposato. Esiste, chiaramente, un unico tipo di castità (rinuncia di ogni pulsione e pensiero sessuale), che la Chiesa decide di applicare ad ogni persona in qualsiasi condizione.

 

2350: i fidanzati “sono chiamati a vivere la castità della continenza” per dare “prova” del loro amore. Non conferma l’amore reciproco la negazione della logica e naturale conseguenza del sentimento amoroso, sopratutto se tale privazione non è libera, ma imposta da una congregazione di asessuati senza famiglie, fidanzate o moglie.

 

Le offese alla castità

 

2351: la lussuria è il piacere “ricercato al di fuori delle finalità di procreazione (…)”. Si identifica nuovamente il sesso come metodo di fecondazione, senza alcun altro valore.

 

 2352: la masturbazione, cioè la “eccitazione volontaria degli organi sessuali (…) al di fuori (…) della procreazione umana”.

Nel documento Persona Humana, redatto dalla Congregazione per Dottrina della Fede nel 1975, nel paragrafo 9, si dice: “la psicologia e la sociologia (…) dimostrano che, sopratutto tra gli adolescenti, essa è un fenomeno normale dell’evoluzione sessuale”. La Congregazione tuona, nonostante questi fatti incontroverbilibi: “Questa opinione è contraria alla dottrina e alla pratica pastorale della chiesa cattolica”. Citerei un “Eppur di muove” galileiano. Nonostante per la scienza la masturbazione sia necessaria per uno SANO sviluppo della sessualità umana, la Chiesa resta dell’idea che essa è in realtà “un atto intriinsecamente e gravemente disordinato”, anche se non capiamo dall’alto di che autorità e conoscenza biologica, psicologia e sociologica possa dire una cosa simile (è, del resto, al stessa accusa che muove  contro l’omosessualità, come vedremo poi). Se non abbiamo motivazioni scientifiche per questa posizione ecclesiastica, il documento riporta le cause morali che, evidentemente, devono prevalere anche sulla scienza: “contraddice essenzialmente la sua finalità (…): la procreazione umana”. Le motivazioni che hanno spinto la psicologia e la sociologia a mentire nei loro studi, dando un valore positivo alla masturbazione, si identificano nel “peccato originale, ma anche con la perdita del senso di dio (= ateismo o agnosticismo), la depravazione dei costumi (=l’omosessualità), generata dalla commercializzazione del vizio (= il bikini), la sfrenata licenza di tanti spettacoli (=il bacio gay di Brockbackmountain, fortunatamente censurato dalla Rai) e di pubblicazioni (=penthouse), come anche con  l’oblio del pudore (=far vedere l’ombelico), custode della castità (che, ricordiamo, è l’oblio di ogni pensiero e pulsione sessuale… direi, essere come un ficus)”.

 

2353: la fornicazione, vale a dire “l’unione carnale di un uomo e di una donna al di fuori del matrimonio” e, poche righe dopo “(…)è gravemente contrario (..) alla generazione e all’educazione dei figli”. Si inizia a diventare ripetitivi.

 

2354: la pornografia, che “sottrae all’intimità dei partner gli atti sessuali (…) per esibirli (…) a terzi”. E’ compito dello Stato, ricorda il Compendio del Catechismo al punto 494, impedire “i peccati contro la castità”, anche con “leggi adeguate”. Si deve punire penalmente la fornicazione, le coppie di fatto, i giornaletti osè, la masturbazione, il sesso orale ecc… questo avvenne realmente negli Stati Uniti negli anni …. con conseguenze drammatiche sulla psicologia e ssulla sanità emotiva dei suoi cittadini.

 

2355: la prostituzione, accusando sia la prostituta, perchè “offende la (propria) dignità”, sia chi usufruisce dei suoi servigi, ma solo perchè “viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo” non perchè sfrutta una povera donna.

 

2356: lo stupro, perchè “viola giustizia e carità”, ledendo “il diritto di ciascuno al rispetto, alla libertà, all’integrità fisica e morale”.

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