Chiesa contro ONU

Tre giorni e tre nette posizioni fondamentaliste della Chiesa contro le risoluzioni Onu: contro il documento per la depenalizzazione delle discriminazioni verso gli omosessuali, contro le discriminazioni verso i portatori di handicap e contro la difesa di tutte le vittime delle bombe a grappolo.

 

L’altro ieri, il Vaticano ha tuonato dall’alto della sua carità, un sonoro “no” contro la proposta ONU per la Depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo (http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html ). I motivi sono vari: depenalizzare vuol dire legalizzare un abominio (per la Chiesa, non certo per chi scrive); depenalizzare vuol dire tutelare gli omosessuali; depenalizzare significa sollecitare gli stati che li discriminano a non farlo più (il Vaticano in primis è lo Stato al primo posto per discriminazioni: contro le donne, i gay e gli handicappati); depenalizzare significa tutelare indiscriminatamente i diritti di queste persone. Il discorso del Vaticano è chiaro: se depenalizziamo l’omosessualità, dovremo dar loro pari opportunità sul posto di lavoro… ricordo a tal proposito il documento stillato per urlare “no” contro la Costituzione Europea (http://www.zammerumaskil.com/rassegna-stampa-cattolica/speciali/nove-motivi-contro-il-trattato-di-lisbona.html ); cito l’articolo 4 di tale “documento”: “(…)  L’inclusione di questo cosiddetto «orientamento sessuale» in materia di discriminazione, equivale a equiparare le differenze di razza, età e origine al vizio omosessuale, affermazione che probabilmente non torna molto utile alla causa delle minoranze.   Inoltre, questo criterio potrebbe essere utilizzato per imporre omosessuali nei posti di lavoro e in incarichi nei quali, secondo la morale e il senso comune, essi non trovano collocazione, come il sacerdozio, l’istruzione fisica, l’insegnamento scolastico e, perfino, come genitori adottivi o affidatari.   (…) Ci sono ambiti in cui considerare l’orientamento sessuale non è discriminare ingiustamente, per esempio nel dare bambini in adozione o in affidamento, nell’assunzione d’insegnanti e allenatori e nel reclutamento militare.   Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, alla casa ecc. Nondimeno, questi diritti non sono assoluti. Possono essere limitati legittimamente in relazione alla condotta esterna oggettivamente disordinata. Questo talora non è soltanto lecito, ma obbligatorio.   (…)” ( per il mio articolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4261.entry ).

Se passa la depenalizzazione, saremo (saranno) costretti a trattare queste persone come esseri umani, eliminando dai testi dottrinali affermazioni come che la tolleranza del male ( l’omosessualità, ndr) è qualcosa di molto diverso dall’approvazione o dalla legalizzazione del male o la ben più “misericordiosa” massima A sostegno della legalizzazione delle unioni omosessuali non può essere invocato il principio del rispetto e della non discriminazione di ogni persona. Una distinzione tra persone oppure la negazione di un riconoscimento o di una prestazione sociale non sono infatti accettabili solo se sono contrarie alla giustizia (testo di Joseph Card. Ratzinger, in CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI, per il mio aricolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4036.entry ) .

Divertente (o tragica) una delle motivazioni per cui il Vaticano ha detto “no”: “molti altri stati non l’hanno accettata”, per la serie: se non lo fano loro, perchè dovrei farlo io?! Evidentemente, per tornare al discorso, il Vaticano dimentica che Nel mondo sono circa un’ottantina i paesi che hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. La pena capitale è prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana (l’unico Stato latinoamericano dove l’omosessualità è reato), Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados. (…)Ma condanne e punizioni sonno ampiamente diffuse in molte zone del mondo. E non solo il carcere ma anche i lavori forzati. In Guinea Bissau, per esempio. Oppure l’Angola e il Mozambico. Ed ancora multe e pene cosidette “più lievi” (come qualche anno di carcere). Si passa dai 14 del Malawi, ai 20 della Malesia, ai dieci della Maldive. ( http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/scheda-omossessualita/scheda-omossessualita.html )”

Il Vaticano è sicuramente in buona compagnia, sarà contento.

 

Di ieri, invece, il clamoroso “no” della Santa Madre Chiesa contro la proposta ONU per i pari diritti degli disabili(http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-disabili/vaticano-disabili.html). Anche qui, non c’è da stupirsi: dare pari diritti anche a loro significherebbe la fine delle discriminazioni vaticane contro queste persone a cui la Chiesa, dall’alto della sua divina autorità, nega la possibiltà di sposarsi, per esempio; come non ricordare il caso di due ragazzi in procinto di sposarsi in chiesa a cui fu negata la cerimonia perchè lui, vittima di un incidente streadale che lo aveva lasciato su una sedia a rotelle, non poteva far più rizzare il pene per ingravidare la novella sposina (http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_07/matrimonio_paraplegico_viterbo_077d3190-34bf-11dd-befe-00144f02aabc.shtml) … quanta umanità e che alta considerazione dell’amore (nel Deus Caritas Est, Ratzingher definisce “amore” vero l’agape, che significa: “carità, affetto, elemosina”, dal verbo agapao che significa “accontentarsi, trattare con affetto”, dal dizionario GI; declina poi la definizione dicendo “l’amore è (…) cura del’altro e per l’altro, tanto che diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca (…))!!! Anche per questo “no”, la Chiesa porta diverse motivazioni: pari diritti significa permetter ai disabili di accedere ai servizi statali in ogni campo, compreso quello, ove previsto, dell’aborto… come dire che se hai diritto a un diritto (che è un diritto e non un dovere) allora ne usufruirai di sicuro (ho diritto a portare un’arma, e infatti giro con un bazooka in borsetta…). Mi ricordano le dichiarazioni ecclesiastiche contro  il profilattico: promuovere il profilattico come prevenzione contro il contagio Aids significa incentivare i contagi stessi (http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_20031201_family-values-safe-sex-trujillo_it.html per il documento ufficiale, altrimenti per il mio articolo al riguardo: http://afuocolacuria.spaces.live.com/blog/cns!F9B14DBCCD750386!4250.entry?_c=BlogPart ) … non so, lo ammmetto, con che logica si possa sostenere una posizione simile, ma la fede è, per definizione, la credenza nell’irrazionale. Tornando ai pari diritti: darli ai portatori di handicap, significherebbe dar loro il diritto al matrimonio e alla costituzione di una famiglia, all’allevamento dei figli; dar loro la possibilità di autodeterminazione propria (per i diritti umani) di ogni essere umano… Le stesse persone, però, che per la Chiesa non hanno diritto a sposarsi o a fare figli, sono le stesse che la Chiesa ammette con grandi sorrisi al sacerdozio e ai sacramenti… ma non dovrebbe valere lo stesso discorso?! Se non sono perfettamente capaci, per comprendere appieno il concetto di famiglia o di lavoro, allora non dovrebbero nemmeno comprendere appieno i gesti sacerdotali o l’alta teologia necessaria per prendere i sacramenti. So bene che per la Madre Chiesa (madre di che visto che sono tutti uomini casti?!), che addita contro natura il sesso, ma che promuove la castità (a livello naaturale, è la castità ad essere abominio, non il sesso, che sia tra eterosessuali o meno…) la coerenza è un optional, ma qui l’ipocrisia la fa da padrona.

 

Infine, di oggi l’ennesima dichiarazione intransigente contro la risoluzione Onu per proibire le bombe a grappolo. La Chiesa è ben felice  di sostenerla, ma a patto che sia eliminata la seguente frase: “(…)provvedere assistenza specifica in ragione dell’età e del genere delle vittime delle munizioni a grappolo (…)” perché il termine “genere” potrebbe, sempre per il Vaticano, essere frainteso… il Papa chiede che venga sostituito con il lessema fondato sull’identità sessuale biologica, maschio o femmina”. La Santa Sede “esclude, dunque, interpretazioni equivoche basate su visioni del mondo che affermano che l’identità sessuale può essere adattata indefinitamente per seguire proposte nuove e diverse”. (http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/12_dicembre/03/cluster_bomb_ok_santa_sede_a_convenzione_postilla_su_gender,17094150.html ) Il che significa che sì, bisogna aiutare i feriti e le vittime di tali bombe, ma a patto che siano sani eterosessuali, altrimenti no… un trans o un gay non saranno curati adeguatamente perché non si vuole sostenere le loro perverse inclinazioni… sono senza parole.

 

La Chiesa, come avrà notato chi non ha due ostie sugli occhi, si arrocca, di questi tempi, in posizioni fondamentaliste e medievaleggianti per tentare di salvarsi dall’ormai dilagante fuga dei fedeli. Si alleò con Bush (BUSH!!!) e la sua politica antiabortista, chiudendo un occhio sulle due vergognose guerre iniziate dallo stesso. Si congratulò con Berlusconi (BERLUSCONI!!!) per l’elezione, perché contrario ai Pacs, chiudendo un occhio su processi per corruzione, per falso in bilancio, per concussione, per affiliazione alla mafia, per spionaggio, per illegalità diffusa…

La Chiesa è giunta al punto tale da promuovere regimi anticostituzionali e contrari ai diritti umani pur di ottenere privilegi e conferme alle proprie discriminatorie dottrine.

Perché salvare milioni di omosessuali dal carcere o dalla forca se, salvarli, significa farli vivere in mezzo a noi serenamente?!

“Che ne muoiano pochi milioni per salvaguardare la nostra divina morale… Dio è con noi, tutti gli altri, come ben ricordato nei documento prima riportati, non hanno diritti né diritti ad averne.”

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